<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252</id><updated>2012-01-25T12:33:14.840+01:00</updated><title type='text'>Sociologi allo specchio</title><subtitle type='html'>Blog del seminario tenuto dalla dr.ssa Daniela De Giorgi, cattedra di: Sociologia corso avanzato - Prof. Paolo De Nardis - alla Sapienza di Roma(facoltà di Sociologia)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>108</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7173804445844056752</id><published>2011-11-05T18:12:00.000+01:00</published><updated>2011-11-05T18:12:11.708+01:00</updated><title type='text'>Come aderire online al Movimento.</title><content type='html'>Cari Amici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È da tempo che tutti noi nei diversi settori e con diverse competenze denunciamo il diffuso malcontento nel rapporto medico–paziente , medico–istituzioni , paziente-istituzione , oggi a maggior ragione, in un momento di vacche magre, dove la razionalizzazione delle risorse economiche diventa prioritaria al mantenimento in vita dello stesso servizio sanitario verso i cittadini. Nulla da obbiettare quindi verso l’atteggiamento di maggiore attenzione e rigore sull’uso dei soldi pubblici e al controllo della reale utilità dei servizi resi ai cittadini da parte della Pubblica Amministrazione.Ci auguriamo anzi che questo dichiarato sforzo dei nostri Amministratori si realizzi con un reale risparmio di risorse economiche e un servizio adeguato al pubblico dei fruitori, ben sapendo quanto è difficile sciogliere nodi di malcostume e interessi consolidati nel mantenere lo status quo. Si discute di costi standard e di livelli di prestazione da raggiungere in termini di rapporto efficienza- efficacia del servizio. Anche questo è giusto, perché, se certe Regioni riescono ad organizzare servizi efficienti a dati costi, si devono prendere da esempio e cercare di imitare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui parliamo di buon governo, di buona fede,di buona organizzazione delle risorse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non basta. Perché l’organizzazione delle cose è prioritaria insieme ai valori che ne dettano la realizzazione,anzi devono camminare di pari passo. Organizzare un buon servizio al pubblico non è solo questione logistica,( luogo fisico, personale medico specializzato, personale paramedico, strutture varie, apparecchiature tecnologiche, tempi di lavoro e turni di presenza,approvvigionamenti vari, appalti con le ditte fornitrici, ecc….) ma anche questione di accoglienza al malato. Cosa si intende con la generica locuzione - accoglienza al malato? Un principio fondamentale : riconoscere che lo scopo prioritario e imprescindibile del servizio che si fornisce è dato ad un Essere Umano , nella sua totale integrità di persona intesa come corpo mente e spiritualità. Questo porta da sé moltissime risultanze come, appunto, il rispetto, il diritto alla informazione verso il paziente, non solamente formale e legale ma partecipativa, opponendosi alla pratica spesso attuata di mercificazione, alienazione e di difesa verso il malato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porsi la semplice domanda : questa struttura a cosa serve? E’ organizzata in funzione della persona, dell’individuo che fruisce del servizio? Spesso nei miei studi di ricerca sociale mi sono trovata di fronte ad “organizzazioni” che teoricamente erano create per uno scopo, ma ne perseguivano un altro. Al primo posto si è scoperto che l’organizzazione mette se stessa e la propria sopravvivenza , quasi fosse dotata di vita autonoma. Contano prima le risorse umane e no, le loro esigenze e poi il servizio da rendere. “ - La burocratizzazione del rapporto medico-paziente ha reso entrambi, non più soggetti centrali di un sistema, non più protagonisti attivi di un percorso di cure e di assistenza, ma oggetti intercambiabili, in uno scenario che pone in secondo piano il diritto del paziente, privilegiando scelte economicistiche e di interesse e ciò ha portato alla degenerazione conosciuta col nome di “medicina difensiva”. -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi voglia partecipare al Movimento e firmare la Petizione o far parte attiva alla creazione di un nuovo paradigma culturale riguardante appunto l'Umanizzazione può prendere contatto direttamente con me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per firmare la petizione online :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.petizionionline.it/petizione/dichiarazione-per-il-diritto-alla-cura-alla-persona-e-per-l-umanizzazione-delle-cure-mediche-chirurgiche-e-psicologiche/5335"&gt;http://www.petizionionline.it/petizione/dichiarazione-per-il-diritto-alla-cura-alla-persona-e-per-l-umanizzazione-delle-cure-mediche-chirurgiche-e-psicologiche/5335&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prendere contatto con me:&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:daniela.degiorgi@hotmail.it"&gt;daniela.degiorgi@hotmail.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro obiettivo è quello di suscitare intorno a questi temi il massimo di consensi possibile, di alimentarlo favorendo un esteso e approfondito dibattito che consenta il manifestarsi di ogni opinione. Intendiamo infatti promuovere, tutte le iniziative possibili per fondare un Sistema Sanitario più umano ed al tempo stesso più efficace, più giusto ed anche più economico e razionale-“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ nato proprio da queste ed altre considerazioni il - MOVIMENTO PER IL DIRITTO ALLA CURA DELLA PERSONA E PER L’UMANIZZAZIONE DELLE CURE MEDICHE , CHIRURGHICHE E PSICOLOGICHE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono particolarmente lieta di informarvi sulla nuova iniziativa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invito tutti voi, come presidente della Associazione Inos –Il noi sociale- a partecipar, ad aderire e firmare la Petizione online, primo gesto ufficiale del Movimento. Sono sicura che tutto questo desterà in tutti voi interesse e vivace partecipazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7173804445844056752?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/7173804445844056752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/11/come-aderire-online-al-movimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7173804445844056752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7173804445844056752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/11/come-aderire-online-al-movimento.html' title='Come aderire online al Movimento.'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7870096399548154420</id><published>2011-11-05T17:57:00.000+01:00</published><updated>2011-11-05T17:57:00.520+01:00</updated><title type='text'>E' nato il  Movimento per il diritto alla cura alla persona e per l'UMANIZZAZIONE delle cure mediche, chirurgiche e psicologiche.</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 18pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"&gt;DICHIARAZIONE PER IL DIRITTO ALLA CURA ALLA PERSONA E PER L’UMANIZZAZIONE DELLE CURE MEDICHE, CHIRURGICHE E PSICOLOGICHE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 18pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"&gt;Premessa &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 18pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 10.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un’epoca caratterizzata dalla progressiva riduzione della centralità dell’uomo, sentiamo il bisogno di affermare che prima di essere medici e cittadini liberi, indipendenti e democratici, siamo esseri umani, ovvero, “persone”, e come tali aspiriamo a dare e ricevere le cure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi riteniamo che la Medicina attuale, proprio nel momento in cui raggiunge importanti progressi nella diagnosi precoce e nella conoscenza scientifico-terapeutica della malattia, stia correndo il grave rischio di trasformarsi in qualcosa che non ha più l’affidabilità, l’autorevolezza e la credibilità che le derivano dall’avere come unico oggetto il benessere e la salute della persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo di disumanizzazione del rapporto medico-paziente è responsabile di aver ridotto la complessità della persona umana intesa come individuo alla sua dimensione esclusivamente fisiopatologica e statistica, finendo per costituire la causa di molti casi di “malasanità”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La burocratizzazione del rapporto medico-paziente ha reso entrambi, non più soggetti centrali di un sistema, non più protagonisti attivi di un percorso di cure e di assistenza, ma oggetti intercambiabili, in uno scenario che pone in secondo piano il diritto del paziente, privilegiando scelte economicistiche e di interesse e ciò ha portato alla degenerazione conosciuta col nome di “medicina difensiva”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È per questo che intendiamo combattere la distinzione culturale e scientifica tra mente e corpo, riaffermando che la specificità dell’essere umano è contenuta proprio nella integrazione che la sua personalità opera tra corpo, mente e valori spirituali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro obiettivo è quindi quello di suscitare intorno a questi temi il massimo di consensi possibile, di alimentarlo favorendo un esteso e approfondito dibattito che consenta il manifestarsi di ogni opinione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamo infatti promuovere, sulla base di queste idee, un movimento cosciente che raggruppi tutti coloro che intendono opporsi alla mercificazione, umiliazione e alienazione della persona e che vogliono invece stimolare tutte le iniziative possibili per fondare un Sistema Sanitario più umano ed al tempo stesso più efficace, più giusto ed anche più economico e razionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per queste ragioni intendiamo chiamare tutti i colleghi, gli uomini di cultura ed i cittadini interessati a discutere, condividere e promuovere con noi i seguenti punti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il primo requisito umano delle cure sta nel diritto inalienabile e uguale per tutti a riceverle. Ognuno, senza nessuna distinzione, per sesso, età, razza, ceto sociale, religione, nazionalità, valori morali, culturali e politici, scelte comportamentali, ha diritto a ricevere tutte le cure di cui ha bisogno e lo Stato deve garantirne la disponibilità. Ciò si sostanzia con il principio generale del diritto all'integrità fisica e mentale ed alla sicurezza della persona, da cui deriva la necessità di ricevere l'assistenza sanitaria e le appropriate cure per ottenere il più alto livello di salute possibile e l’accesso ai servizi appropriati per la prevenzione delle malattie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Gli Stati, in misura delle loro risorse finanziarie, devono impegnarsi ad assicurare tutte le cure sanitarie, di assistenza, di prevenzione e di riabilitazione, a cominciare da quelle necessarie per le patologie più gravi, garantendo precisi standard di qualità, provvedendo anche a costruire una rete di opportunità su base privata, sociale e volontaria, che possa garantire la continuità del trattamento fino all’effettiva copertura del bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La salute, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito, deve essere intesa non solo come “assenza di patologia”, ma anche come “presenza di benessere”, il cui raggiungimento, quindi, deve essere sempre perseguito e garantito. E' compito esclusivo del medico, e di nessun’altra autorità non medica, differenziare le condizioni normali della persona da quelle patologiche e predisporre i rimedi necessari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Riteniamo che anche i portatori di quelle numerose condizioni che non appaiono chiaramente patologiche, ma che caratterizzano spesso malessere e disagio nell’età evolutiva ed involutiva, nell’infanzia e nella vecchiaia, o che caratterizzano i disturbi della personalità e del comportamento, debbano poter ricevere le eventuali cure o i trattamenti di cui hanno bisogno, per superare gli svantaggi esistenziali che esse possono determinare. Tali interventi pertanto, quando necessitano, devono essere resi fruibili dalla persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il malato deve essere preso in cura, prima che per la patologia che lo affligge, per la sua dignità umana, per il suo stato di sofferenza soggettiva e oggettiva e per la sua disfunzionalità che gli impedisce di essere normalmente attivo. Obiettivo della cura è l’essere umano nel suo ambiente e non solo la sua malattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Ogni individuo deve poter scegliere liberamente tra i diversi trattamenti sanitari, ricevendo adeguate informazioni, mentre nessun individuo può essere obbligato a curarsi contro la sua volontà. Anche in quei casi di trattamento sanitario obbligatorio espressamente previsti dalla legge, l’interesse primario, la dignità e la volontà della persona devono essere comunque tutelati e garantiti dagli organi competenti e di garanzia prima di ogni altra considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Nella disponibilità delle strutture, la durata di un ricovero ospedaliero e il tipo di terapia da eseguire devono essere stabiliti caso per caso, solo in considerazione delle valutazioni e proposte dei medici, del consenso informato del paziente e del decorso clinico della malattia, valutato individualmente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. L’applicazione dei Protocolli più accurati non esonera i medici dal dovere responsabile di agire secondo scienza e coscienza. Il medico, nel predisporre le sue terapie, non deve tenere conto d’altro se non della loro compatibilità con le condizioni cliniche del paziente e con l’insieme delle contingenze oggettive e soggettive del momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Il consenso informato non può essere ridotto ad una firma su un elenco notarile di rischi, ma deve essere raggiunto attraverso il dialogo tra medico e paziente, fino al raggiungimento di un comune sentire. Esso deve consentire al paziente di comprendere le opzioni terapeutiche proposte dal medico e di esprimere il suo giudizio, ma anche di delegare al medico stesso quelle scelte immediate da compiersi nel suo interesse. Il consenso è un diritto, non formale ma sostanziale, che prevede comunicazione e dialogo nel tempo tra medico e paziente e soprattutto la fiducia e la convinzione che il medico opererà solo nell’interesse del paziente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Il consenso informato anche di quei malati di mente, non sottoposti a limitazioni giudiziarie della loro capacità d’agire, che rifiutano negativisticamente, per effetto della propria malattia, di aver bisogno di cure, e quindi di sottoporsi ad esse, deve comunque essere raggiunto appena il paziente avrà recuperato la sua capacità di intendere e di volere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7870096399548154420?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/7870096399548154420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/11/e-nato-il-movimento-per-il-diritto-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7870096399548154420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7870096399548154420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/11/e-nato-il-movimento-per-il-diritto-alla.html' title='E&apos; nato il  Movimento per il diritto alla cura alla persona e per l&apos;UMANIZZAZIONE delle cure mediche, chirurgiche e psicologiche.'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-443999702134263091</id><published>2011-09-17T19:00:00.000+02:00</published><updated>2011-09-17T19:00:21.203+02:00</updated><title type='text'>Nuovo anno accademico</title><content type='html'>&lt;span style="color: blue;"&gt;Informo tutti gli studenti che ogni lunedì 15.30 - 18&amp;nbsp; sono disponibile ad un colloquio presso la Facoltà - stanza De Nardis.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-443999702134263091?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/443999702134263091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/09/nuovo-anno-accademico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/443999702134263091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/443999702134263091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/09/nuovo-anno-accademico.html' title='Nuovo anno accademico'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6900054016010382732</id><published>2011-08-15T11:05:00.000+02:00</published><updated>2011-08-15T11:05:08.632+02:00</updated><title type='text'>BUON FERRAGOSTO!!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Un pensiero per Ferragosto&lt;/strong&gt;...per la Festa di Maria..l'Assunta in Cielo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Contano i pensieri?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- Assolutamente si!! Sono i concetti che costruiscono la realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;strong&gt;Cos'è un pensiero&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;- Un pensiero è un momento congelato di un flusso di coscienza... il cervello lo processa e lo inserisce in una confezione chiamata neurone....in seguito vengono fatte delle aggiunte per mezzo della memoria associativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un pensiero è la struttura in cui la realtà viene modellata. E' la vera e propria Architettura della Realtà!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;...Quando crei la tua giornata, la componi nel pensiero, e mentre osservi il pensiero, lui diviene la forma stessa della realtà!!! Dunque buon pensiero...buona giornata!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6900054016010382732?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/6900054016010382732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/08/buon-ferragosto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6900054016010382732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6900054016010382732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/08/buon-ferragosto.html' title='BUON FERRAGOSTO!!'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2174010993042368404</id><published>2011-08-11T11:03:00.007+02:00</published><updated>2011-08-14T16:42:00.649+02:00</updated><title type='text'>COGLIAMO L' OPPORTUNITA'  PER  DIRLO !!</title><content type='html'>&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;Cogliamo l'Opportunità per dirlo&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma è proprio questo il Mondo che desideriamo ? Cogliamo l'opportunità di questa Crisi Mondiale per cambiare. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono, come la maggior parte degli esseri umani in questo periodo, appesa ai vari telegiornali, vari quotidiani, per avere notizie fresche sulla crisi economica che sta colpendo il nostro pianeta.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;" Sotto scacco della speculazione finanziaria, Panico sul mercato" non cito altri titoli di giornale, è inutile, il tema di questi giorni è questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domanda che mi faccio è la seguente -&lt;strong&gt; ma chi sono gli speculatori? - sotto scacco di chi siamo?&lt;/strong&gt; - Non abbiamo una risposta al quesito, si fanno varie ipotesi, non ultima quella che vede dietro questi assalti un burattinaio islamico o semplicemente una radice emotiva degli investitori. Nessuno è in grado di porre rimedio alla situazione, c'è la sensazione netta che i potenti del mondo annaspino nel cercare le soluzioni, sembra qualcosa che sfugge alla comprensione, si parla di emotività degli investitori, volatilità del mercato, ci si riempie la bocca di termini scientifici e matematici, ma alla fine nessuno ha in tasca una soluzione ed il panico cresce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'incertezza spuntano nemici e paure le più radicate interiormente, fantasmi evocati dall'incertezza e precarietà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella storia della filosofia del mondo occidentale ci si è sempre divisi nel dare la priorità o alla politica o all'economia. Sono tra quelli che ardentemente credono nella priorità della Politica, che riconoscono alla Politica il ruolo del governo dei popoli, della organizzazione e dello sviluppo. Il ruolo dell'Economia è sinergico a quello della Politica, ma non prioritario. Oggi ci troviamo con i termini invertiti, il denaro, il risultato del lavoro dell'uomo, ha preso il posto dell'uomo. Uno strumento creato da noi ci detta le regole per vivere o a questo punto per soccombere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Una cosa è certa, è morto un mito. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Siamo tutti invitati al Funerale di un' Idea&lt;/strong&gt; che ha governato dall'800 ai nostri giorni , dalla nascita del capitalismo ad oggi, figlia a sua volta del secolo ancora precedente ,del 700 e della sua idea del progresso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il funerale oggi lo facciamo &lt;strong&gt;all'idea politico economica dell'Infallibilità del mercato, dell'autoregolamentazione dello stesso.&lt;/strong&gt;Termina qui, in termini concreti, realistici, anche se da moltissimo tempo teorizzata, una fase storica del Capitalismo. Non ho la palla di vetro per teorizzare la fine del Capitalismo, ma sicuramente per teorizzarne la fine di questa fase storica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ora? Difronte all' allarmismo imperante della paura della fine del mondo occidentale e alla consapevolezza che comunque un tempo è finito, che altri protagonisti ascendono alla ribalta del potere mondiale, leggi - il paese del dragone la Cina - di fronte ad anatemi e raffronti con le truppe barbariche vittoriose sull'impero romano e l'inizio del nuovo medioevo, forse una strada si può ancora percorrere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una strada che si delinea dalla vecchia ma che procede verso mete diverse. Uso ancora i termini dei telegiornali " Ossigeno ai mercati, le banche offrono ossigeno". Possiamo immettere un ossigeno che non sia solo dato dalle Banche e che non sia soltanto monetario. Il vero ossigeno della cultura occidentale, non è mai stato solo questo, ma è stato culturale, etico, filosofico, politico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una cultura, ma anche un singolo essere umano è vivo se sa cambiare. Se ha in sè la forza di riconoscere un futuro diverso per sè e comprende che il passsato è terminato ed il presente è interdetto. Nuove prospettive, nuove idee, nuove credenze, evoluzione. Questo è futuro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cogliamo questa opportunità di serrate comunicazioni tra Stati, tra i potenti del mondo, questo obbligato momento di priorità della Politica per ridiscutere il Futuro. Affrontiamo il Presente con consapevolezza nuova , mai,&amp;nbsp; finora siamo stati , noi esseri umani, tutti, tanto simili, tanto legati a destini comuni, tanto globali, Comprendiamone il senso storico, e teorizziamo il nuovo. Cogliamo questa opportunità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pubblico nuovamente un post del 1.5.2011 .&amp;nbsp; Propongo la rilettura. Grazie!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PROGETTO PER IL FUTURO.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo è ad un bivio difficile, tutti i popoli si stanno rendendo conto delle enormi difficoltà che vivono e tanti leader ed intellettuali si stanno ponendo una domanda sul possibile futuro, sul possibile sviluppo, sul possibile progetto per il domani. All’ avvio di questa nuova era , il terzo millennio, ci siamo resi conto con paura che tutto il mondo fino ad ora conosciuto stava per noi occidentali cambiando. Le premesse del nuovo assetto del governo mondiale con la caduta del muro di Berlino, col dissolversi, come in un gioco di castello di carte, della grande Russia, con tutto quello che rappresentava, la divisione del mondo in due parti, l’ideologia socialista e comunista, il pensiero economico centralistico e statalistico era all’improvviso scomparso, nebulizzato come in un sogno o come in un incubo per altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono comparse forti tendenze distruttive, il terrorismo islamico ha inferto all’altra parte del mondo restante un duro colpo. Dichiarando guerra all’America nel settembre del 2001, ha evidenziato la estrema debolezza e vulnerabilità anche del sistema capitalistico occidentale. La globalizzazione,nata all’indomani della fine del blocco, ha unificato il mondo economico e la possibilità di creare e spostare denaro e lavoro ovunque. Con i nuovi mezzi informatici, internet, il denaro si sposta alla velocità del presente, le comunicazioni fanno sì che tutto è interconnesso. Le recenti crisi economiche frutto della frenesia incontrollata del gioco finanziario, tratta la finanza come fosse “non reale”, come se dietro quelle operazioni non ci fossero risultati concreti, prezzi da pagare per altri esseri umani. La finanza Americana ha quasi messo in ginocchio come al gioco del domino, una dopo l’altra le economie di tutti gli altri paesi. Per la prima volta ci si è resi conto che il problema è di tutti, non può più risolversi all’interno di una famiglia, di un paese, non è solo dell’occidente, ma investe l’oriente e gli altri continenti. Il denaro , gli affari, il nuovi idoli, nolenti o volenti ci hanno insegnato che non siamo separati, che il destino e la nostra sopravvivenza è legato gli uni agli altri. Siamo tutti dentro un sistema in cui se si modifica qualcosa, anche la più piccola, da un’altra parte se ne risente. Si è capito che buttando giù le barriere,” il vaso di Pandora si era rotto”,lo ha detto Giulio Tremonti. E’ vero! Gli equilibri si sono sbriciolati e bisogna trovarne dei nuovi .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le risolse alimentari che prima erano suddivise all’interno di una parte del mondo, ora con la globalizzazione devono soddisfare l’intero pianeta. Alcuni paesi a grande densità di popolazione come la Cina e l’India che prima avevano economie chiuse e autoreferenti sono entrate nella suddivisione delle risorse alimentari. I prezzi sono saliti risultato della salita della domanda di cibo. Ora alcune economie nuove stanno marciando verso il progresso, altre sono quasi ferme e altre ancora non riescono a decollare e il continente africano fra tutti sta pagando il prezzo più alto: la fame. Tutti questi problemi stanno provocando nuovi conflitti, contraddizioni laceranti nel tessuto nei vari popoli e nazioni con relativi focolai di rivolta e guerra a cui si associano grandi spostamenti migratori di popoli alla ricerca di cibo e lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo la responsabilità di agire per trovare nuove vie da percorrere. Dalla nostra abbiamo l’esperienza del passato e il desiderio di futuro. La consapevolezza che siamo tutti nello stesso sistema, che se il sistema non ritrova il suo equilibrio tutti indistintamente ne avremo a soffrire. Non siamo separati dagli Americani, dagli Europei, dagli Orientali, dai Sud Americani, dagli Africani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo filosoficamente alla fine del pensiero dualistico che finora si è nutrito di contrapposizioni Nord-Sud, Est-Ovest, Occidente-Oriente, destra-sinistra,comunismo-fascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal passato bisogna cogliere il messaggio. Chiedersi, ad esempio, il perché del tracollo del mondo socialista, la fine di quel sogno tanto ambito trasformato per tanti esseri umani in un incubo. Un mondo dove doveva essere tutto per tutti, tutto in comune. Economia di stato, piani quinquennali di realizzazione. Probabilmente si è trattato di una organizzazione umana troppo integralista, dove all’uomo si era sostituito il controllo sull’uomo. Anche se a fini teorici ipoteticamente giusti, niente può essere messo al primo posto se non l’uomo stesso. Quando una qual si voglia organizzazione diviene autoreferente tenta di dettare leggi proprie. L’uomo dei paesi socialisti era un uomo chinato, obbediente, un uomo privo di desiderio. Se all’uomo si toglie il desiderio, l’autonomia, l’arbitrio di se stesso, gli si toglie praticamente tutto quello che lo fa uomo e lo si rende schiavo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il desiderio è la fonte ,il pozzo dove l’uomo attinge le energie per sollevarsi e camminare. Un uomo desiderante con libero arbitrio è quindi il primo requisito per un futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altra parte del mondo quello capitalistico, la realtà che si apre ai nostri occhi offre una lettura diversa. Qui troviamo una organizzazione politico economica senza ideali. Individualismo e denaro, espansione, idea di progresso illimitato a scapito degli altri. Tutti contro tutti per acquisire beni spesso inutili in vite spese spesso inutilmente. Individualismo sfrenato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il panorama del primo decennio del Terzo Millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. &lt;strong&gt;Si propone un nuovo Progetto Globale&lt;/strong&gt;. Si chiede che i rappresentanti dei Popoli del Pianeta si siedano in assise attorno ad un tavolo per una soluzione migliore.&lt;br /&gt;.&lt;strong&gt;Si propone&lt;/strong&gt; che il tavolo raccolga la Politica e l’Economia, privilegiando però la politica.&lt;br /&gt;.&lt;strong&gt;Si propone&lt;/strong&gt; una diversa organizzazione del mondo,la nascita di un nuovo Liberalismo Umanitario. ll presupposto è sapere di essere un’assise di uguali, alla base di questo c’è la determinazione del rispetto della vita umana e della sopravvivenza della nostra specie.&lt;br /&gt;.&lt;strong&gt;Si propone&lt;/strong&gt; una sorta di Welfare globale. Ci si impegna ad assicurare l’utilizzo delle risorse per la sopravvivenza alimentare, siano esso grano , cereali, acqua, energia . . . &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Altro diritto&lt;/strong&gt; assicurato dal Welfare globale è il diritto all’alfabetizzazione, all’istruzione. L’uomo ha bisogno i cibo per il corpo per crescere e cibo per la mente per evolvere. Su questi beni primari non si può lucrare. Sono beni necessari alla nostra evoluzione, allo sviluppo dei Popoli che sono in difficoltà. &lt;br /&gt;Tutte le altre merci sono in modalità di libero mercato, in piena espansione e desiderio. &lt;br /&gt;Questi dovrebbero essere dichiarati con una frase tanto di moda oggi “ &lt;strong&gt;Valori non negoziabili “ &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I dettagli saranno elaborati dai tanti economisti e imprenditori, politici, organizzazioni politiche e sindacali che si possono trovare d’accordo con questi pochi ma essenziali principi. Alcuni strumenti operativi già esistono e sono efficaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso già al fiume di aiuti organizzati e spontanei basati sulla buona volontà dei tanti, organizzazioni mondiali e dei singoli, che cercano già di intervenire in aiuto di questa difficile situazione mondiale. Forse sarebbe necessaria una maggiore direzione organizzativa di razionalizzazione delle risorse per individuare con precisione le aree di intervento e il tipo di bisogno per non far perdere in rivoli che si seccano presto i vari aiuti e interventi. Abbiamo visto che portare cibo e non creare le condizioni di produzione e fare pura assistenza non è stato produttivo e non ha modificato la situazione strutturale dei vari popoli e paesi. E’ necessario portare lì condizioni di lavoro e di crescita. In Europa e nel nostro Paese sono già state messe a punto legislazioni relative all’utilizzo, per esempio, di imprese sociali. Uno strumento che prende a prestito l’ idea dell’impresa capitalistica e la mette al servizio di scopi diversi. Una impresa privata con denaro privato che crea lavoro , crea reddito da lavoro e ridistribuisce l’utile per la espansione dell’impresa stessa e del lavoro che implementa. Si può in questo modo produrre cibo direttamente o indirettamente creando utile per acquisto delle materie necessarie alla sopravvivenza alimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra una impresa enorme, ma nulla è difficile se ci crediamo. L’uomo è riuscito a trasformare il globo, sarà sicuramente capace di correggere qualche squilibrio creato. Non è più del resto una scelta ma diviene una necessità. Stiamo entrando in una epoca in cui siamo chiamati ad un salto di maturazione e responsabilizzazione che ci renderà sicuramente migliori. Riprendiamo a desiderare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2174010993042368404?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/2174010993042368404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/08/cogliamo-l-opportunita-per-dirlo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2174010993042368404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2174010993042368404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/08/cogliamo-l-opportunita-per-dirlo.html' title='COGLIAMO L&apos; OPPORTUNITA&apos;  PER  DIRLO !!'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-172869377080917288</id><published>2011-06-20T20:10:00.001+02:00</published><updated>2011-08-11T10:39:27.051+02:00</updated><title type='text'>Una lezione di fisica quantistica. Prof Battiston. Università di Perugia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.quantistica.altervista.org/"&gt;http://www.quantistica.altervista.org/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-172869377080917288?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/172869377080917288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/06/una-lezione-di-fisica-quantistica-prof.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/172869377080917288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/172869377080917288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/06/una-lezione-di-fisica-quantistica-prof.html' title='Una lezione di fisica quantistica. Prof Battiston. Università di Perugia'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4677274160446957831</id><published>2011-05-01T10:50:00.004+02:00</published><updated>2011-05-07T12:54:44.311+02:00</updated><title type='text'>PROGETTO PER IL FUTURO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;PROGETTO PER IL FUTURO&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo è&amp;nbsp;ad un bivio difficile, tutti i popoli si stanno rendendo conto delle enormi difficoltà che vivono e tanti leader ed intellettuali si stanno ponendo una domanda sul possibile futuro, sul possibile sviluppo, sul possibile progetto per il domani. All’ avvio di questa nuova era , il terzo millennio, ci siamo resi conto con paura che tutto il mondo fino ad ora conosciuto stava per noi occidentali cambiando. Le premesse del nuovo assetto del governo mondiale con la caduta del muro di Berlino, col dissolversi, come in un gioco di castello di carte, della grande Russia, con tutto quello che rappresentava, la divisione del mondo in due parti, l’ideologia socialista e comunista, il pensiero economico centralistico e statalistico era all’improvviso scomparso, nebulizzato come in un sogno o come in un incubo per altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono comparse forti tendenze distruttive, il terrorismo islamico ha inferto all’altra parte del mondo restante un duro colpo. Dichiarando guerra all’America nel settembre del 2001, ha evidenziato la estrema debolezza e vulnerabilità anche del sistema capitalistico occidentale. La globalizzazione,nata all’indomani della fine del blocco, ha unificato il mondo economico e la possibilità di creare e spostare denaro e lavoro ovunque. Con i nuovi mezzi informatici, internet, il denaro si sposta alla velocità del presente, le comunicazioni fanno sì che tutto è interconnesso. Le recenti crisi economiche frutto della frenesia incontrollata del gioco finanziario, tratta la finanza come fosse “non reale”, come se dietro quelle operazioni non ci fossero risultati concreti, prezzi da pagare per altri esseri umani. La finanza Americana ha quasi messo in ginocchio come al gioco del domino, una dopo l’altra le economie di tutti gli altri paesi. Per la prima volta ci si è resi conto che il problema è di tutti, non può più risolversi all’interno di una famiglia, di un paese, non è solo dell’occidente, ma investe l’oriente e gli altri continenti. Il denaro , gli affari, il nuovi idoli, nolenti o volenti ci hanno insegnato che non siamo separati, che il destino e la nostra sopravvivenza è legato gli uni agli altri. Siamo tutti dentro un sistema in cui se si modifica qualcosa, anche la più piccola, da un’altra parte se ne risente. Si è capito che buttando giù le barriere,” il vaso di Pandora si era rotto”,lo ha detto Giulio Tremonti. E’ vero! Gli equilibri si sono sbriciolati e bisogna trovarne dei nuovi .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le risolse alimentari che prima erano suddivise all’interno di una parte del mondo, ora con la globalizzazione devono soddisfare l’intero pianeta. Alcuni paesi a grande densità di popolazione come la Cina e l’India che prima avevano economie chiuse e autoreferenti sono entrate nella suddivisione delle risorse alimentari. I prezzi sono saliti risultato della salita della domanda di cibo. Ora alcune economie nuove stanno marciando verso il progresso, altre sono quasi ferme e altre ancora non riescono a decollare e il continente africano fra tutti sta pagando il prezzo più alto: la fame. Tutti questi problemi stanno provocando nuovi conflitti, contraddizioni laceranti nel tessuto nei vari popoli e nazioni con relativi focolai di rivolta e guerra a cui si associano grandi spostamenti migratori di popoli alla ricerca di cibo e lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo la responsabilità di agire per trovare nuove vie da percorrere. Dalla nostra abbiamo l’esperienza del passato e il desiderio di futuro. La consapevolezza che siamo tutti nello stesso sistema, che se il sistema non ritrova il suo equilibrio tutti indistintamente ne avremo a soffrire. Non siamo separati dagli Americani, dagli Europei, dagli Orientali, dai Sud Americani, dagli Africani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo filosoficamente alla fine del pensiero dualistico che finora si è nutrito di contrapposizioni Nord-Sud, Est-Ovest, Occidente-Oriente, destra-sinistra,comunismo-fascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal passato bisogna cogliere il messaggio. Chiedersi, ad esempio, il perché del tracollo del mondo socialista, la fine di quel sogno tanto ambito trasformato per tanti esseri umani in un incubo. Un mondo dove doveva essere tutto per tutti, tutto in comune. Economia di stato, piani quinquennali di realizzazione. Probabilmente si è trattato di una organizzazione umana troppo integralista, dove all’uomo si era sostituito il controllo sull’uomo. Anche se a fini teorici ipoteticamente giusti, niente può essere messo al primo posto se non l’uomo stesso. Quando una qual si voglia organizzazione diviene autoreferente tenta di dettare leggi proprie. L’uomo dei paesi socialisti era un uomo chinato, obbediente, un uomo privo di desiderio. Se all’uomo si toglie il desiderio, l’autonomia, l’arbitrio di se stesso, gli si toglie praticamente tutto quello che lo fa uomo e lo si rende schiavo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il desiderio è la fonte ,il pozzo dove l’uomo attinge le energie per sollevarsi e camminare. Un uomo desiderante con libero arbitrio è quindi il primo requisito per un futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altra parte del mondo quello capitalistico, la realtà che si apre ai nostri occhi offre una lettura diversa. Qui troviamo una organizzazione politico economica senza ideali. Individualismo e denaro, espansione, idea di progresso illimitato a scapito degli altri. Tutti contro tutti per acquisire beni spesso inutili in vite spese spesso inutilmente. Individualismo sfrenato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il panorama del primo decennio del Terzo Millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. &lt;strong&gt;Si propone un nuovo Progetto Globale. Si chiede che i rappresentanti dei Popoli del Pianeta si siedano in assise attorno ad un tavolo per una soluzione migliore.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;.&lt;strong&gt; Si propone che il tavolo raccolga la Politica e l’Economia, privilegiando però la politica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;. Si propone una diversa organizzazione del mondo,la nascita di un nuovo Liberalismo Umanitario. ll presupposto è sapere di essere un’assise di uguali, alla base di questo c’è la determinazione del rispetto della vita umana e della sopravvivenza della nostra specie.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. &lt;strong&gt;Si propone una sorta di Welfare globale. Ci si impegna ad assicurare l’utilizzo delle risorse per la sopravvivenza alimentare, siano esso grano , cereali, acqua, energia . . . &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;.Altro diritto assicurato dal Welfare globale è il diritto all’alfabetizzazione, all’istruzione. L’uomo ha bisogno i cibo per il corpo per crescere e cibo per la mente per evolvere. Su questi beni primari non si può lucrare. Sono beni necessari alla nostra evoluzione, allo sviluppo dei Popoli che sono in difficoltà. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tutte le altre merci sono in modalità di libero mercato, in piena espansione e desiderio. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi dovrebbero essere dichiarati con una frase tanto di moda oggi “&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Valori non negoziabili “ &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I dettagli saranno elaborati dai tanti economisti e imprenditori, politici, organizzazioni politiche e sindacali che si possono trovare d’accordo con questi pochi ma essenziali principi. Alcuni strumenti operativi già esistono e sono efficaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso già al fiume di aiuti organizzati e spontanei basati sulla buona volontà dei tanti, organizzazioni mondiali e dei singoli, che cercano già di intervenire in aiuto di questa difficile situazione mondiale. Forse sarebbe necessaria una maggiore direzione organizzativa di razionalizzazione delle risorse per individuare con precisione le aree di intervento e il tipo di bisogno per non far perdere in rivoli che si seccano presto i vari aiuti e interventi. Abbiamo visto che portare cibo e non creare le condizioni di produzione e fare pura assistenza non è stato produttivo e non ha modificato la situazione strutturale dei vari popoli e paesi. E’ necessario portare lì condizioni di lavoro e di crescita. In Europa e nel nostro Paese sono già state messe a punto legislazioni relative all’utilizzo, per esempio, di imprese sociali. Uno strumento che prende a prestito l’ idea dell’impresa capitalistica e la mette al servizio di scopi diversi. Una impresa privata con denaro privato che crea lavoro , crea reddito da lavoro e ridistribuisce l’utile per la espansione dell’impresa stessa e del lavoro che implementa. Si può in questo modo produrre cibo direttamente o indirettamente creando utile per acquisto delle materie necessarie alla sopravvivenza alimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra una impresa enorme, ma nulla è difficile se ci crediamo. L’uomo è riuscito a trasformare il globo, sarà sicuramente capace di correggere qualche squilibrio creato. Non è più del resto una scelta ma diviene una necessità. Stiamo entrando in una epoca in cui siamo chiamati ad un salto di maturazione e responsabilizzazione che ci renderà sicuramente migliori. Riprendiamo a desiderare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4677274160446957831?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/4677274160446957831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/05/progetto-per-il-futuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4677274160446957831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4677274160446957831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/05/progetto-per-il-futuro.html' title='PROGETTO PER IL FUTURO'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7252754587651813966</id><published>2011-04-27T17:24:00.000+02:00</published><updated>2011-04-27T17:24:24.573+02:00</updated><title type='text'>Iniziative per il nuovo corso di laurea</title><content type='html'>Gentile studente, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentile studentessa,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti segnalo un'importante iniziativa rivolta a tutti coloro che sono interessati ad iscriversi ad uno dei nostri corsi di laurea per l'anno prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mercoledì 4 Maggio 2011, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso l'Aula Magna della Facoltà di Sociologia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Via Salaria 113&lt;/strong&gt; sarà presentata l'offerta formativa della nostro Facoltà per l'anno accademico 2011-2012. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incontro prevede la presentazione degli obiettivi formativi, dei piani didattici e degli sbocchi professionali previsti dalle 2 lauree triennali in &lt;strong&gt;SOCIOLOGIA e in SCIENZE E TECNICHE DEL SERVIZIO SOCIALE e dalle 3 lauree magistrali in SCIENZE SOCIALI APPLICATE, POLITICHE E SERVIZI SOCIALI, ANALISI E PROGETTAZIONE TERRITORIALE.&lt;/strong&gt; Ti invito a segnalare l'iniziativa ad amici, conoscenti, colleghi e a chiunque tu ritenga interessato ad avere informazioni su i nostri corsi di laurea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti ringrazio per la visibilità che saprai dare all'iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il responsabile dell'orientamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof. Luca Salmieri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facoltà di Sociologia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Università di Roma, La Sapienza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7252754587651813966?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/7252754587651813966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/04/iniziative-per-il-nuovo-corso-di-laurea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7252754587651813966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7252754587651813966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/04/iniziative-per-il-nuovo-corso-di-laurea.html' title='Iniziative per il nuovo corso di laurea'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8400895571948159676</id><published>2011-02-14T09:47:00.002+01:00</published><updated>2011-02-14T13:17:17.336+01:00</updated><title type='text'>Contro il neopuritanesimo ipocrita - [ Il Foglio.it › La giornata ]</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/7664"&gt;Contro il neopuritanesimo ipocrita - [ Il Foglio.it › La giornata ]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardatevi la Manifestazione e parliamone.....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8400895571948159676?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/8400895571948159676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/contro-il-neopuritanesimo-ipocrita-il_14.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8400895571948159676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8400895571948159676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/contro-il-neopuritanesimo-ipocrita-il_14.html' title='Contro il neopuritanesimo ipocrita - [ Il Foglio.it › La giornata ]'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6229645155783101347</id><published>2011-02-12T20:41:00.001+01:00</published><updated>2011-02-14T13:13:37.132+01:00</updated><title type='text'>Giù le mani dalle donne!</title><content type='html'>Giu’ le mani dalle Donne!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che in questi giorni sta accadendo costringe anche chi volentieri se ne starebbe lontano dall’agone politico come me, a parlare, a scrivere sulla penosa strumentalizzazione che sta avvenendo ancora una volta sulle nostre teste . &lt;br /&gt;Donne, perchè non affermiamo –Rispetto per tutte noi-? Perché diamo il fianco a questo tentativo di dividerci, di separare questo nostro genere già tanto vilipeso, usato, frantumato e negato ?&lt;br /&gt;Veniamo ai fatti. Come possiamo disconoscere una situazione attuale di reale difficoltà nei rapporti di genere? Come non sentirsi costernate davanti alla volgarità, all’uso mercificante dell’essere umano, all’assenza del rispetto per il sé e il mancato riconoscimento dell’altro. Certo ,questo è il segno dei tempi . Queste sono le risultanze di processi di trasformazione complessi, indicatori di difficoltà che il genere umano sta attraversando in tutto il mondo occidentale e forse in tutto il globo. Già, perché in forme diverse e secondo percorsi evolutivi - ognuno particolare- è fuor di dubbio che la globalizzazione sta mietendo favori e dolori in tutto il globo. Le famose trasmissioni televisive tanto citate sono format venduti in tutto il mondo,le immagini pubblicitarie , la cultura e l’informazione in questo villaggio globale è indifferenziata e chiudere le porte, non essere coinvolti è impossibile, non si riesce a gestire a controllare. Internet diventa fautore di scandali, di rivoluzioni , ma anche di informazione ,di cultura, di connessione, di non separazione. Un ‘istituto come quello della famiglia ridotto a numeri sempre più esigui, la positività progettuale del mettere al mondo figli ridotta allo zero statistico,paura di amare, i sentimenti sempre più confusi e repressi, sessualità e pornografia usate come panacea del divertimento, del dio piacere. Sospetto ed uso dell’altro al posto di accoglienza e solidarietà, illusioni materiali in nome del dio danaro che indicano povertà spirituale e vuoto emotivo. Tanti sono stati i segnali e gli appelli a cambiare. Ma cambiamento è anche questo e bisogna imparare ad usarlo. Possiamo continuare a lungo ad elencare difficoltà, tutto ciò ci riguarda come donne , come esseri umani , ma stiamo bene attenti, non ci caratterizza in quanto genere. Non siamo noi donne buone o cattive, morali o immorali, Marie o Maddalene, sante o streghe da bruciare! Non siamo stupide vittime dell’orco, l’orco se non c’è a volte lo cerchiamo per scelta.&lt;br /&gt;Dopo battaglie, percorsi colmi di sofferenze e crescite, dopo avanzamenti e retrocessioni su tutti i fronti dal politico al privato, questa è la nostra storia , la storia delle donne. Avanziamo a fatica verso una crescita a volte contraddittoria. Non rinneghiamo le urla del passato 1970 quando rivendicavamo la proprietà del nostro corpo, la proprietà e la discrezione nell’uso dei nostri organi sessuali. Ora le nostre figlie e le nostre nipoti a propria discrezione , come da nostra rivendicazione ottenuto, usano come vogliono la loro discrezionalità. Uso giusto, sbagliato ? Abbiamo il diritto di giudicarle, proprio noi ? Direi di no, perché se lo facessimo saremo qui a dichiarare che sono giovani irresponsabili e quindi vanno tutelate, “coperte. “ Dovremmo negarne la libertà e saremmo ad un passo dai roghi dell’Inquisizione e , quello che più mi preoccupa, saremmo ad un passo dal burca ideologico. Quello che possiamo fare è non giudicare ma parlare, dialogare, insegnare in famiglia e a scuola i valori dell’amore per la propria persona, del proprio essere corpo e spirito, liberi di scegliere sempre come anche il cristianesimo insegna, proprio perché insegnando l’amore per se stessi si insegna l’amore per l’altro. “ Non fare all’altro quello che non vorresti fosse fatto a te !” E se invece seguissimo il fascino culturale del mondo orientale con la sua millenaria spiritualità e saggezza incontrando un altro essere umano dovremmo congiungere le mani e inchinandoci salutarlo dicendo” Saluto la parte divina che è in te “! Questo dovremmo fare.&lt;br /&gt;Lasciamo cantare dal cielo Fabrizio De Andrè ..che la sua dolce “ Bocca di rosa” invada queste piazze e care signore, donne italiane, lasciate le fila delle “comari del paese!” . &lt;br /&gt;Le strumentalizzazioni politiche non potevano tessere tela più spregevole. Se volete un governo diverso e credete nella democrazia , fate in modo, se ci riuscite, di vincere le elezioni.&lt;br /&gt;Nel frattempo Giù le mani dalle donne!! Abbiamo imparato a difenderci da sole!&lt;br /&gt;Dr. Daniela de giorgi .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6229645155783101347?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/6229645155783101347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/giu-le-mani-dalle-donne.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6229645155783101347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6229645155783101347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/giu-le-mani-dalle-donne.html' title='Giù le mani dalle donne!'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6670860130160266343</id><published>2011-02-08T15:25:00.000+01:00</published><updated>2011-02-08T15:25:49.303+01:00</updated><title type='text'>Tesina di Carmela su Ambiente e Comunità Europea</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ambiente ed Unione Europea&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tutelare, preservare e migliorare il mondo intorno a noi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nell'UE gli standard ambientali sono tra i più elevati del mondo e sono stai sviluppati nel corso dei decenni per far fronte a numerosi problemi. Le attuali priorità sono: combattere il cambiamento climatico, preservare la biodiversità, ridurre i problemi sanitari causati dall'inquinamento e attuare una gestione più responsabile delle risorse naturali. Oltre a tutelare l'ambiente, questi obiettivi aiutano la crescita economica promuovendo l'innovazione e l'imprenditorialità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cambiamenti climatici &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambiamento climatico è una delle minacce più gravi per l'umanità. L'UE sta lavorando ad un accordo globale per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra ed ha assunto ruolo di guida con l'adozione di piani ambiziosi. Con una decisione "storica" presa nel dicembre del 2008, i leader dell'UE hanno approvato un pacchetto globale di misure per l'abbattimento delle emissioni. L'obiettivo è ridurre di almeno il 20% i gas ad effetto serra entro il 2020 (rispetto ai livelli del 1990), portare la quota delle energie rinnovabili al 20% e diminuire il consumo generale di energia del 20% (rispetto alle proiezioni). Nel quadro della strategia di promozione delle fonti rinnovabili, è stato concordato che i mezzi di trasporto dorvanno essere alimentati per il 10% da biocarburanti, energia elettrica e idrogeno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scambio delle quote di emissione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il sistema di scambio di quote di emissione, una pietra miliare della politica ambientale europea, premia le imprese che riducono le emissioni di anidride carbonica (CO2) e penalizza quelle che superano i limiti consentiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introdotto nel 2005, il sistema riguarda circa 12.000 tra fabbriche e impianti responsabili di circa la metà delle emissioni di CO2 (la causa principale del riscaldamento globale) prodotte dall'UE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base al sistema, i governi nazionali fissano i limiti delle emissioni di CO2 prodotte dalle industrie ad alta intensità energetica, come le centrali elettriche e gli impianti siderurgici. Le imprese che intendono superare la quota consentita devono acquistare i diritti di emissione dalle aziende più efficienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In futuro il sistema sarà esteso anche ad altri settori, comprese le linee aeree e il comparto petrolchimico. I paesi UE potranno inoltre compensare le emissioni acquistando crediti da progetti di riduzione della CO2 nei paesi extra-UE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Biodiversità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene l'UE si sia impegnata a fermare entro il 2010 l'estinzione delle specie in pericolo e la scomparsa degli habitat sul suo territorio, raggiungere tale obiettivo richiederà un grande sforzo. Le politiche e gli strumenti legislativi necessari sono già stati predisposti, ma occorre potenziarne l'applicazione su vasta scala. In particolare, l'UE intende ampliare Natura 2000, la rete di siti in cui la flora, la fauna e il loro habitat sono protetti. Natura 2000 conta già oltre 26.000 siti nell'UE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ambiente e salute&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inquinamento acustico, acque di balneazione, specie rare e interventi di emergenza: sono solo alcuni dei settori coperti dall'imponente corpus normativo sviluppato dall'UE nel corso dei decenni in campo ambientale. Quest'ultimo punta in primo luogo a stabilire delle norme sanitarie per le sostanze inquinanti e impone ai paesi membri di monitorare gran parte di queste sostanze e intervenire in caso di superamento delle soglie di sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008 l'UE ha ad esempio fissato limiti vincolanti per le emissioni di particolato, noto anche come PM2.5. Queste polveri sottili, prodotte dalle autovetture e dai camion, possono causare malattie respiratorie. La nuova normativa, che entrerà in vigore nel 2011, impone ai paesi UE di ridurre in media del 20% entro il 2020 (rispetto ai livelli del 2010) l'esposizione a tali polveri nelle aree urbane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sviluppo sostenibile&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sviluppo sostenibile figura da tempo tra gli obiettivi generali delle politiche dell'UE. Nel 2001 i leader europei hanno avviato la prima strategia di sviluppo sostenibile dell'UE, per poi aggiornarla nel 2006 alla luce delle carenze riscontrate e per far fronte ai nuovi problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova strategia, che è strettamente legata alla politica energetica e a quella sul cambiamento climatico, sottolinea l'importanza dell'istruzione, della ricerca e dei finanziamenti pubblici per lo sviluppo di modelli di produzione e di consumo sostenibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo è stato fatto tanto sul fronte delle politiche. Ora si tratta di metterle in pratica. Nel 2009 la Commissione ha proposto un pacchetto di misure per promuovere i prodotti rispettosi dell'ambiente e l'impiego delle etichette indicanti l'efficienza energetica, come ad esempio quelle utilizzate per le lavatrici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disposizioni generali dell' UE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sesto programma d'azione per l'ambiente, adottato nel luglio 2002, definisce le priorità ambientali dell'Unione europea (UE&lt;strong&gt;) fino al 2010. I settori d'intervento prioritari sono quattro: cambiamenti climatici, natura e biodioversità, ambiente&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;e salute, gestione delle risorse naturali e dei rifiuti.&lt;/strong&gt; La politica ambientale dell'UE è ispirata al principio di precauzione e al principio "chi inquina paga" e prevede numerosi strumenti - istituzionali, finanziari o di gestione – per mettere in atto una politica efficace. Un altro elemento determinante in questo ambito è la partecipazione dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sesto programma di azione per l'ambiente.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'Unione europea (UE) definisce le priorità e gli obiettivi della politica ambientale europea fino al 2010 e oltre, e descrive in modo particolareggiato i provvedimenti da adottare per contribuire alla realizzazione della strategia in materia di sviluppo sostenibile da essa elaborata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Atto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, del 24 gennaio 2001, sul Sesto programma di azione per l'ambiente della Comunità europea "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta". [COM(2001) 31 def. - Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sintesi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sesto programma comunitario di azione per l'ambiente intitolato "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" copre il periodo compreso tra il 22 luglio 2002 e il 21 luglio 2012. Il programma si ispira al quinto programma di azione per l'ambiente ( ), che copriva il periodo 1992-2000, e alla decisione relativa al riesame di detto programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un approccio strategico &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunicazione rileva che per far fronte alle sfide ambientali odierne è necessario superare il mero approccio legislativo ed assumere un approccio strategico, che dovrà utilizzare vari strumenti e provvedimenti per influenzare il processo decisionale negli ambienti imprenditoriale, politico, dei consumatori e dei cittadini. La comunicazione propone cinque assi prioritari di azione strategica: migliorare l'applicazione della legislazione vigente, integrare le tematiche ambientali nelle altre politiche, collaborare con il mercato, coinvolgere i cittadini modificandone il comportamento e tener conto dell'ambiente nelle decisioni in materia di assetto e gestione territoriale. Per ciascuno di questi assi sono proposte azioni specifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per migliorare l'attuazione della legislazione vigente sono indicate le seguenti azioni specifiche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• supporto alla rete IMPEL ed estensione della rete ai paesi candidati; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• elaborazione di relazioni sull'applicazione del diritto ambientale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• comunicazione dei risultati migliori e peggiori dell'applicazione del diritto ambientale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• miglioramento degli standard ispettivi ambientali; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• lotta contro il crimine ambientale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• garantire l'attuazione facendo ricorso, se del caso, alla Corte di giustizia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per integrare le tematiche ambientali nelle altre politiche, la comunicazione propone di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• istituire ulteriori meccanismi di integrazione; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• applicare le disposizioni del trattato sull'integrazione; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• sviluppare indicatori per controllare il processo di integrazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La collaborazione con il mercato potrebbe articolarsi nei seguenti punti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• incoraggiare una più ampia adozione del sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• incoraggiare le imprese a pubblicare relazioni sulle proprie prestazioni e a rispettare i requisiti in materia ambientale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• istituire programmi di ricompensa per le imprese che rispettano l'ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• incoraggiare gli accordi di autoregolamentazione; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• adottare una politica integrata dei prodotti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• promuovere l'uso e la valutazione dell'efficacia del marchio ecologico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• promuovere una politica di appalti pubblici rispettosa dell'ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• adottare la legislazione sulla responsabilità ambientale ( ). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per coinvolgere i cittadini e modificarne il comportamento sono proposte le seguenti azioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• consentire ai cittadini di confrontare e migliorare il proprio comportamento ecologico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• migliorare l'accessibilità e la qualità delle informazioni sull'ambiente fornite ai cittadini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tener conto dell'ambiente nella gestione e nell'assetto del territorio sono proposte le seguenti azioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• pubblicare una comunicazione sull'importanza dell'integrazione dell'ambiente nella gestione e nell'assetto del territorio; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• migliorare l'applicazione della direttiva sulla valutazione di impatto ambientale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• divulgare le buone prassi e promuovere gli scambi di esperienze sulla pianificazione sostenibile, compresa quella delle zone urbane; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• integrare la pianificazione sostenibile nella politica regionale comunitaria; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• promuovere le misure agroambientali in seno alla politica agricola comune; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• realizzare un partenariato per una gestione sostenibile del turismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sesto programma di azione per l'ambiente si concentra su quattro settori d'intervento prioritari: cambiamento climatico, biodiversità, ambiente e salute e gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il cambiamento climatico &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Sesto programma di azione individua nel cambiamento climatico la sfida principale per i prossimi 10 anni. In tale settore l'obiettivo consiste nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell'atmosfera a un livello che non provochi cambiamenti artificiali del clima del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A breve termine l'Unione europea si propone di conseguire gli obiettivi del protocollo di Kyoto cioè di ridurre, entro il 2008-2012, le emissioni dei gas ad effetto serra dell'8% rispetto ai livelli del 1990. A più lungo termine, cioè entro il 2020, sarebbe necessaria una riduzione di tali emissioni dell'ordine del 20-40%, mediante un efficace accordo internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impegno della Comunità per far fronte alle sfide del cambiamento climatico assumerà diversi aspetti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• integrare gli obiettivi del cambiamento climatico nelle varie politiche comunitarie e segnatamente nella politica energetica e in quella dei trasporti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra grazie a misure specifiche per migliorare l'efficienza energetica, sfruttare maggiormente le fonti energetiche rinnovabili, promuovere gli accordi con l'industria e risparmiare energia; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• sviluppare un regime di scambio di emissioni ( ) su scala europea; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• potenziare la ricerca nel settore del cambiamento climatico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• fornire ai cittadini migliori informazioni in materia di cambiamento climatico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• esaminare le sovvenzioni energetiche e la loro compatibilità con i problemi posti dal cambiamento climatico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• preparare la società all'impatto del cambiamento climatico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Natura e biodiversità &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale settore l'obiettivo consiste nel proteggere e ripristinare la struttura e il funzionamento dei sistemi naturali, arrestando l'impoverimento della biodiversità sia nell'Unione europea che su scala mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le azioni proposte per raggiungere tale obiettivo sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• applicare la legislazione ambientale, principalmente nei settori delle acque e dell'atmosfera; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• ampliare il campo di applicazione della direttiva Seveso II; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• coordinare a livello comunitario gli interventi degli Stati membri in caso di incidenti e catastrofi naturali; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• studiare la protezione degli animali e delle piante dalle radiazioni ionizzanti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• tutelare, salvaguardare e ripristinare i paesaggi; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• proteggere il patrimonio boschivo e promuoverne lo sviluppo sostenibile; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• elaborare una strategia comunitaria per la protezione del suolo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• tutelare e ripristinare l'habitat marino e il litorale ed estendere ad essi la rete Natura 2000; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• migliorare i controlli, l'etichettatura e la tracciabilità degli OGM; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• integrare la tutela della natura e della biodiversità nella politica commerciale e di cooperazione allo sviluppo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• elaborare programmi di raccolta di dati sulla tutela della natura e la biodiversità; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• sostenere le ricerche nel settore della tutela della natura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambiente e salute &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo è pervenire a una qualità ambientale tale da non dar adito a conseguenze o a rischi significativi per la salute umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presente comunicazione propone di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• identificare i rischi per la salute umana, soprattutto per i bambini e gli anziani, e legiferare di conseguenza; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• inserire le priorità di ambiente e salute nelle altre politiche e nelle norme sull'aria, sulle acque, sui rifiuti e sul suolo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• potenziare la ricerca nel campo della salute e dell'ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• sviluppare un nuovo sistema di valutazione e gestione del rischio delle sostanze chimiche ( )); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• vietare o limitare l'uso dei pesticidi più pericolosi e garantire l'applicazione delle migliori pratiche di uso; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• garantire l'applicazione della legislazione sull'acqua; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• garantire l'applicazione delle norme sulla qualità dell'aria e definire una strategia sull'inquinamento atmosferico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• adottare ed applicare la direttiva sull'inquinamento acustico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gestione delle risorse naturali e dei rifiuti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo è garantire che il consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili non superi la capacità di carico dell'ambiente, dissociando la crescita economica dall'uso delle risorse, migliorando l'efficienza di queste ultime e diminuendo la produzione di rifiuti. Per i rifiuti, l'obiettivo specifico è ridurre la quantità finale del 20% entro il 2010 e del 50% entro il 2050.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le azioni da intraprendere sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• elaborare una strategia per la gestione sostenibile delle risorse, fissando priorità e riducendo il consumo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• stabilire un onere fiscale sull'uso delle risorse; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• eliminare le sovvenzioni che incentivano l'uso eccessivo di risorse; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• inserire considerazioni di uso efficiente delle risorse nella politica integrata dei prodotti, nei programmi di etichettatura ecologica, nei sistemi di valutazione ambientale, ecc.; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• elaborare una strategia per il riciclo dei rifiuti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• migliorare i sistemi vigenti di gestione dei rifiuti ed investire nella prevenzione quantitativa e qualitativa; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• integrare la prevenzione dei rifiuti nella politica integrata dei prodotti e nella strategia comunitaria sulle sostanze chimiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE STRATEGIE TEMATICHE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma d'azione prevede l'adozione di sette strategie tematiche relative all' inquinamento atmosferico, all' ambiente marino, all' uso sostenibile delle risorse, alla prevenzione e al riciclaggio dei rifiuti, all' uso sostenibile dei pesticidi, alla protezione del suolo e all' ambiente urbano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contrariamente a ciò che avveniva in passato, tali strategie sono basate su un approccio globale per tema, piuttosto che su alcuni inquinanti o tipi di attività economica. Esse fissano obiettivi a lungo termine, basati sulla valutazione dei problemi ambientali nonché sulla ricerca di una sinergia tra le diverse strategie e con gli obiettivi di crescita e occupazione previsti dalla strategia di Lisbona. Tali strategie permettono inoltre di semplificare e chiarire la legislazione in vigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contesto internazionale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'integrazione dei temi ambientali in tutti i settori delle relazioni esterne dell'Unione europea è un obiettivo del sesto programma d'azione per l'ambiente, che tiene conto delle prospettive di ampliamento dell'Unione europea e suggerisce di condurre un'estesa consultazione delle amministrazioni dei paesi candidati sullo sviluppo sostenibile e di allacciare una stretta cooperazione con le ONG e le imprese di tali paesi. È fortemente incoraggiata l'applicazione delle convenzioni internazionali sull'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una base scientifica solida &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sesto programma propone una nuova impostazione per elaborare le misure ambientali, affinché le parti interessate e il pubblico siano maggiormente impegnati nell'applicazione di queste ultime. Tale impostazione comprende un dialogo aperto e la partecipazione delle imprese, delle ONG e delle autorità pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma si fonderà maggiormente su analisi scientifiche ed economiche e su indicatori ambientali. A tal fine la Commissione lavorerà in stretta collaborazione con l'Agenzia europea dell'ambiente (EN).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atti Collegati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicazione della Commissione, del 30 aprile 2007, concernente la revisione intermedia del Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente [COM (2007) 225 definitivo - Gazzetta ufficiale C 181 del 3 agosto 2007].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della revisione la Commissione ha valutato positivamente i progressi realizzati finora, segnalando però che occorre compiere ulteriori e importanti sforzi per conseguire uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale. La Commissione ha proceduto alla valutazione dei quattro settori prioritari del programma di azione. Nel settore dei cambiamenti climatici, la Commissione conclude in particolare che occorre realizzare gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e ribaditi dal Consiglio europeo del marzo 2007, sviluppare gli strumenti e le tecnologie che permettano di raggiungere i predetti obiettivi, trovare le soluzioni che consentano di coinvolgere in maniera giusta ed efficace i paesi che in base al protocollo di Kyoto non sono vincolati ad obiettivi di riduzione o che si sono ritirati dal processo, nonché preparare l'adeguamento alle conseguenze inevitabili dei cambiamenti climatici. In materia di natura e biodiversità, la Commissione sottolinea soprattutto l'importanza di completare la realizzazione della rete Natura 2000 e di estenderla, di porre fine alla deforestazione, in particolare lottando contro il commercio illegale di legno, nonché di proteggere gli ecosistemi marini contro gli effetti delle reti a strascico. Nel settore della salute, la Commissione mira ad un'attuazione effettiva delle iniziative comunitarie, tra le quali la direttiva quadro sull'acqua, il regolamento REACH, la strategia sull'inquinamento atmosferico e la proposta relativa ai pesticidi. In materia di risorse naturali e di rifiuti, la Commissione mette l'accento sulla strategia tematica per la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti e sulla direttiva quadro sui rifiuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, la revisione stila un elenco dei miglioramenti strategici della politica ambientale, il che significa in particolare migliorare la cooperazione internazionale (promozione dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo, creazione di una "diplomazia ambientale", promozione del trasferimento di tecnologie, ecc.), applicare i principi di una migliore regolamentazione alla politica ambientale (utilizzo dei meccanismi di mercato, semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi, collaborazione con le parti interessate, ecc.), promuovere l'integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche (tra cui l'agricoltura, la ricerca, la pesca e i trasporti), nonché migliorare l'attuazione e il rispetto della normativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisione 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002, che istituisce il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente [Gazzetta ufficiale L 242 del 10.9.2002]. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione istituisce il sesto programma comunitario di azione per l'ambiente e stabilisce gli obiettivi, le scadenze e le priorità, gli assi prioritari dell'approccio strategico e i quattro settori d'intervento descritti nella comunicazione sul sesto programma comunitario di azione per l'ambiente "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta". Entro quattro anni dopo l'adozione della decisione, si dovranno attuare iniziative nel quadro di ogni settore di intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione presenta relazioni di valutazione al Parlamento europeo ed al Consiglio nel corso del quarto anno di attuazione del programma e alla fine di quest'ultimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riesame della politica ambientale 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riesame della politica ambientale 2008 descrive i progressi compiuti nella politica dell’Unione europea (UE) durante il 2008 e prende in esame le sfide future.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 24 giugno 2009: «Riesame della politica ambientale 2008» [COM(2009) 304 def. – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SINTESI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica ambientale è ai primi posti dell’agenda politica. Questa politica trasversale può aiutare l’UE a superare la crisi economica e finanziaria mondiale, che ha colpito il continente europeo nel 2008, e gettare le basi per una crescita a basse emissioni di carbonio che preveda un uso razionale delle risorse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa comunicazione la Commissione passa in rassegna le tappe salienti della politica ambientale dell'UE nel 2008. Menziona in particolare i progressi realizzati nell'ambito dei quattro settori d'intervento prioritari del Sesto programma di azione per l'ambiente: cambiamento climatico, biodiversità, ambiente e salute, e gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lotta ai cambiamenti climatici è stata caratterizzata nel dicembre 2008 da una serie di misure legislative che costituiscono il cosiddetto pacchetto Clima ed energia, volte a concretizzare l'impegno dell'UE a ridurre del 30% le proprie emissioni di gas serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, se altri paesi industrializzati accetteranno di realizzare riduzioni comparabili o, se non comparabili, almeno del 20%. Tale pacchetto mira a migliorare il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra (sistema ETS comunitario) inserendovi altri gas serra e settori. Include anche una proposta di direttiva volta a promuovere le energie rinnovabili e un’altra proposta riguardante l’implementazione sicura e affidabile delle tecnologie di cattura e stoccaggio geologico del biossido di carbonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre al pacchetto Clima ed energia, l’UE ha adottato altri interventi per la lotta ai cambiamenti climatici, volti a ridurre le emissioni di CO2 delle autovetture nuove e a migliorare la qualità della benzina e dei carburanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma di negoziati stabilito durante la conferenza di Poznan nel dicembre 2008 dovrebbe culminare in un accordo mondiale sui cambiamenti climatici da adottare nel corso della conferenza delle Nazioni Unite sul clima prevista a Copenaghen nel dicembre 2009. Questo accordo entrerà in vigore quando cesseranno gli impegni previsti dal protocollo di Kyoto nel 2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dinanzi alla perdita di biodiversità, l’UE ha proseguito i suoi sforzi in base al piano di azione comunitario che mira a contenere la riduzione della diversità biologica in prospettiva del 2010. Le principali misure adottate hanno visto lo sviluppo della rete Natura 2000 con la creazione di nuovi siti in Bulgaria e in Romania, e la lotta contro le specie estranee invasive, mediante varie opzioni strategiche fra cui la creazione di un sistema paneuropeo di allarme rapido per comunicare le specie nuove od emergenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008 la Commissione ha presentato due iniziative per la protezione delle foreste mondiali che contribuiscono a limitare il cambiamento climatico e la perdita della biodiversità. La prima è un regolamento che disciplina il mercato del legno e dei prodotti derivati in Europa, la seconda è una comunicazione che espone le proposte della Commissione per combattere la deforestazione tropicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In futuro i lavori verteranno sulla protezione delle specie vulnerabili in alto mare, nel quadro della convenzione sulla diversità biologica e della Commissione baleniera internazionale, nonché sul divieto dei prodotti derivati dalla foca che viene sterminata in violazione delle regole di benessere degli animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settore dell’ambiente e della salute, il 2008 è segnato dall'entrata in vigore del regolamento REACH, che mira a rafforzare le norme di sicurezza in materia di sostanze chimiche prodotte o importate nell’UE. Sono state adottate altre misure sulle sostanze pericolose e sul mercurio. La direttiva relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa è entrata in vigore nel mese di giugno. La Commissione ha presentato delle iniziative per lo sviluppo di trasporti sostenibili e per ridurre le emissioni industriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il 2009, i lavori nel settore dell'ambiente e della salute si concentreranno sulla revisione della direttiva sui biocidi e sulla creazione di nuove norme per le emissioni dei veicoli onde garantire la conformità al regolamento REACH.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relativamente alla gestione delle risorse naturali e dei rifiuti, l’azione dell’UE è stata rivolta alla protezione del ciclo dell'acqua (le acque di superficie e l'ambiente marino), allo sviluppo di un consumo e di una produzione sostenibili (la progettazione ecocompatibile e il marchio comunitario di qualità ecologica) e al miglioramento del riciclaggio dei rifiuti (la demolizione delle navi, le apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti organici biodegradabili).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2009, l’UE prevede di adottare un sistema di verifica delle tecnologie ambientali per stimolare la fiducia degli acquirenti rispetto alle prestazioni delle nuove tecnologie ambientali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008, sono stati realizzati dei progressi in vista di semplificare la legislazione ambientale mediante l'attuazione di programmi destinati a migliorare l'applicazione del diritto comunitario dell'ambiente. La Commissione prevede di utilizzare un'ampia gamma di strumenti per prevenire le infrazioni, come l'uso mirato dei fondi comunitari e aiuti più accentuati in fase di preadesione per i paesi dell'allargamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contesto &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa relazione annuale di attività è un contributo al processo di Lisbona e alla strategia europea di sviluppo sostenibile, di cui l'ambiente costituisce un elemento essenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agenzia europea dell’ambiente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Agenzia europea dell’ambiente (AEA) è un’agenzia dell’Unione europea con sede a Copenaghen. La sua missione è fornire informazioni affidabili e indipendenti sull’ambiente. Essa rappresenta una delle principali fonti d’informazione cui ricorrono i responsabili politici per definire, adottare, attuare e valutare la politica ambientale. Attualmente, l’AEA conta 32 paesi fra i suoi membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regolamento (CE) n. 401/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sull’Agenzia europea dell’ambiente e la rete europea d’informazione e di osservazione in materia ambientale (versione codificata).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e la sua rete d’informazione e di osservazione in materia ambientale (Eionet) sono state create nel 1990, ma le attività dell’Agenzia sono realmente iniziate nel 1994.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’AEA è un organismo indipendente il cui obiettivo è promuovere lo sviluppo sostenibile e migliorare l’ambiente in Europa. Per raggiungere questo obiettivo, i compiti dell’Agenzia sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• istituire e coordinare la rete Eionet; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• fornire alla Comunità e agli Stati membri le informazioni oggettive necessarie per formulare e attuare politiche ambientali oculate ed efficaci; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• contribuire al controllo dei provvedimenti concernenti l’ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• registrare, collezionare, valutare e diffondere dati sullo stato dell’ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• contribuire ad assicurare la comparabilità dei dati ambientali a livello europeo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• stimolare lo sviluppo e l’integrazione delle tecniche di previsione ambientale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• assicurare un’ampia diffusione di informazioni ambientali affidabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le informazioni fornite dall’AEA riguardano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la qualità dell’aria; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la qualità dell’acqua; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• lo stato dei suoli, della fauna e della flora; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• l’utilizzazione del suolo e le risorse naturali; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la gestione dei rifiuti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• le emissioni sonore; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• le sostanze chimiche; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la protezione del litorale e del mare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rete Eionet comprende i principali elementi delle reti nazionali d’informazione, i punti focali nazionali e i cinque centri tematici europei (CTE). Le attività dei centri coprono i seguenti settori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• l’acqua, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• l’aria e il cambiamento climatico, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la protezione della natura e la biodiversità, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• i flussi di rifiuti e di materiali, e &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• l’ambiente terrestre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’AEA comprende attualmente 32 paesi membri, ovvero i 27 Stati membri dell'UE e l’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia, la Svizzera e la Turchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il consiglio di amministrazione dell’Agenzia è composto da un rappresentante di ciascun paese membro, due rappresentanti della DG Ambiente e della DG Ricerca della Commissione europea e due esperti scientifici designati dal Parlamento europeo. Il consiglio di amministrazione ha il compito di adottare i programmi di lavoro dell’Agenzia, nominare il direttore esecutivo e designare i membri del comitato scientifico. Quest’ultimo funge da organo consultivo sulle questioni scientifiche per il consiglio di amministrazione e il direttore esecutivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore esecutivo è responsabile di fronte al consiglio di amministrazione dell’attuazione dei programmi di lavoro e della gestione quotidiana dell’Agenzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Agenzia organizza le sue attività nel quadro di programmi di lavoro annuali sulla base di una strategia quinquennale e di un programma di lavoro pluriennale. L’attuale strategia copre il periodo 2009 – 2013.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Agenzia lavora a stretto contatto con altre istituzioni europeee ed internazionali, segnatamente l'Istituto statistico delle Comunità europee (Eurostat) e il Centro comune di ricerca della Commissione europea, il Programma delle Nazioni Unite sull’Ambiente (UNEP) e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contesto &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’AEA e la rete Eionet collaboreranno con la Commissione europea ed altre parti interessate per creare un sistema comune di informazioni ambientali (SEIS). A tale scopo, l’AEA sfrutterà gli strumenti e i sistemi di notifica esistenti (Reportnet), le iniziative in materia di amministrazione on line, l’Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE), il programma di Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES) e il sistema mondiale dei sistemi di osservazione della Terra (GEOSS).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presente regolamento abroga il regolamento (CEE) n. 1210/90.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIFERIMENTI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto Entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regolamento (CE) n. 401/2009 10.6.2009 - GU L 126 del 21.5.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutela penale dell’ambiente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La direttiva istituisce un gruppo minimo di reati gravi contro l’ambiente e impone agli Stati membri di prevedere sanzioni penali più dissuasive per questo tipo di reati, se perpetrati intenzionalmente o causati da negligenza grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direttiva 2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presente direttiva è finalizzata a imporre agli Stati membri di sanzionare penalmente alcuni comportamenti che costituiscono gravi reati contro l’ambiente. Questo livello minimo di armonizzazione permetterà di applicare con maggiore efficacia il diritto dell’ambiente, nel rispetto dell’obiettivo di tutela ambientale previsto dall’articolo 174 del trattato che istituisce la Comunità europea (trattato CE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comportamenti soggetti a sanzione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati membri dovranno punire i seguenti comportamenti, intenzionali o conseguenti a una grave negligenza, che violino una normativa comunitaria nel campo della tutela ambientale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• lo scarico illecito * di sostanze o radiazioni ionizzanti nell’aria, nel suolo o nelle acque che provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti all’ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la raccolta, il trasporto, il recupero o lo smaltimento illeciti di rifiuti che provochi o possa provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti all’ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la spedizione illecita di rifiuti in quantità non trascurabile; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• il funzionamento illecito di un impianto in cui sono svolte attività pericolose o nel quale siano depositate o utilizzate sostanze o preparati pericolosi che provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti all’ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la produzione, il trattamento, il deposito, l’uso, il trasporto, l’esportazione o l’importazione e lo smaltimento illeciti di materiali nucleari o di altre sostanze radioattive pericolose che provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti all’ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• l’uccisione, la distruzione, il possesso, il prelievo o il commercio illeciti di specie animali o vegetali protette; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• il deterioramento illecito di un habitat protetto; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• il commercio o l’uso illeciti di sostanze che riducono lo strato di ozono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati membri provvedono inoltre affinché siano punibili penalmente il favoreggiamento e l’istigazione a commettere intenzionalmente tali attività illecite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sanzioni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sanzioni penali dovranno essere effettive, proporzionate e dissuasive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati membri provvedono affinché le persone giuridiche * possano essere dichiarate responsabili quando i reati siano stati commessi a loro vantaggio da qualsiasi soggetto che detenga una posizione preminente in seno alla persona giuridica, individualmente o in quanto parte di un organo della persona giuridica, in virtù:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• del potere di rappresentanza della persona giuridica; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• del potere di prendere decisioni per conto della persona giuridica; o &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• del potere di esercitare un controllo in seno alla persona giuridica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale responsabilità può essere di natura penale o amministrativa, a seconda del sistema giuridico vigente nello Stato membro in questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati membri provvedono altresì affinché le persone giuridiche possano essere dichiarate responsabili quando la carenza di sorveglianza o controllo da parte di un soggetto abbia reso possibile la commissione di un reato a vantaggio della persona giuridica da parte di una persona soggetta alla sua autorità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contesto &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2001 la Commissione aveva adottato una proposta di direttiva sulla tutela penale dell’ambiente. Nel 2003 il Consiglio aveva adottato la decisione quadro 2003/80/GAI basata sulle disposizioni del trattato UE relative alla cooperazione fra gli Stati membri in materia penale. Tale decisione quadro è stata annullata nel 2005 dalla Corte di giustizia europea perché basata su un fondamento giuridico non corretto. Le misure contenute nella decisione quadro avrebbero potuto essere adottate dalla Comunità nell’ambito della sua politica di tutela dell’ambiente. La Commissione ha quindi adottato una nuova proposta il 12 febbraio 2007 che ha condotto all’adozione della presente direttiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Termini chiave dell’atto &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Illecito: ciò che viola gli atti legislativi comunitari o un atto legislativo, un regolamento amministrativo o una decisione di un’autorità competente di uno Stato membro nel campo della tutela ambientale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Persona giuridica: qualsiasi soggetto giuridico che possieda tale status in forza del diritto nazionale applicabile, ad eccezione degli Stati o delle istituzioni pubbliche che esercitano i pubblici poteri e delle organizzazioni internazionali pubbliche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direttiva 2008/99/CE 19.11.2008 26.12.2010 GU L 328 del 6.12.2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accesso all'informazione, partecipazione dei cittadini e accesso alla giustizia in materia ambientale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso l'approvazione della convenzione sull' accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Århus), l'Unione europea intende sensibilizzare e coinvolgere i cittadini nelle questioni ambientali, nonché migliorare l'applicazione della legislazione sull'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisione 2005/370/CE del Consiglio, del 17 febbraio 2005, relativa alla firma, a nome della Comunità europea, della convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico al processo decisionale e l'accesso alla giustizia in materia ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa decisione, la convenzione di Århus (firmata dalla Comunità europea e dai suoi Stati membri nel 1998) è stata approvata a nome della Comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La convenzione, in vigore dal 30 ottobre 2001, parte dall'idea che un maggiore coinvolgimento e una più forte sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei problemi di tipo ambientale conduca ad un miglioramento della protezione dell'ambiente. Essa intende contribuire a salvaguardare il diritto di ogni individuo, delle generazioni attuali e di quelle future, di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per raggiungere tale obiettivo, la convenzione propone di intervenire in tre settori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• assicurare l'accesso del pubblico alle informazioni sull'ambiente detenute dalle autorità pubbliche; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• favorire la partecipazione dei cittadini alle attività decisionali aventi effetti sull'ambiente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• estendere le condizioni per l'accesso alla giustizia in materia ambientale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le istituzioni comunitarie rispondono alla definizione di autorità pubblica della convenzione, allo stesso titolo delle autorità nazionali o locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parti della convenzione si impegnano ad applicare le disposizioni elencate e devono quindi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• adottare le misure legislative, regolamentari o le altre misure necessarie; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• permettere ai funzionari e alle autorità pubbliche di fornire assistenza e orientamento ai cittadini, agevolandone l'accesso alle informazioni, la partecipazione ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• promuovere l'educazione ecologica dei cittadini e aumentare la loro consapevolezza dei problemi ambientali; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• riconoscere e sostenere le associazioni, i gruppi o le organizzazioni aventi come obiettivo la protezione dell'ambiente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Accesso del pubblico alle informazioni in materia ambientale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La convenzione prevede diritti ed obblighi precisi in materia di accesso all'informazione, concernenti in particolare i tempi di trasmissione e i motivi di cui dispongono le autorità pubbliche per rifiutare l'accesso a determinati tipi di informazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rifiuto è ammesso in tre casi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• se l'autorità pubblica non è in possesso dell'informazione richiesta; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• se la richiesta è manifestamente abusiva o formulata in modo troppo generico; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• se la richiesta concerne documenti in corso di elaborazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una richiesta di informazioni può essere inoltre respinta per salvaguardare la segretezza delle deliberazioni delle autorità pubbliche, per motivi di difesa nazionale o di sicurezza pubblica, per consentire il buon funzionamento della giustizia, per tutelare la riservatezza delle informazioni commerciali o industriali, i diritti di proprietà intellettuale, la riservatezza dei dati personali o gli interessi di terzi che abbiano fornito spontaneamente le informazioni. Tali motivi di diniego devono essere interpretati in modo restrittivo, tenendo conto dell'interesse pubblico che potrebbe essere intaccato dalla divulgazione delle informazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione di diniego deve essere accompagnata dalle relative motivazioni indicando i mezzi di ricorso a disposizione del richiedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le autorità pubbliche devono mantenere aggiornate le informazioni in loro possesso e a tale scopo devono tenere elenchi, registri e schedari accessibili al pubblico. Deve essere favorita l'utilizzazione di basi di dati elettroniche, comprendenti le relazioni sulla situazione dell'ambiente, la legislazione, i piani o le politiche nazionali, le convenzioni internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipazione del pubblico alle decisioni in materia ambientale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo aspetto della convenzione riguarda la partecipazione del pubblico al processo decisionale. Tale partecipazione deve essere assicurata attraverso la procedura di autorizzazione di determinate attività specifiche (principalmente attività di tipo industriale) elencate nell'allegato I della convenzione. Il risultato della partecipazione del pubblico deve essere debitamente preso in considerazione nella decisione finale di autorizzazione dell'attività in questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblico viene informato, fin dalla fase iniziale del processo decisionale, sui seguenti elementi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• l'oggetto in merito al quale la decisione deve essere presa; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la natura della decisione da adottare; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• l'autorità competente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la procedura prevista, ivi compresi i dettagli pratici relativi alla procedura di consultazione; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la procedura di valutazione dell'impatto ambientale (se prevista). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tempi previsti per la procedura devono permettere una reale partecipazione del pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stata istituita una procedura più snella per l'elaborazione di piani e programmi relativi all'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La convenzione invita inoltre le parti a favorire la partecipazione del pubblico all'elaborazione delle politiche in materia ambientale, nonché delle norme e della legislazione che possono avere effetti significativi sull'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accesso alla giustizia in materia ambientale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In materia di accesso alla giustizia, i cittadini potranno ricorrere alla giustizia in condizioni adeguate, nel quadro della legislazione nazionale, qualora essi ritengano violati i propri diritti in materia di accesso all'informazione (richiesta di informazione non presa in considerazione, respinta abusivamente o presa in considerazione in modo insufficiente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accesso alla giustizia è garantito anche nel caso di violazione della procedura di partecipazione prevista dalla convenzione. Inoltre l'accesso alla giustizia è ammesso per la composizione delle controversie relative ad azioni o ad omissioni di privati o di autorità pubbliche che infrangono le disposizioni legislative ambientali nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recepimento della convenzione di Århus nell'ordinamento comunitario &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Comunità si è impegnata ad adottare i provvedimenti necessari per assicurare un'applicazione effettiva della convenzione. In effetti, il primo pilastro della convenzione, che fa riferimento all' accesso al pubblico delle informazioni, ha trovato attuazione, a livello comunitario, nella direttiva 2003//4/CE relativa all' accesso del pubblico alle informazioni in materia ambientale. Il secondo pilastro, che riguarda la partecipazione del pubblico alle procedure ambientali, è stato recepito dalla direttiva 2003/35/CE. Una proposta di direttiva, pubblicata nell'ottobre 2003, dovrebbe recepire il terzo pilastro, diretto a garantire l' accesso del pubblico alla giustizia in materia ambientale. Inoltre, un regolamento, adottato nel 2006, mira a garantire l'applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni e dei principi della convenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atto Data di entrata in vigore - Data di scadenza Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisione 2005/370/CE 17.05.2005 - GU L 124 del 17.04.2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Atti Collegati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proposta di decisione del Consiglio che stabilisce la posizione da adottare a nome della Comunità europea per quanto riguarda l'interpretazione dell'articolo 14 della convenzione di Århus [COM/2008/174 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale]. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisione 2006/957/CE del Consiglio, del 18.12.2006, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, di un emendamento alla convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale [Gazzetta ufficiale L386 del 29.12.2006].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La modifica in questione estende la partecipazione del pubblico alle decisioni riguardanti la diffusione volontaria degli OGM nell'ambiente. A livello comunitario, questa esigenza è già soddisfatta da alcune disposizioni contenute nella direttiva 2001/18/CE relativa all'introduzione deliberata di OGM nell'ambiente e nel regolamento (CE) n. 1829/2003 () riguardante i prodotti alimentari e i mangimi per animali geneticamente modificati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6670860130160266343?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/6670860130160266343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/tesina-di-carmela-su-ambiente-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6670860130160266343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6670860130160266343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/tesina-di-carmela-su-ambiente-e.html' title='Tesina di Carmela su Ambiente e Comunità Europea'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-384204144300349267</id><published>2011-02-08T15:14:00.000+01:00</published><updated>2011-02-08T15:14:55.625+01:00</updated><title type='text'>Tesina di Mej-Li  -  Concetto di Cittadinanza</title><content type='html'>&lt;strong&gt;CONCETTO DI CITTADINANZA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dalla realizzazione &lt;strong&gt;dell’Unità d’Italia&lt;/strong&gt; sino alla &lt;strong&gt;Costituzione repubblica&lt;/strong&gt;, il concetto giuridico di “&lt;strong&gt;cittadinanza”&lt;/strong&gt;ha giocato un ruolo importantissimo nella definizione dei rapporti tra cittadino e Stato e nell’allargamento dei diritti civili, politici e sociali degli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;principio di nazionalità&lt;/strong&gt;, su cui ancora oggi si fonda il concetto di “&lt;strong&gt;cittadinanza nazionale&lt;/strong&gt;”, conduce ad una ambiguità di fondo, operando, nella legislazione e nella cultura giuridica, “una sostanziale equiparazione del concetto di cittadinanza con quello di nazionalità, attraverso la riduzione della prima alla seconda”, rendendo così più difficile “percepire la ricchezza concettuale che da sempre il termine cittadinanza si porta dietro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’elemento costitutivo della nazione consiste nella &lt;strong&gt;“coscienza della nazionalità&lt;/strong&gt;”, cioè nel “&lt;strong&gt;sentimento che ella acquista di sé medesima”,&lt;/strong&gt; senza la quale gli altri elementi, di natura naturalistica, sarebbero solo “inerte materia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani, prendendo coscienza della propria nazionalità italiana, dell’identità nazionale, riconoscendosi reciprocamente come parte di una stessa comunità, avevano tutto il diritto di combattere per realizzare la nazione di cui sentivano l’esistenza, aldilà di una semplice comunanza etnica o linguistica. E’, dunque, per dirla in altri termini, il diritto di una “&lt;strong&gt;Nazione&lt;/strong&gt;” di diventare uno “&lt;strong&gt;Stato&lt;/strong&gt;”. &lt;strong&gt;Quest’ultimo non sarebbe altro che l’espressione istituzionale della prima, venendo a coincidere territorialmente con essa.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni nazione, dunque, dovrebbe essere riconosciuto il diritto alla indipendenza dalle altre e di organizzarsi internamente. Il principio di nazionalità diventa perciò “lo strumento di giustificazione della sovranità statale e la base del suo riconoscimento da parte degli altri Stati”. Ma è allo stesso tempo “la radice e il fondamento del rapporto tra cittadino e autorità”. Si è cittadini di una nazione e, quindi, “si appartiene a uno Stato e si è soggetti alla sua autorità”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia &lt;strong&gt;la cittadinanza è intesa come lo “status” giuridico del cittadino riconosciuto dall’ordinamento giuridico&lt;/strong&gt;. E’, dunque, cittadino colui che è riconosciuto dalla legge nazionale come “appartenente allo Stato”. Di conseguenza a lui sono riconosciuti tutta una serie di diritti e doveri stabiliti innanzitutto dalla Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ così lo Stato stesso che identifica i propri cittadini, stabilisce, con legge, le regole per l’acquisto e la perdita della cittadinanza, individua le conseguenze giuridiche di tale status. La cittadinanza diventa perciò un’attribuzione di diritto positivo che divide i presenti sul territorio in cittadini e stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo comporta: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)&lt;strong&gt; l’impossibilità di prescindere dalle singole legislazioni degli Stati quando si vuol parlare di cittadinanza; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;b) &lt;strong&gt;la storicizzazione del concetto utilizzato nelle varie fasi storiche diversamente per allargare o restringere il godimento di determinati diritti e doveri; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;c)&lt;strong&gt; la maggiore o minore considerazione data a determinati elementi costitutivi dello status.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che ne viene fuori è l’assoluta relatività del contenuto della cittadinanza: non interessa cosa è ma la sua disciplina positiva, il suo modo di acquisto, le sue conseguenze giuridiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad una diversa conclusione si arriva considerando, seppur brevemente, il cammino storico del concetto, da quello collegato alla &lt;strong&gt;“Polis” greca&lt;/strong&gt; a quello ancorato alla “&lt;strong&gt;Civitas” romana&lt;/strong&gt;, espressione di appartenenza alla comunità politica e fonte di particolari prerogative oltre che di doveri contributivi e militari. Sarà poi la filosofia illuminista e la Rivoluzione francese a riprendere, dopo il Medioevo e l’assolutismo monarchico, quei concetti. Il cittadino è tale perché appartenente al nuovo Stato rivoluzionario, condividendone gli alti ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cittadinanza, quella della Francia rivoluzionaria, obbligatoriamente “generale”, in quanto estesa a tutti, e “astratta”, riconosciuta al di là della appartenenza a ceti o ad altri gruppi sociali. E’, inoltre, non solo verticale (rapporto individuo-Stato), ma anche orizzontale (rapporto cittadini-cittadino). Una nozione, questa, fortemente “politica” che qualifica il particolare ruolo del cittadino nello Stato, fonte di diritti e doveri, in contrapposizione a quello che era “l’ancien régime” con i suoi privilegi e vincoli feudali. Gli individui sono ormai uguali in quanto cittadini ed hanno il diritto di essere rappresentati politicamente in una Assemblea Nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella fase giacobina della Rivoluzione questa visione “sostanzialista e politica” del concetto di cittadinanza si allarga ancor di più: la cittadinanza è l’identità collettiva della comunità politica, cittadini possono essere tutti ma lo sono solo coloro che hanno questo spirito, chi condivide gli scopi dello Stato e i suoi valori. Al contrario, coloro che non accettano tutto questo sono i controrivoluzionari, i nemici interni della Patria che devono essere esclusi dalla cittadinanza e, se del caso, messi in condizione di non nuocere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui, dunque, la cittadinanza sembra avere un suo contenuto, una sua sostanza politica, in contrapposizione alla precedente configurazione formalistica del diritto positivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cittadinanza non è altro, che lo strumento per differenziare gli appartenenti ad una nazione, cioè la “nazionalità”. Essa non ha più alcun collegamento con il godimento dei diritti politici, a tal punto che l’essere cittadini connota solo un rapporto verticale, cittadino-Stato, per cui non tutti i cittadini hanno la pienezza del godimento dei diritti politici. Pensiamo al suffragio che, in quest’epoca, è limitato soltanto ad alcune categorie di cittadini: tutti, in quanto cittadini, sono soggetti all’autorità statale ma non tutti possono votare né essere eletti o accedere agli incarichi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ragioni, per così dire, sociologiche di tale approdo devono essere individuate nell’ascesa della borghesia, come nuova classe sociale su cui ogni Regime fonderà il proprio sostegno, una classe che, uscita dalla Rivoluzione, chiede, insieme al riconoscimento del proprio ruolo, anche la esclusione dalla partecipazione politica degli altri ceti, considerati subalterni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compito dello Stato è garantire i diritti borghesi e solo quelli, rompendosi il legame tra cittadinanza e pienezza dei diritti politici, tra cittadinanza e partecipazione politica. Ciò che accomuna i cittadini, dunque, non è più il condividere gli obiettivi statali ma l’appartenenza alla nazione, caratterizzando un rapporto verticale con l’autorità statale e, quindi, l’eguaglianza solo formale di fronte alla legge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ nato lo Stato liberale ottocentesco, garante delle c.d. “libertà negative”, lontano da ogni ingerenza nei rapporti sociali, difensore dell’equilibrio borghese. Così, infatti, recitava l’art 24 dello Statuto Albertino: “Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado, sono eguali dinanzi alla legge. Tutti godono egualmente i diritti civili e politici, e sono ammissibili alle cariche civili, e militari, salve le eccezioni determinate dalle leggi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cittadino è “il regnicolo”, cioè “il suddito”, colui che è soggetto all’autorità del Re, dello Stato. Gode dei diritti civili e politici ma con le eccezioni, piuttosto ampie, ammesse dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’, dunque, alla legge che è affidato il compito di regolare la cittadinanza. Rotto il legame tra cittadinanza e diritti politici, essa non ha più alcun rilievo costituzionale come era nella Rivoluzione francese e, quindi, la sua disciplina viene demandata alla legge ordinaria, cioè al codice civile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il fatto singolare è che tale identificazione tra cittadinanza e nazionalità, tipica degli ordinamenti giuridici ottocenteschi, è rimasta anche oggi nelle moderne Costituzioni dove, ad una nuova visione del rapporto tra Stato e cittadino, non è corrisposta il ribaltamento concettuale di tali due termini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, &lt;strong&gt;se oggi i diritti politici, civili e sociali hanno avuto ampia estensione anche nella nostra Costituzione, di pari passo non si è avuta una nuova elaborazione del concetto di cittadinanza che, almeno giuridicamente, è rimasta ancorata ai confini nazionali dello Stato, l’unico che ne stabilisce i modi di acquisizione e la disciplina. &lt;/strong&gt;Nonostante una maggiore connotazione politica del termine la legge ha continuato ad esprimere una impostazione formalistica, aliena ed avulsa dalla ricerca di una visione più ontologica e contenutistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventa allora necessario accedere ad una impostazione evolutiva del concetto giuridico di cittadinanza, superando la visione troppo formalistica qui evidenziata. Tale metodologia è stimolata dalle novità della normativa europea che sembra, in qualche modo, incrinare il monolitismo della concezione delineata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’art 8, comma 1, del Trattato di Maastrich del 1992, infatti, istituì la “cittadinanza dell’Unione”, stabilendo che è cittadino dell’Unione Europea “chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le novità maggiori, ai fini del nostro discorso, sono evidenziati dall’art. 8 B, comma 1, il quale così recita: &lt;strong&gt;“ogni cittadino dell’Unione residente in uno Stato membro di cui non è cittadino ha diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato”.&lt;/strong&gt; In tal modo veniva rotto, seppur limitatamente alle elezioni locali, il collegamento nazionalità-cittadinanza-diritto di voto, rinfocolando il dibattito giuridico sulla divisione del concetto di appartenenza nazionale da quello di partecipazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il concetto di “cittadinanza” sembrerebbe riempirsi, così, di contenuti tipicamente politici, caratterizzanti l’appartenenza anche non formale ad una comunità. Si potrebbe quasi parlare di una “cittadinanza locale” distinta da quella nazionale, con alcune prerogative specifiche come il diritto di voto. Insomma, per dirla in altre parole, tale tipo di cittadinanza attribuirebbe dei diritti sulla base del vivere in una certa comunità, pur avendo un’altra nazionalità.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questo nuovo approccio alla questione della cittadinanza è confermato dal Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 il quale ha stabilito che &lt;strong&gt;“la cittadinanza dell’Unione completa la cittadinanza nazionale, e non la sostituisce”, &lt;/strong&gt;riconoscendo, implicitamente, l’insufficienza di quella nazionale, bisognosa di essere completata anche “dalla sfera di imputazioni soggettive attinenti ai rapporti tra il singolo e l’Unione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cittadinanza, nella visione europea, trova ulteriori specificazioni nel Trattato costituzionale, firmato a Roma il 29 ottobre 2004, nel quale vengono previsti alcuni dei diritti che la compongono. Il Titolo V della Parte II è, infatti, intestato proprio alla cittadinanza, pur trattandosi, di una semplice trasposizione del Capo V della Carta di Nizza del 2001. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, spetterebbero ai “cittadini europei”: i diritti di elettorato attivo e passivo nelle elezioni del Parlamento Europeo (art. II-99) e del Comune di residenza (art. II-100), il diritto alla libertà di circolazione e soggiorno il quale, peraltro, può anche essere accordato ai cittadini di Paesi terzi con residenza legale nel territorio di uno Stato membro (art. 105), il diritto alla tutela diplomatica e consolare da parte di qualsiasi Stato membro negli Stati terzi dove lo Stato di cui si sia cittadini sia privo di rappresentanza (art. II-106). Ad ogni cittadino (ma anche ad ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro) sono riconosciuti i diritti di accesso ai documenti (art. II-102), di rivolgersi al mediatore europeo nei casi di cattiva amministrazione (art. II-103) e di presentare petizioni al Parlamento europeo (art. II-104).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da ultimo, il&lt;strong&gt; 4 agosto 2006&lt;/strong&gt; il Consiglio dei Ministri approvava, su proposta del Ministro dell’Interno, un Disegno di Legge, con l’intento di aggiornare la normativa italiana sulla cittadinanza contenuta nella Legge n. 91/1992 dopo la direttiva europea 2003/109/CE&lt;strong&gt; istitutiva del “permesso di soggiorno CE”.&lt;/strong&gt; Il provvedimento governativo proposto nella scorsa Legislatura, prendendo in considerazione le varie situazioni che contraddistinguevano la presenza degli &lt;strong&gt;stranieri in Italia,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;intendeva stabilire la possibilità di acquisire la cittadinanza da parte di chi era nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui uno almeno fosse legalmente residente in Italia, senza interruzione, da cinque anni al momento della nascita, oltre che in possesso del requisito reddituale previsto per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se quest’ultima iniziativa restava nell’alveo della impostazione tradizionale, è indubbio che qualcosa si sta muovendo all’interno del dibattito politico e giuridico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sta, dunque, andando verso un progressivo abbandono del concetto unitario e monolitico della cittadinanza nazionale, aprendo almeno a tutti coloro che risiedono in una certa comunità il godimento di diritti che, sino a poco tempo prima, era impossibile attribuire, con l’obiettivo di una maggiore integrazione nel tessuto sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa integrazione politica sovranazionale è la dimostrazione del superamento “di quella esclusività e del correlato sentimento collettivo di appartenenza esclusiva che hanno costituito nel loro complesso carattere tipico del concetto di cittadinanza”, rendendo “claudicante” il controllo degli Stati sul contenuto della cittadinanza e dei diritti, sentenziando l’esaurimento della “dimensione statalistica” della cittadinanza: così se già la doppia cittadinanza costituiva “un dato spurio e di difficile configurazione”, la “cittadinanza duale” dell’Unione Europea, impietosamente, rivela come i “segni del tempo” marchino il concetto tradizionale della cittadinanza elaborato dalla dottrina dello Stato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-384204144300349267?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/384204144300349267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/tesina-di-mej-li-concetto-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/384204144300349267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/384204144300349267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/02/tesina-di-mej-li-concetto-di.html' title='Tesina di Mej-Li  -  Concetto di Cittadinanza'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-98464999877542335</id><published>2011-01-27T12:19:00.000+01:00</published><updated>2011-01-27T12:19:30.350+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>mia email :&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;a href="mailto:daniela.degiorgi@hotmail.it"&gt;&lt;strong&gt;daniela.degiorgi@hotmail.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-98464999877542335?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/98464999877542335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/mia-email-daniela.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/98464999877542335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/98464999877542335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/mia-email-daniela.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8025277112317506907</id><published>2011-01-20T19:04:00.001+01:00</published><updated>2011-01-20T19:08:02.505+01:00</updated><title type='text'>Tesina di Marta Di Stefano - Prima parte</title><content type='html'>I DIRITTI UMANI NELLA COMUNITA' EUROPEA : LA SFIDA DELL'IDENTITA' EUROPEA NELL' ERA DELLA MULTICULTURALITA'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL&amp;nbsp;PROBLEMA DELL' IDENTITA'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine identità porta al suo interno una problematica: chi sono io? E' così che esordisce Alain de Benoist nel suo testo “Identità e Comunità”. La questione dell'identità è essenzialmente moderno e si districa nel campo culturale condiviso dalle tre scienze sociali: psicologia, sociologia e antropologia. Infatti, nelle società antiche il problema delle identità non esisteva nei termini riflessivi sulla persona come lo intendiamo oggi. E' solo verso il 1700 che “persona“ assume il significato tipico dei giorni nostri, cioè di un individuo che possiede una libertà individuale e che può essere preso in considerazione al di là della sua appartenenza. In sostanza quello dell'identità è un concetto puramente occidentale. Secondo l'autore è Toqueville che fa risalire al cristianesimo l'idea di identità, in quanto la morale non è più 'ciò che è bene essere', ma diviene 'ciò che è giusto fare', dotando così l'individuo di libertà di scelta. Difatti Sant'Agostino afferma che il cammino verso Dio non passa attraverso contatti esterni ma attraverso la nostra coscienza: “rientra in te stesso!”. L'individuo acquisisce così libero arbitrio. Come abbiamo accennato, quello dell'identità è un concetto moderno che si sviluppa a partire dal XVIII secolo con la nascita dell'individualismo, derivante dalla valorizzazione cristiana della dimensione interiore, nonché dalla teoria di Locke, che agli obblighi sociali antepone la libera volontà dell'individuo. Nasce così una metafisica della soggettività. A questo punto, il romanticismo ottocentesco erediterà l'idea dell'interiorità, ma si opporrà all'ideale meccanicistico del 700 illuminista, valorizzando i sentimenti al di sopra della produzione materiale e dando importanza all'immaginazione rispetto al concetto, ed è qui che nasce un nuovo problema riguardo l'identità: la realizzazione dell'io. Arriviamo quindi con Herder alla teoria espressivista tedesca, che sviluppa la ricerca della propria identicità e valorizza le differenze individuali, riuscendo così a trovare lo spazio realizzativo attraverso la differenziazione dall'altro. Questo concetto di originalità, però, oltre che per l'individuo vale anche per i popoli e per le comunità storiche; nasce così con Herder il Volksgeist, ovvero lo spirito popolare, padre sia del nazionalismo che dell'anticolonialismo moderno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo arrivati alla nascita della modernità, che si costituisce svalutando il passato per abbracciare una visione ottimistica del futuro (ideologia del progresso); da questo punto di vista le appartenenze limitano le libertà individuali e non costruiscono il proprio io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'appena nato Stato-Nazione la concezione comunitaria scompare, gli individui diventano uguali liberi e razionali, quindi liberi di fare le proprie scelte, come prevede il postulato universalista che inseguono tutte le ideologie liberali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa nuova visione ideologica l'identità corrisponde all'individualità liberale borghese; l'affiliazione viene rimandata alla sfera privata, separando l'ordine biologico dall'ordine istituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La modernità rifiuta le relazioni naturali, i valori gerarchici, elimina le comunità e le caste, nonché la stratificazione attraverso la rivoluzione;estirpa i modi di vita tradizionalmente legati al mestiere, all'ambiente sociale e le credenze, e soprattutto omogeneizza i ruoli di genere femminile- maschile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quindi con la modernità va verso la similitudine, l'indistinzione, l'uguaglianza, processo che ha il suo culmine nella globalizzazione, che ha omologato modelli e modi di vivere. Ma forse la più grande rivoluzione delle modernità è la nascita della terza via al genere indefinito, transessuale: insomma alla sessualità indistinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, con queste trasformazioni i primi ad essere sconvolti sono i ruoli nella famiglia, esiste solo una differenza: il potere d'acquisto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro è stata la prima risposta identitaria borghese e liberale contro una nobiltà improduttiva. La libertà personale si realizza attraverso l'avere un lavoro, un impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così che la lotta di classe diviene sostituto dell'identità collettiva, dotandosi le classi di una cultura specifica. Anche la vita politica permette ai cittadini di acquisire identità; le identità politiche fanno nascere culture politiche. Lo stesso suffragio universale risponde ad una esigenza identitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le identità di classe sono settoriali, e accanto a loro sorgono le identità nazionali; anche il nazionalismo quindi è frutto della modernità. Questo non è solo un fenomeno politico, ma intrinseco di un immaginario dove coesistono storia, cultura, religione, leggende popolari etc. fattori che legittimano una narrazione. Se questi fattori o modelli crollano le stesse identità individuali rischiano di scomparire, tanto che i miti popolari sono sempre stati alla base di ogni collettività, in quanto tutte le società umane sono società culturali, come ci ricorda Durkheim parlando di coscienza collettiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo a sottolineare l'importanza del concetto di 'riconoscimento' fu Hegel (nell'807), affermando che la coscienza di sé passa attraverso il riconoscimento dell'altro; è così che il riconoscimento realizza l'identità. La natura umana ha modalità molteplici, non è unitaria ma differenziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasce così secondo Baumann il problema del riconoscimento delle identità nell'ottica della crisi dello Stato-Nazione occidentale, in quanto lo Stato-Nazione non riesce più ad integrare i gruppi né a produrre il legame sociale. Le identità nazionali si disgregano, a beneficio di altre forme di identità, soprattutto nella sfera pubblica, dove la politica diventa il terreno in cui si svolge la contesa per il riconoscimento dell'identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le identità individuali e quelle collettive sono indissolubilmente collegate; le identità si costruiscono attraverso l'interazione sociale, tanto da poter affermare che l'alterità è il necessario complemento dell'identità. Anche un'identità etnica non è solo endogena, ma si costruisce tramite le categorizzazioni che fanno gli altri e l'identificazione con il proprio gruppo d'appartenenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno di noi ha svariate appartenenze: linguistiche, culturali, nazionali, politiche, professionali, sessuali, etc., perché come si riferiva Max Weber parlando di “politeismo di valori“, l'identità è in continuo mutamento in quanto la sua caratteristica è la sua multidimensionalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I DIRITTI SOCIALI NELL'UNIONE EUROPEA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa: i diritti e le libertà nei Trattati europei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Trattati europei non garantiscono espressamente diritti a carattere sociale, ma garantiscono le quattro libertà fondamentali connesse al mercato comune tra i Paesi membri e la cui tutela rappresenta una tra le principali ragioni fondanti delle Comunità e quindi dell'Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le quattro libertà fondamentali sono le seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) la libertà di circolazione dei lavoratori subordinati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) la libertà di stabilimento &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) la libertà di prestazioni di servizi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) la libertà di circolazione delle merci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principio di eguaglianza e i diritti sociali nell'ordinamento comunitario&lt;br /&gt;E' anche vero che i Trattati europei garantiscono, seppure indirettamente o implicitamente, il principio di eguaglianza, ed è pacifico che vi è un forte legame tra i diritti sociali e i principi d'eguaglianza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei Trattati attualmente vigenti il principio di eguaglianza si può trarre da una serie di principi. In primo luogo nell'ordinamento europeo, si pone il principio di non discriminazione rispetto alla nazionalità degli individui. In secondo luogo, nei Trattati viene stabilito il principio della parità di retribuzione tra le donne e gli uomini. In terzo luogo, il principio stesso viene esplicitato da tutta la normativa sulla concorrenza prevista nella disciplina dei trattati, ovvero il principio di parità di trattamento tra le imprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altronde, nel preambolo del Trattato sull'Unione Europea (TUE) si parla non solo dell'obiettivo generale del “progresso sociale”, ma si fa anche espresso riferimento ai diritti sociali fondamentali; si fa pure cenno al fatto che i diritti sociali, indicati nella Carta sociale Europea di Torino del 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989, costituiscono patrimonio dell'Unione e l'intenzione di esserne vincolata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' vero che la Comunità e poi l'Unione Europea nascono essenzialmente per garantire le libertà economiche sopra elencate, ma è anche vero che poi gli ordinamenti comunitari ed europei si sono spostati anche sul versante dei diritti sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerazioni conclusive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono alcune competenze della Comunità Europea espressamente rivolte ad obiettivi di rilievo sociale; si possono ricordare, tra l'altro, le competenze in materia di “occupazione”, di “politica sociale”, e ancora di istruzione, di sanità pubblica, di protezione dei consumatori, e di “coesione economica e sociale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, è chiaro che sulla base delle limitate competenze previste dai trattati vigenti nelle materie attinenti ai diritti sociali, gran parte delle attività di rilievo sociale volte alla riduzione degli squilibri tra le diverse condizioni individuali, è lasciata all'azione degli Stati. Questo trova ulteriore conferma nel fatto che l'Unione e le Comunità Europee sono state costituite sin dall'inizio come ordinamenti privi di proprie strutture amministrative distribuite sul territorio europeo (si parla, infatti, per lo più di amministrazione europea “indiretta”, cioè esercitata attraverso le strutture amministrative degli Stati membri). Nonostante gli ordinamenti europei non dispongano delle risorse finanziarie che sarebbero necessarie e sufficienti per attuare le numerose politiche sociali connesse a tutti quei diritti che sono proprie dello stato sociale contemporaneo, i diritti sociali a livello europeo rappresentano uno strumento di ulteriore rafforzamento del processo di coesione e di integrazione tra gli Stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIRITTI INDIVIDUALI E MULTICULTURA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' Europa monoculturale si è gradualmente evoluta in Europa multiculturale in cui coesistono, oltrel e culture nazionali degli Stati europei, anche le diverse culture delle comunità immigrate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa nuova Europa le nazioni devono affrontare la compresenza di visioni differenziate e dell'interazione di culture e caratteristiche peculiari di ciascuna identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione diventa saliente quando sono in discussione i diritti fondamentali degli immigrati e della loro condizione giuridica: spesso i valori e le tradizioni dei diversi gruppi etnici sono infatti in conflitto con quelli del nostro ordinamento europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti il problema che si pone non è solo quello del rispetto delle culture diverse ma, in particolare, quello dell' incompatibilità tra culture quando si ripercuote sui valori e principi degli ordinamenti giuridici nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si pensi, ad esempio, alla discriminazione tra i sessi e agli usi da noi considerati lesivi della dignità della persona (come la pratica dell'infibulazione) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rispetto della diversità culturale non può,infatti, esimersi dal tutelare la dignità umana e i diritti fondamentali universali così come stati sanciti dalle diverse convenzioni internazionali sui diritti della persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli interventi in materia legislativa europea volti a marginare determinati fenomeni lesivi dei diritti di parità di genere sono stati negli anni diversi, ma vale la pena ricordare la legge comunitaria n.39 del 1 marzo 2002,in cui si evidenzia tra i principi e i criteri direttivi la raccomandazione affinchè si tenga conto del diverso impatto che le forme di razzismo possono avere sulle donne in senso culturale e religioso. Si esplicita qui il concetto “doppia discriminazione”, e quindi non solo in base alla razza o al'etnia diversa, ma anche al sesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I DIRITTI UMANI E LE CORTI EUROPEE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Definizione generale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'ultima guerra mondiale sono stati approvati numerosi atti di diritto internazionale che hanno provveduto a riconoscere i diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono detti diritti “umani” perché spettano ad ogni persona umana e perché sono rivolti a tutelare i tratti essenziali di ogni persona, ossia la dignità, la libertà e l'eguaglianza tra gli individui stesi. Sono detti anche “assoluti”, perché ciascuno ne dispone nei confronti di qualsiasi autorità o potere e sono, inoltre, considerati diritti irrinunciabili e imprescrittibili; sono poi considerati diritti “inviolabili” perché sono insopprimibili, per lo meno nel loro nucleo essenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Dichiarazione universale dei diritti umani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli atti che a livello internazionale hanno riconosciuto e previsto i diritti umani, va ricordata in primo luogo la “Dichiarazione universale dei diritti umani” approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU il 10 Gennaio del 1948.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principi posti a fondamento della Dichiarazione sono indicati nell'art. 1, ove si attesta che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'art. 2 della dichiarazione del 1948 si afferma, poi, che “ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione senza distinzione alcuna”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente va sottolineato che a fianco ai diritti vi sono anche taluni spunti attinenti ai doveri ed alle limitazioni che gravano contemporaneamente sui singoli individui, ponendo in stretto collegamento i diritti ed i doveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si noti che, oltre al principio dell'esercizio dei diritti e delle libertà limitabile per consentire il contemporaneo esercizio dei diritti e delle libertà da parte degli altri individui, si stabilisce il principio della necessaria riserva di legge e della tutela di importanti interessi dell'intera comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le limitazioni dei diritti, quindi, sono ammissibili se sono rivolte a soddisfare degli interessi generali che sono democraticamente rappresentati, democraticamente individuati e democraticamente formulati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I successivi atti internazionali ed Europei in materia di diritti umani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i principali atti internazionali che in materia di diritti umani sono stati approvati successivamente alla predetta Dichiarazione, occorre ricordare almeno la Convenzione contro il genocidio del Dicembre 1948, la Dichiarazione dei diritti del fanciullo del Novembre 1959, e le due Convenzioni sempre proclamate dall'Assemblea dell'ONU, una per la protezione dei diritti sociali, economici e culturali e l'altra per i diritti civili e politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello europeo esistono una serie di Convenzioni in materia di diritti umani inviolabili. La prima e fondamentale è quella approvata a Roma il 4 Novembre 1950; si tratta della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Sulla base di tale convenzione è stata istituita la Corte Europea dei diritti dell'Uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il valore dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I diritti previsti nei trattati internazionali rappresentano l'oggetto di obblighi che gli Stati assumono nei confronti degli altri Stati, ma non costituiscono di per sé degli obblighi verso i cittadini. Dal punto di vista interno invece, il rispetto effettivo degli obblighi assunti dallo Stato mediante in trattato stesso, dipende normalmente dalla normativa presente all'interno di ciascuno Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, però, manca un potere internazionale centralizzato cui è attribuita l'autorità e la legittimazione d'intervenire all'interno della sfera che è rimessa all'esclusiva sovranità dei singoli Stati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Corti Europee&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste però il problema della tutela di diritti umani “oltre lo Stato” che consiste essenzialmente nel consentire che autorità terze possano garantirli rispetto agli atti lesivi posti in essere dagli stessi poteri statuali ma, se lo Stato non riconosce l'autorità dei Tribunali internazionali, è ben difficile sostenere che questi diritti possano essere effettivamente garantiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' Unione Europea agisce in base al cosiddetto principio di sussidiarietà, ovvero quando interviene in qualità di organismo più importante in caso di carenza di quello a più diretto contatto con la comunità, come lo Stao nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Europa tale problema è affrontato e in parte risolto mediante le istituzioni giurisdizionali europee che sono competenti ad assicurare il rispetto dei diritti umani o comunque inviolabili che sono stati previsti da un lato dalla CEDU, dall'altro lato dagli altri Trattati delle comunità e dell'Unione Europea. Il rispetto della CEDU è assicurato dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo che ha sede a Strasburgo, mentre il rispetto dei Trattati europei è compito della Corte di Giustizia della Comunità europea che ha sede a Lussemburgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte di Strasburgo è attivata da un ricorso diretto alla Corte medesima con il quale si chiede la condanna dello Stato che ha violato i diritti fondamentali previsti nella CEDU. Il ricorso può avvenire per conto di uno Stato, ma può essere anche individuale; in sostanza qualunque soggetto che si ritenga leso in un diritto garantito dalla CEDU può presentare ricorso anche quando la violazione provenga dal proprio Stato, ma a condizione che abbia esaurito i ricorsi a sua disposizione a livello nazionale. Se viene accertato che lo Stato ha commesso un atto lesivo, la Corte condanna lo Stato e lo obbliga a conformarsi e a porre in essere tutto ciò che è necessario per ristabilire il diritto. La Corte può, inoltre, disporre anche un risarcimento nei confronti del soggetto leso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ISTITUZIONI E ORGANI DELL'UNIONE EUROPEA &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’Unione europea (UE)&lt;/strong&gt; non è una federazione come gli Stati Uniti, né un semplice organismo per la cooperazione tra i governi, come le Nazioni Unite. È, infatti, un organismo unico nel suo genere. I paesi che costituiscono l’UE (gli “Stati membri”) uniscono le loro sovranità per guadagnare una forza e un’influenza mondiale che nessuno di essi potrebbe acquisire da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella pratica, mettere insieme le sovranità significa che gli Stati membri delegano alcuni dei loro poteri decisionali alle istituzioni comuni da loro stessi create in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo decisionale dell’UE, in generale, e la procedura di codecisione, in particolare, implicano la partecipazione di tre istituzioni principali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; il Parlamento europeo (PE),&lt;/strong&gt; che rappresenta i cittadini ed è eletto direttamente da questi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; il Consiglio dell’Unione europea&lt;/strong&gt;, che rappresenta i singoli Stati membri;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;la Commissione europea&lt;/strong&gt;, che ha il compito di difendere gli interessi generali dell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo “triangolo istituzionale” hanno origine le politiche e le leggi applicate in tutta l’UE. Di norma, è la Commissione a proporre nuove leggi mentre spetta al Parlamento e al Consiglio adottarle. La Commissione e gli Stati membri applicano poi le leggi, e la Commissione le fa rispettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di vitale importanza è il ruolo svolto da altre due istituzioni: la Corte di giustizia che vigila sullo stato di diritto comunitario e la Corte dei conti che ha una funzione di controllo sul finanziamento delle attività dell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I poteri e le responsabilità di queste istituzioni sono sanciti dai trattati, che sono la base di tutte le attività dell’UE. I trattati stabiliscono anche le regole e le procedure le regole e le procedure che le istituzioni dell’UE sono tenute a seguire. I trattati sono approvati dai presidenti e/o dai primi ministri di tutti i paesi dell’UE e ratificati dai loro parlamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a tali istituzioni, l’UE possiede una serie di altri organismi che svolgono funzioni specializzate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;il Comitato economico e sociale europeo&lt;/strong&gt; rappresenta la società civile, i datori di lavoro e i lavoratori;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;il Comitato delle regioni&lt;/strong&gt; rappresenta gli enti regionali e locali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;la Banca europea&lt;/strong&gt; per gli investimenti finanzia i progetti d’investimento dell’UE e sostiene le piccole e medie imprese attraverso il Fondo europeo per gli investimenti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; la Banca centrale europea&lt;/strong&gt; è responsabile della politica monetaria europea;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;il Mediatore europeo&lt;/strong&gt;: prende in esame i reclami inerenti a cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi dell’UE;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; il Garante europeo&lt;/strong&gt; per la protezione dei dati ha funzioni di salvaguardia della riservatezza dei dati personali dei cittadini;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;l’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee&lt;/strong&gt; pubblica informazioni in merito all’UE;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;l’Ufficio di selezione del personale delle Comunità europee&lt;/strong&gt; assume personale destinato alle istituzioni e ad altri organismi dell’UE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; la Scuola europea di amministrazione&lt;/strong&gt; ha il compito di offrire al personale dell’UE una formazione in settori specifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono state inoltre istituite agenzie specializzate con la funzione di svolgere determinati compiti a carattere tecnico, scientifico o direzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Istituzioni europee &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito alla firma del Trattato di Lisbona, il glossario è corso di aggiornamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le istituzioni europee, create dal trattato di Roma, sono i fautori politici della costruzione europea, .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo 7 del trattato che istituisce la Comunità europea menziona cinque istituzioni europee stricto sensu:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; il Parlamento europeo; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; il Consiglio dell'Unione europea ; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; la Commissione europea; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; la Corte di giustizia; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; la Corte dei conti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In virtù dell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea le istituzioni esercitano i loro compiti in un quadro istituzionale unico. Ciò significa che esse sono protagoniste nel processo decisionale dei tre pilastri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esse interagiscono con altri attori come il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni, la Banca centrale europea, la Banca europea per gli investimenti, il Mediatore europeo e le agenzie comunitarie, costituendo così il sistema istituzionale europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Consiglio dell'Unione europea &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio dell'Unione europea (« Consiglio dei ministri » o « Consiglio ») è l'istanza decisionale preminente dell'Unione europea. Esso riunisce i ministri degli Stati membri e costituisce quindi l'istituzione di rappresentanza degli Stati membri. La sede del Consiglio è a Bruxelles, ma le riunioni possono aver luogo a Lussemburgo. Le sessioni del Consiglio sono convocate dalla Presidenza che ne fissa l'ordine del giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio si riunisce in varie formazioni (in totale 9) nel cui ambito si incontrano i ministri competenti degli Stati membri per i settori interessati: Affari generali e relazioni estere, Affari economici e finanziari, Occupazione, Politica sociale, sanità e consumatori, Competitività, Cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni (GAI), Trasporti, Telecomunicazioni ed energia, Agricoltura e pesca, Ambiente, Istruzione, gioventù e cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciascun paese dell'Unione europea esercita la presidenza del Consiglio, secondo un sistema di rotazione, per un periodo di sei mesi. Dal gennaio 2007, vige un nuovo sistema di esercizio delle presidenze del Consiglio. Per ogni periodo di 18 mesi, le tre presidenze in esercizio elaborano un progetto di programma comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le decisioni del Consiglio sono preparate dal Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri (Coreper), che è assistito da gruppi di lavoro composti da funzionari delle amministrazioni nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio esercita, con il Parlamento europeo, le funzioni legislative e di bilancio ed è l'istituzione principale con poteri decisionali in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC), oltre che di cooperazione delle politiche economiche (approccio intergovernativo). Esso detiene anche il potere esecutivo che delega generalmente alla Commissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella maggioranza dei casi, il Consiglio decide su proposta della Commissione europea, in codecisione con il Parlamento europeo. In funzione dei settori da esaminare, esso delibera a maggioranza semplice, a maggioranza qualificata o all'unanimità, anche se la maggioranza qualificata è più ampiamente utilizzata (agricoltura, mercato unico, ambiente, trasporti, occupazione, sanità, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;strong&gt; Commissione europea&lt;/strong&gt; Istituzione collegiale politicamente indipendente, la Commissione europea incarna e difende l'interesse generale dell'Unione europea. Grazie al diritto di iniziativa quasi esclusivo sugli atti legislativi, la Commissione è considerata il motore dell'integrazione europea. Nel quadro delle politiche comunitarie, essa predispone ma anche attua gli atti legislativi adottati dal Consiglio e dal Parlamento europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione ha inoltre poteri di esecuzione, di gestione e di controllo. Essa assicura in effetti la programmazione e l'attuazione delle politiche comuni, esegue il bilancio e gestisce i programmi comunitari. In qualità di "custode dei trattati" essa vigila anche affinché sia applicata la legislazione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione è nominata a maggioranza qualificata per 5 anni dal Consiglio in accordo con gli Stati membri, ed è soggetta al voto di investitura del Parlamento europeo, dinanzi al quale è responsabile. Il collegio dei commissari è assistito da un'amministrazione composta da direzioni generali e da servizi specializzati, il cui personale è ripartito principalmente tra Bruxelles e Lussemburgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;strong&gt; Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE&lt;/strong&gt;) La Corte di giustizia assicura il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati costitutivi. E' composta da un numero di giudici pari al numero degli Stati membri (articolo 221) e consta attualmente di ventisette giudici che vengono rinnovati parzialmente ogni tre anni. Sono presieduti da un Presidente, designati dai suoi pari per un mandato di tre anni, rinnovabile. I giudici sono assistiti da otto avvocati generali, nominati per sei anni dagli Stati membri di comune accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte può riunirsi in sezioni (da tre a cinque giudici), in grande sezione (tredici giudici) o in seduta plenaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La CGCE è stata creata nel 1952 dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e assolve due funzioni principali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; verificare la compatibilità degli atti delle istituzioni europee e dei governi con i trattati; (ricorso per inadempimento, ricorso per carenza e ricorso per annullamento); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; pronunciarsi, su richiesta di un giudice nazionale, sull'interpretazione o la validità delle disposizioni del diritto comunitario (rinvio pregiudiziale). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data la congestione della corte e la durata sempre più lunga dei ricorsi, nel 1989 è stato istituito un tribunale di primo grado delle Comunità europee (TPGCE), che introduce un doppio grado di giurisdizione e consente di alleggerire il lavoro della CGCE. Nello stesso ordine di idee, dopo il trattato di Nizza è possibile creare camere specializzate secondo l'esempio del tribunale della funzione pubblica europea, operativa dal febbraio 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre in uno spirito di semplificazione e di razionalizzazione del funzionamento della Corte, il suo statuto può d'ora innanzi essere modificato dal Consiglio che delibera all'unanimità su richiesta della Corte o della Commissione. Al tempo stesso, l'approvazione del regolamento di procedura della Corte da parte del Consiglio, si effettua ormai a maggioranza qualificata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Corte dei conti europea La Corte dei conti europea, che ha sede a Lussemburgo, è composta da un cittadino di ciascuno Stato membro. I suoi membri sono nominati per sei anni (rinnovabili) con decisione del Consiglio dell'Unione europea adottata a maggioranza qualificata, previa consultazione del Parlamento europeo. La Corte dei conti esercita la sua attività in completa indipendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte controlla la legalità e la regolarità delle entrate e delle spese dell'Unione europea (e di ogni organismo creato dalla Comunità) e ne accerta la sana gestione finanziaria. Essa fornisce al Parlamento europeo e al Consiglio una dichiarazione di affidabilità relativa ai conti oltre di legalità e regolarità delle operazioni relative. Essa redige una relazione annuale, pubblicata nella Gazzetta ufficiale alla fine di ogni esercizio finanziario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base al trattato di Amsterdam, la Corte dei conti è chiamata a riferire al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ad ogni caso di irregolarità. Inoltre, il suo potere di controllo è stato esteso anche ai fondi comunitari gestiti dagli organismi esterni e dalla Banca europea per gli investimenti. Tuttavia, essa non dispone di un potere di sanzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dal trattato di Nizza&lt;/strong&gt; essa può istituire, nel suo ambito, sezioni per l'adozione di talune categorie di relazioni o di pareri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato sull'Unione europea del 1992 ha conferito alla Corte, istituita nel 1975 ed entrata in funzione nel 1977, il rango di istituzione di pieno diritto. Essa è fondata sugli articoli da 246 a 248 del trattato delle Comunità europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Parlamento europeo Il Parlamento europeo riunisce i rappresentanti dei 492 milioni di cittadini dell'Unione europea. Essi sono eletti a suffragio universale diretto dal 1979. Il Parlamento europeo conta 785 deputati, suddivisi in funzione della dimensione della popolazione degli Stati membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le funzioni principali del Parlamento europeo sono le seguenti:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• potere legislativo: il Parlamento condivide perlopiù il potere legislativo con il &lt;strong&gt;Consiglio&lt;/strong&gt; dei ministri, in particolare mediante la procedura di codecisione; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• potere finanziario: il Parlamento condivide il potere finanziario con il Consiglio, votando il bilancio annuale, rendendolo esecutivo mediante la firma del presidente del Parlamento, e controllando la sua esecuzione; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• controllo politico delle istituzioni europee, in particolare della Commissione: il Parlamento può approvare od opporsi alla designazione dei membri della Commissione ed è abilitato a rovesciare la Commissione nel suo insieme, con una mozione di censura. Con le interrogazioni scritte o orali, dirette alla Commissione e al Consiglio, esso esercita inoltre un potere di controllo sulle attività dell'Unione. Il Parlamento ha anche la possibilità di costituire commissioni temporanee e di inchiesta, i cui poteri non si limitano all'attività delle istituzioni comunitarie, ma possono anche riguardare l'azione degli Stati membri nell'attuazione delle politiche comunitarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il trattato di Amsterdam (entrato in vigore nel 1999), i poteri del Parlamento europeo si sono rafforzati, in particolare grazie al fatto che la procedura di codecisione è stata notevolmente estesa. Questa evoluzione verso un potenziamento del ruolo di colegislatore del Parlamento si è rafforzata con il trattato di Nizza (entrato in vigore nel 2003), che gli ha attribuito un diritto di ricorso davanti alla Corte di giustizia delle Comunità europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Commissioni parlamentari Analogamente a quanto successo per i parlamenti nazionali, diverse commissioni sono state poste in essere dal Parlamento europeo al fine di predisporre i lavori in seduta plenaria. I lavori legislativi più importanti del Parlamento sono svolti proprio nell'ambito delle commissioni parlamentari. All'inizio e poi a metà legislatura, i deputati europei, membri di ciascuna commissione, sono eletti in funzione della loro appartenenza politica ed esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Numero e attribuzioni delle commissioni parlamentari sono fissati dai parlamentari stessi, conformemente al regolamento interno del Parlamento europeo. Quanto alla sesta legislatura (2004-2009), si è deciso di portare a 20 il numero di commissioni permanenti specializzate, contro le 17 precedenti. Esse sono suddivise per settore (mercato interno, agricoltura, occupazione, industria, cultura, affari costituzionali e giuridici, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ove lo ritenga necessario, il Parlamento può inoltre istituire sottocommissioni, commissioni temporanee, ovvero commissioni d'inchiesta. Finora sono state costituite due commissioni di inchiesta, di cui una nel 1996 sul regime del transito comunitario e l'altra nel 1997 sull'epidemia di encefalopatia spongiforme bovina (ESB). Nel 2003 è stata costituita inoltre una commissione temporanea sul rafforzamento della sicurezza marittima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principale compito delle commissioni permanenti è di dibattere in merito alle proposte di nuove disposizioni legislative trasmesse dalla Commissione europea e di predisporre rapporti di iniziativa. Per ogni proposta legislativa o di iniziativa è designato un relatore sulla base di un accordo tra i gruppi politici che compongono il Parlamento. La sua relazione è discussa, emendata e votata in seno alla commissione parlamentare e, successivamente, è trasmessa all'assemblea plenaria, che si riunisce una volta al mese a Strasburgo per dibattere e votare sulla base della relazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai fini del voto d'investitura della Commissione europea, che spetta al Parlamento, le commissioni parlamentari sono anche il luogo in cui si svolge la preventiva audizione dei Commissari designati sul proprio settore di competenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;strong&gt; Mediatore europeo&lt;/strong&gt; La funzione del mediatore europeo è stata istituita con il trattato sull'Unione europea (Maastricht, 1992) per vegliare sull'amministrazione e la trasparenza amministrativa a livello delle istituzioni europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mediatore europeo è nominato dal Parlamento europeo, dopo ogni elezione di quest'ultimo per la durata della legislatura (cinque anni). È abilitato a ricevere le denunce di qualsiasi cittadino dell'Unione europea o di qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o che abbia la sede sociale in uno Stato membro, denunce che devono riguardare casi di cattiva amministrazione nell'operato delle istituzioni o degli organi comunitari (salvo la Corte di giustizia ed il Tribunale di primo grado). Ad esempio può trattarsi dell'assenza o del rifiuto di accesso alle informazioni, di un ritardo amministrativo ingiustificato, di un trattamento iniquo o discriminatorio o di una mancanza di trasparenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mediatore può aprire un'indagine di sua iniziativa o in seguito ad una denuncia. Le denunce possono essere trasmesse direttamente al mediatore o tramite un deputato europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualora il mediatore constati un caso di cattiva amministrazione egli ne investe l'istituzione interessata, procede alle indagini, ricerca una soluzione che possa rimuovere il problema e propone eventualmente raccomandazioni a cui l'istituzione è tenuta a rispondere entro tre mesi con un parere circonstanziato. Se l'istituzione interessata non accetta di tenere conto delle raccomandazioni proposte, non può in alcun caso imporre una soluzione. Tuttavia potrà trasmettere una relazione speciale sulla questione al Parlamento europeo affinché quest'ultimo prenda le misure necessarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mediatore presenta al Parlamento europeo una relazione annuale sulle indagini svolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Parlamenti nazionali Fin dal 1989 alcuni deputati delle commissioni competenti dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo si riuniscono semestralmente in seno alla Conferenza degli organi specializzati negli affari comunitari (COSAC).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito all'entrata in vigore del trattato di Maastricht (1993), le competenze dell'Unione europea sono state estese a settori che storicamente rientrano nella sfera di competenza nazionale, come la giustizia e gli affari interni. Per questo motivo l'importanza degli scambi tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo è stata sottolineata in una dichiarazione sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'ambito dell'Unione europea. A titolo di questa dichiarazione allegata al trattato di Maastricht, i governi nazionali sono invitati a trasmettere tempestivamente al loro parlamento rispettivo le proposte legislative della Commissione per loro informazione o per prenderle eventualmente in esame. Questa dichiarazione raccomanda anche di intensificare gli scambi di informazioni tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali per facilitare l'implicazione di questi ultimi nel processo comunitario e di consentire loro di effettuare un miglior controllo democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali è stato allegato al trattato sull'Unione europea dal trattato di Amsterdam. Esso precisa che tutti i documenti di consultazione della Commissione (Libri bianchi, Libri verdi e comunicazioni) devono essere imperativamente trasmessi ai parlamentari nazionali. Deve essere rispettato un termine di sei settimane tra la data in cui una proposta legislativa è messa a disposizione dalla Commissione al Consiglio ed al Parlamento europeo e la data in cui essa è iscritta all'ordine del giorno del Consiglio: l'obiettivo è di consentire ai parlamentari nazionali di discuterla, ove lo ritengano necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, la &lt;strong&gt;COSAC,&lt;/strong&gt; può oramai apportare qualsiasi contributo ritenuto appropriato alle istituzioni dell'Unione ed esaminare qualsiasi atto legislativo proposto in relazione ad uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia (che potrebbe avere un'incidenza diretta sui diritti e le libertà dei cittadini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Procedura del parere conforme &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La procedura del parere conforme (articolo 192 del trattato che istituisce la Comunità europea) è stata introdotta dall'Atto unico europeo (1986) e comporta che il Consiglio debba ottenere il consenso del Parlamento europeo ai fini dell'adozione di alcune decisioni che rivestono particolare importanza. Il principio del parere conforme si basa su una lettura unica. Il Parlamento può accettare o respingere una proposta ma non può modificarla. In mancanza del parere conforme, l'atto non può essere adottato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parere conforme si applica principalmente all'adesione di nuovi Stati membri (articolo 49 TCE), agli accordi di associazione e ad altri importanti accordi con paesi terzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È previsto anche per la cittadinanza, i compiti specifici affidati alla Banca centrale europea (BCE), le modifiche allo statuto del Sistema europeo di banche centrali della BCE, i fondi strutturali e di coesione, oltre alla procedura elettorale uniforme per l'elezione del Parlamento europeo (articolo 190 TCE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre il parere conforme del Parlamento europeo è richiesto anche in relazione alle sanzioni applicabili in caso di violazione grave e persistente dei diritti fondamentali da parte di uno Stato membro (articolo 7 del TUE) oltre che per una cooperazione rafforzata nel settore cui si applichi la procedura di codecisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parere conforme del Parlamento europeo è espresso con la maggioranza dei suffragi. Tuttavia la maggioranza dei membri è richiesta in due ipotesi, cioè l'adesione di uno Stato membro e la procedura elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Procedura del parere semplice (procedura di consultazione) La procedura del parere semplice (articolo 192 del trattato CE) consente al Parlamento europeo di esprimere un parere su una proposta della Commissione. Nei casi previsti dal trattato, il Consiglio consulta il Parlamento prima di decidere in merito alla proposta della Commissione ed è tenuto a prendere in debita considerazione il punto di vista del Parlamento. Il Consiglio non è tuttavia vincolato dalla posizione del Parlamento, che è soltanto tenuto a consultare. Il Parlamento deve essere nuovamente consultato nell'ipotesi in cui il Consiglio intenda apportare modifiche sostanziali alla proposta iniziale. Il potere del Parlamento in relazione a questa procedura è abbastanza limitato, giacché può solo sperare che la Commissione prenda in considerazione i suoi emendamenti in una proposta modificata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di fuori dei casi previsti dai trattati, il Consiglio si è impegnato a consultare il Parlamento anche in merito alla maggior parte delle questioni importanti: si tratta di una consultazione facoltativa. La procedura del parere semplice è utilizzata anche per atti di natura non vincolante, ovvero le raccomandazioni e i pareri del Consiglio e della Commissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Procedura di codecisione La procedura di codecisione (articolo 251 del trattato CE), introdotta dal trattato di Maastricht, conferisce al Parlamento europeo il potere di adottare una serie di atti congiuntamente con il Consiglio dell'Unione europea. Prevede una, due o tre letture e si traduce in un maggior numero di contatti tra i due colegislatori, ovvero il Parlamento e il Consiglio, moltiplicando anche i contatti con la Commissione europea. In pratica la procedura di codecisione ha rafforzato il potere legislativo del Parlamento europeo nei seguenti settori: libera circolazione dei lavoratori, diritto di stabilimento, servizi, mercato interno, istruzione (azione di incentivazione), sanità (azioni di incentivazione), consumatori, reti transeuropee (orientamenti), ambiente (programmi generali d'azione), cultura (azione di incentivazione) e ricerca (programma quadro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato di Amsterdam ha semplificato la procedura di codecisione al fine di renderla più efficace e più rapida e rafforzare il ruolo del Parlamento. La procedura è stata inoltre estesa a nuovi settori, come l'esclusione sociale, la sanità pubblica e la lotta contro le frodi lesive degli interessi finanziari della Comunità europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Parlamento deve partecipare all'esercizio del potere legislativo per rafforzare il carattere democratico dell'azione comunitaria. È per questo motivo che per ogni strumento normativo adottato a maggioranza qualificata è ipotizzabile il ricorso alla procedura di codecisione. Così, nella maggior parte dei casi alla procedura di codecisione in sede di Parlamento si accompagna il voto a maggioranza qualificata nell'ambito del Consiglio. Tuttavia in relazione ad alcune disposizioni del trattato la procedura di codecisione e l'unanimità continuano a coesistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato di Nizza ha portato ad un parziale superamento di questa situazione. La Conferenza intergovernativa, apertasi nel mese di febbraio 2000, si è pronunciata infatti a favore di un ampliamento del campo di applicazione della procedura di codecisione, nonché a favore di un parallelo e contemporaneo ampliamento del ricorso alla maggioranza qualificata in sede di Consiglio. Sono sette le disposizioni del trattato per le quali la CIG ha previsto l'introduzione del voto a maggioranza qualificata e la contestuale introduzione della procedura di codecisione: si tratta delle misure di incentivazione volte a combattere le discriminazioni, della cooperazione giudiziaria in materia civile, delle misure specifiche destinate a svolgere un ruolo di sostegno nel settore industriale, delle azioni in materia di coesione economica e sociale (al di fuori dei fondi strutturali), dello statuto dei partiti politici a livello europeo ed infine delle misure in materia di visti, asilo e immigrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Procedura di cooperazione La procedura di cooperazione (articolo 252 del trattato CE) è stata istituita dall'Atto unico europeo (1986); ha fornito al Parlamento europeo la possibilità di influire maggiormente sul processo legislativo mediante la "doppia lettura". Inizialmente il trattato di Maastricht ha ampliato notevolmente il campo di applicazione di questa procedura; successivamente il trattato di Amsterdam ha segnato un'inversione di tendenza, favorendo la procedura di codecisione (articolo 251 del trattato CE). Pertanto la procedura di cooperazione si applica oggi soltanto in relazione all'Unione economica e monetaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'avvio della procedura di cooperazione presuppone sempre una proposta della Commissione trasmessa al Consiglio e al Parlamento europeo. Nel corso della prima lettura il Parlamento esprime un parere sulla proposta della Commissione. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, adotta poi una posizione comune, che viene comunicata al Parlamento, assieme alle informazioni e alle motivazioni che hanno indotto il Consiglio ad adottare tale posizione comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fase di seconda lettura il Parlamento esamina la posizione comune ed entro un termine di tre mesi può approvare la posizione comune, proporre emendamenti o respingere la posizione comune. In queste ultime due ipotesi è previsto il voto a maggioranza assoluta dei membri che compongono il Parlamento. Qualora il Parlamento respinga la posizione comune, il Consiglio può deliberare in seconda lettura soltanto all'unanimità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto la Commissione riesamina, entro il termine di un mese, la proposta in base alla quale il Consiglio ha adottato la propria posizione comune e trasmette al Consiglio la propria proposta, che può recepire o escludere gli emendamenti proposti dal Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro il termine di tre mesi, il Consiglio può adottare la proposta riesaminata dalla Commissione deliberando a maggioranza qualificata, oppure modificare all'unanimità la proposta riesaminata oppure adottare gli emendamenti parlamentari che la Commissione non ha recepito, deliberando anche in questo caso all'unanimità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella procedura di cooperazione il Consiglio può sempre esercitare un diritto di veto rifiutando di pronunciarsi sugli emendamenti proposti dal Parlamento europeo o sulla proposta modificata della Commissione, e bloccare quindi l'iter legislativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Procedura elettorale uniforme &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato che istituisce la Comunità europea prevede che il Parlamento europeo elabori progetti volti a permettere l'elezione dei suoi membri al suffragio universale diretto, sulla base di una procedura uniforme in ciascuno Stato membro o conformemente a principi comuni. Orbene, ciò non si verifica ancora attualmente (coesistenza di liste regionali e nazionali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'interesse di una procedura siffatta è che essa consentirebbe di garantire una migliore rappresentatività delle varie tendenze politiche europee nell'ambito del Parlamento europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo numerosi dibattiti e disaccordi, il Consiglio e il Parlamento hanno finalmente trovato un'intesa su quattro punti che, ferma restando la situazione attuale, armonizzano la procedura elettorale per le elezioni europee:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il metodo di scrutinio di lista di tipo uniforme corrisponde all'elezione con il sistema proporzionale a scrutinio di lista o scrutinio uninominale preferenziale con riporto di voti (specificità irlandese); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• il voto può essere preferenziale; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• i vari collegi (nazionali o regionali) possono sussistere purché essi non incidano sul carattere proporzionale del sistema elettorale. Ad uno stadio ulteriore, occorrerà creare collegi regionali per i paesi di oltre 20 milioni di abitanti; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la soglia minima per partecipare all'attribuzione dei seggi è del 5% dei voti espressi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, le disposizioni normative relative al voto e all'elezione restano perlopiù differenziate: in particolare, le date delle elezioni, i collegi elettorali, l'applicazione del sistema proporzionale, il cumulo dei mandati, le condizioni di voto e di eleggibilità e la promozione della parità. Per quanto riguarda i collegi elettorali, gli Stati membri hanno perlopiù adottato il sistema del collegio unico (il territorio nazionale costituisce un unico collegio elettorale). Gli altri Stati membri hanno vari collegi elettorali: l'Irlanda, il Regno Unito, la Germania, l'Italia, la Grecia, il Belgio, la Polonia e la Francia che, dall'entrata in vigore della legge dell'aprile 2003, ha sostituito il collegio elettorale unico con otto collegi interregionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A lungo termine, il Parlamento intende evolvere verso un collegio unico nell'ambito dell'Unione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Statuto dei deputati europei In virtù dell'articolo 190 del trattato che istituisce la Comunità europea, il Parlamento europeo fissa lo statuto e le condizioni generali di esercizio delle funzioni dei suoi membri previo parere della Commissione e approvazione del Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata (ad eccezione del regime fiscale dei membri che richiede l'unanimità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo circa dieci anni di trattative tra il Parlamento europeo e il Consiglio, è stato finalmente approvato nel settembre 2005 un nuovo statuto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo nuovo statuto dei deputati europei pone un termine alla disparità di retribuzione dei deputati europei a seconda del loro paese di origine, prevedendo uno stipendio uniforme di 7.000 euro mensili sottoposti ad imposta comunitaria. Attualmente, i deputati europei sono infatti remunerati dai Parlamenti dei rispettivi paesi d'origine e percepiscono in genere la stessa retribuzione dei loro omologhi nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principali cambiamenti introdotti dal nuovo regime riguardano anche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• il rimborso delle spese sostenute nel quadro dell'esercizio del mandato sulla base dei costi reali e non su una base forfettaria; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• il finanziamento delle retribuzioni concesse ai deputati europei dal bilancio comunitario e non più dai bilanci nazionali; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la fissazione dell'età di pensionamento a 63 anni e la presa a carico integrale delle pensioni da parte del Parlamento europeo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• la possibilità per gli Stati membri, a complemento dell'imposta europea che sarà percepita sulla retribuzione, di applicare un tasso di imposizione conforme al regime fiscale nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo statuto entrerà in vigore il primo giorno della legislatura del Parlamento europeo che avrà inizio nel 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Statuto dei partiti politici europei Il regolamento relativo allo statuto e al finanziamento di partiti politici a livello europeo è entrato in vigore nel 2004. Esso stabilisce le condizioni necessarie al riconoscimento di un partito politico a livello europeo, riconoscimento che dà diritto al finanziamento comunitario:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• possedere la personalità giuridica nello Stato membro in cui esso ha la sede; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• essere rappresentato da membri eletti al Parlamento europeo o in assemblee legislative a livello nazionale o regionale in almeno un quarto degli Stati membri. Un'alternativa è avere ottenuto perlomeno il 3% dei suffragi espressi nelle ultime elezioni al Parlamento europeo in ciascuno di questi Stati membri (un quarto); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• rispettare i principi dell'Unione europea; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• aver partecipato alle elezioni europee o averne espresso l'intenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo statuto determina anche le condizioni necessarie per poter accedere al finanziamento comunitario (8,4 milioni di euro l'anno): pubblicazione delle spese e dei redditi annuali, dichiarazione delle fonti di finanziamento e divieto di accettare determinati doni. I fondi comunitari devono essere utilizzati per coprire le spese legate al programma politico e non possono in alcun caso servire al finanziamento dei partiti politici nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Popolare Europeo (PPE), il Partito del socialismo europeo (PSE), l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (ADLE), il Partito Verde Europeo (PVE) e il Partito della Sinistra unitaria europea (GUE) sono esempi di formazioni che si sono costituite come partiti a livello europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TRATTATO di LISBONA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, dota l'Unione europea di istituzioni moderne e di metodi di lavoro ottimizzati per rispondere in modo efficace ed efficiente alle sfide del mondo di oggi. In una realtà in rapida evoluzione, per affrontare temi quali la globalizzazione, i cambiamenti climatici, l'evoluzione demografica, la sicurezza e l'energia gli europei guardano all'UE. Il trattato di Lisbona rafforza la partecipazione democratica in Europa e la capacità dell'UE di promuovere quotidianamente gli interessi dei propri cittadini. In 50 anni l'Europa è cambiata, il mondo è cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi più che mai, in un mondo globalizzato in costante mutamento, l'Europa è chiamata ad affrontare nuove sfide. La globalizzazione dell'economia, l'evoluzione demografica, i cambiamenti climatici, l'approvvigionamento energetico, per non parlare delle nuove minacce che gravano sulla sicurezza, sono i grandi temi con i quali l'Europa del XXI secolo deve misurarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati membri non sono più in grado di affrontare da soli tutte queste nuove problematiche che non conoscono frontiere. Per farvi fronte e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini serve uno sforzo collettivo a livello europeo. Tuttavia, per poter fronteggiare queste sfide l'Europa deve modernizzarsi. Deve disporre di strumenti efficaci e coerenti che siano adatti non soltanto al funzionamento di un'Unione europea recentemente passata da 15 a 27 Stati membri, ma anche alle rapide trasformazioni del mondo attuale. Le regole di vita comune, stabilite dai trattati, vanno perciò rinnovate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È questo l'obiettivo del trattato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007. Tenendo conto delle evoluzioni politiche, economiche e sociali e volendo rispondere alle aspirazioni degli europei, i capi di Stato e di governo hanno convenuto nuove regole che disciplinano la portata e le modalità della futura azione dell'Unione. Il trattato di Lisbona consente pertanto di adeguare le istituzioni europee e i loro metodi di lavoro, di rafforzare la legittimità democratica dell'Unione e di consolidare i valori fondamentali che ne sono alla base.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato di Lisbona è frutto dei negoziati condotti dagli Stati membri all'interno di una conferenza intergovernativa, ai cui lavori hanno partecipato anche la Commissione e il Parlamento europeo. Il trattato è stato ratificato da ciascuno dei 27 paesi dell'UE. Spettava a questi ultimi definire, in base alle rispettive norme costituzionali, come procedere alla ratifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A norma dell’articolo 6 del trattato di Lisbona, il testo è entrato in vigore il 1° dicembre 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato in sintesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 1° dicembre 2009 il trattato di Lisbona è entrato in vigore, mettendo fine a diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato di Lisbona modifica il trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, senza tuttavia sostituirli. Il nuovo trattato dota l’Unione del quadro giuridico e degli strumenti necessari per far fronte alle sfide del futuro e rispondere alle aspettative dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Un’Europa più democratica e trasparente, che rafforza il ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, offre ai cittadini maggiori possibilità di far sentire la loro voce e chiarisce la ripartizione delle competenze a livello europeo e nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Un ruolo rafforzato per il Parlamento europeo: il Parlamento europeo, eletto direttamente dai cittadini dell’UE, è dotato di nuovi importanti poteri per quanto riguarda la legislazione e il bilancio dell’UE e gli accordi internazionali. In particolare, l’estensione della procedura di codecisione garantisce al Parlamento europeo una posizione di parità rispetto al Consiglio, dove sono rappresentati gli Stati membri, per la maggior parte degli atti legislativi europei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali: i parlamenti nazionali possono essere maggiormente coinvolti nell’attività dell’UE, in particolare grazie ad un nuovo meccanismo per verificare che l’Unione intervenga solo quando l’azione a livello europeo risulti più efficace (principio di sussidiarietà). Questa maggiore partecipazione, insieme al potenziamento del ruolo del Parlamento europeo, accresce la legittimità ed il funzionamento democratico dell’Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Una voce più forte per i cittadini: grazie alla cosiddetta “iniziativa popolare”, un gruppo di almeno un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri può invitare la Commissione a presentare nuove proposte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ripartizione delle competenze: la categorizzazione delle competenze consente di definire in modo più preciso i rapporti tra gli Stati membri e l’Unione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Uscita dall’Unione: per la prima volta, il trattato di Lisbona riconosce espressamente agli Stati membri la possibilità di uscire dall’Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Un’Europa più efficiente, che semplifica i suoi metodi di lavoro e le norme di voto, si dota di istituzioni più moderne e adeguate ad un’Unione a 27 e dispone di una maggiore capacità di intervenire nei settori di massima priorità per l’Unione di oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Un processo decisionale efficace ed efficiente: il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio viene esteso a nuovi ambiti politici per accelerare e rendere più efficiente il processo decisionale. A partire dal 2014, il calcolo della maggioranza qualificata si baserà sulla doppia maggioranza degli Stati membri e della popolazione, in modo da rappresentare la doppia legittimità dell’Unione. La doppia maggioranza è raggiunta quando una decisione è approvata da almeno il 55% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell'Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Un quadro istituzionale più stabile e più semplice: il trattato di Lisbona istituisce la figura del presidente del Consiglio europeo, eletto per un mandato di due anni e mezzo, introduce un legame diretto tra l’elezione del presidente della Commissione e l’esito delle elezioni europee, prevede nuove disposizioni per la futura composizione del Parlamento europeo e stabilisce norme più chiare sulla cooperazione rafforzata e sulle disposizioni finanziarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Migliorare la vita degli europei: il trattato di Lisbona migliora la capacità di azione dell’UE in diversi settori prioritari per l’Unione di oggi e per i suoi cittadini. È quanto avviene in particolare nel campo della “libertà, sicurezza e giustizia”, per affrontare problemi come la lotta al terrorismo e alla criminalità. La stessa cosa si verifica, in parte, anche in ambiti come la politica energetica, la salute pubblica, la protezione civile, i cambiamenti climatici, i servizi di interesse generale, la ricerca, lo spazio, la coesione territoriale, la politica commerciale, gli aiuti umanitari, lo sport, il turismo e la cooperazione amministrativa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Un’Europa di diritti e valori, di libertà, solidarietà e sicurezza, che promuove i valori dell’Unione, integra la Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo, prevede nuovi meccanismi di solidarietà e garantisce una migliore protezione dei cittadini europei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Valori democratici: il trattato di Lisbona precisa e rafforza i valori e gli obiettivi sui quali l'Unione si fonda. Questi valori devono servire da punto di riferimento per i cittadini europei e dimostrare quello che l’Europa può offrire ai suoi partner nel resto del mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• I diritti dei cittadini e la Carta dei diritti fondamentali: il trattato di Lisbona mantiene i diritti esistenti e ne introduce di nuovi. In particolare, garantisce le libertà e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali rendendoli giuridicamente vincolanti. Il trattato contempla diritti civili, politici, economici e sociali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Libertà dei cittadini europei: il trattato di Lisbona mantiene e rafforza le quattro libertà fondamentali, nonché la libertà politica, economica e sociale dei cittadini europei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Solidarietà tra gli Stati membri: il trattato di Lisbona dispone che l'Unione e gli Stati membri sono tenuti ad agire congiuntamente in uno spirito di solidarietà se un paese dell’UE è oggetto di un attacco terroristico o vittima di una calamità naturale o provocata dall'uomo. Pone inoltre l’accento sulla solidarietà nel settore energetico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Maggiore sicurezza per tutti: la capacità di azione dell'Unione in materia di libertà, sicurezza e giustizia viene rafforzata, consentendo di rendere più incisiva la lotta alla criminalità e al terrorismo. Anche le nuove disposizioni in materia di protezione civile, aiuti umanitari e salute pubblica contribuiscono a potenziare la capacità dell'Unione di far fronte alle minacce per la sicurezza dei cittadini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Un’Europa protagonista sulla scena internazionale, il cui ruolo viene potenziato raggruppando gli strumenti comunitari di politica estera, per quanto riguarda sia l’elaborazione che l’approvazione di nuove politiche. Il trattato di Lisbona permette all'Europa di esprimere una posizione chiara nelle relazioni con i partner a livello mondiale. Mette la potenza economica, umanitaria, politica e diplomatica dell’Europa al servizio dei suoi interessi e valori in tutto il mondo, pur rispettando gli interessi particolari degli Stati membri in politica estera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La nuova figura di alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che è anche vicepresidente della Commissione, è destinata a conferire all'azione esterna dell'UE maggiore impatto, coerenza e visibilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Un nuovo servizio europeo per l’azione esterna assiste l’alto rappresentante nell’esercizio delle sue funzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La personalità giuridica unica conferita all’Unione ne rafforza il potere negoziale, potenzia ulteriormente la sua azione in ambito internazionale e la rende un partner più visibile per i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La politica europea di sicurezza e di difesa, pur conservando dispositivi decisionali speciali, agevola la cooperazione rafforzata tra un numero ristretto di Stati membri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8025277112317506907?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/8025277112317506907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/tesina-di-marta-di-stefano-prima-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8025277112317506907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8025277112317506907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/tesina-di-marta-di-stefano-prima-parte.html' title='Tesina di Marta Di Stefano - Prima parte'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2565805290781804406</id><published>2011-01-20T18:51:00.000+01:00</published><updated>2011-01-20T18:51:10.510+01:00</updated><title type='text'>La Lingua dei segni .  Tesina di Gabriella Grioli ( prima parte )</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;LA LINGUA DEI SEGNI &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La lingua dei segni&lt;/strong&gt; non è una forma abbreviata di italiano, una mimica, un qualche codice morse o braille, un semplice alfabeto manuale o un supporto all’espressione della lingua parlata, ma una lingua con proprie regole grammaticali, sintattiche, morfologiche e lessicali. Si è evoluta naturalmente, come tutte le lingue, con una struttura molto diversa dalle lingue vocali, più comunemente conosciute, che utilizza sia componenti manuali (es. la configurazione, la posizione, il movimento delle mani) che non-manuali, quali l’espressione facciale, la postura, ecc. Ha meccanismi di dinamica evolutiva e di variazione nello spazio (i “dialetti”), e rappresenta un importante strumento di trasmissione culturale. È una lingua che viaggia sul canale visivo-gestuale, integro nelle persone sorde, e ciò consente loro pari opportunità di accesso alla comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La&lt;strong&gt; LIS (Lingua dei Segni Italiana)&lt;/strong&gt; è una delle tante lingue dei segni diffuse nel mondo su cui esiste ormai una considerevole letteratura, ma che stenta a trovare riconoscimenti e spazi, non solo giuridici, ma nello stesso immaginario collettivo. Questo sia in virtù dell'inferiorità di status che il gesto ha assunto rispetto alla parola nel sistema concettuale occidentale, sia perché non viene "trattata" da lingua ma come oggetto rispetto al quale assumere posizioni pro o contro. I segni raccontano: relazioni che dimostrano come la LIS non sia solo la lingua "delle persone sorde", ma rappresenti una dimensione preziosa in contesti complessi e diversificati: comunicazione, supporto didattico, risorsa per l'integrazione e per l'accessibilità, strumento di lavoro per molteplici professionalità. Questo libro, nato da una selezione delle ricerche, esperienze, proposte e sperimentazioni presentate in occasione del 3° Convegno sulla Lingua dei Segni Italiana, racconta di una lingua che è parte della vita di molte persone sorde e udenti e, proponendosi come strumento di lavoro per chi si occupa a diverso titolo di sordità, lingua dei segni e comunicazione, si dipana intorno a quattro tematiche: i profili professionali in evoluzione; la LIS come risorsa; le esperienze di bilinguismo e integrazione; i diritti, i servizi e l'accessibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può essere capitato di vedere persone sorde che usano le mani muovendole nell’aria. Non stanno cacciando le mosche, ma stanno comunicando tra loro: quei movimenti sono parole, affermazioni, insomma sono dei discorsi. Concetto comune tra gli udenti è che la comunicazione dei sordi sia diversa dall’italiano, considerandola una comunicazione povera, inferiore, poco adatta ad un’informazione colta; che non si tratti cioè di una lingua. Non è così. Quelli che usano i sordi non sono gesti e mimica, si tratta di segni, con una precisa grammatica, con regole per la declinazione dei verbi. Dunque si tratta effettivamente di una lingua. Un mimo può indicare una mela ma non può mimare la data di nascita o un altro carattere astratto; con la lingua dei segni si può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente l’Uomo, per stabilire una comunicazione, fa uso della voce e, con essa, di una lingua, anche attraverso una forma scritta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della voce e della scrittura, si è detto che la persona fa uso anche di altri segnali, come le immagini, le espressioni, i gesti ed i segni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando una persona ha un deficit in qualcuno dei cinque sensi deve per forza di cose fare affidamento a quelli che ha. La lingua dei segni è preziosissima per i sordi, che naturalmente accrescono la loro capacità ottica, acquisendo anche una maggiore memoria visiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i sistemi non verbali, l’espressione od il gesto da soli non sono sufficienti perché possono trasmettere solo termini concreti, come cose od animali, e non astratti, come numeri o verbi. Lo stesso dicasi, ovviamente, per la mimica che è l’unione delle due forme. Al linguaggio usiamo dare anche significati più ampi quando parliamo di “linguaggio degli animali”, o “dell’arte”, “delle piante”, “medico”, “burocratico” e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando i gesti divengono simbolo, ecco che si parla di segni e, più propriamente di lingua dei segni. Tale lingua non può prescindere però dalle espressioni facciali, che ne fanno comunque parte integrante della grammatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunicazione verbale si esprime attraverso segnali che esprimono esternamente il pensiero, facendo perno sull’intelligenza del ricevente. Si distingue tra il “significato” ed il “significante”: il primo è il concetto in sé di quello che si vuole esprimere, mentre il secondo è la forma di espressione, come suoni o segni che servono ad esprimerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si effettua anche una “selezione” e “combinazione” delle parole da usare, sicché l’emittente (cioè chi esprime il concetto) manda al ricevente (colui al quale è destinato) un concetto (“referente”) attraverso un “messaggio” . Infine, altri due elementi sono indispensabili: il “codice”, cioè la forma in cui ci si esprime, come la lingua, ed il “canale”, cioè il modo, come la voce od il segno esistono codici anche non linguistici, come le espressioni o simboli convenzionali, spesso usati nei fumetti; significati diversi a seconda della disposizione delle penne sulla testa dei capi indiani ; i significati delle diverse posizioni delle bandierine per i marinai &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quanto finora detto riguardo la comunicazione si ritrova anche nella lingua .ei segni usata dai sordi, anche con maggiori possibilità di comprensione. Infatti, a differenza degli udenti, le diverse comunità sorde del mondo hanno forme linguistiche diverse ma hanno in comune la grammatica ed altri parametri &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il termine “sordomuto” è relativamente recente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è vero che un sordo dalla nascita debba per forza essere muto: l’apparato vocale è indipendente da quello uditivo. In ogni caso ambedue possono leggere e scrivere e quindi comunicare con le altre persone normodotate e farsi una cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A rendersi conto di ciò sembra essere stato per primo&lt;strong&gt; Rodolfo Agricola (1443-1485&lt;/strong&gt;) che se ne meravigliò, ma la convinzione che i sordi fossero incapaci di ricevere un’istruzione non verrà messa in dubbio fino al XVII secolo. In Italia, invece, bisognerà aspettare il 1923 perché sia riconosciuto loro tale diritto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo ad affermare in modo esplicito che era possibile educare i sordi fu il medico italiano &lt;strong&gt;Girolamo Cardano (1501-1576)&lt;/strong&gt; che sembra avesse anche elaborato un codice per l'insegnamento che purtroppo non sviluppò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino alla fine del Settecento si trattava di un’educazione individuale, riservata ai figli di famiglie abbienti però, come i testi pubblicati stanno a dimostrare, il metodo di insegnamento consisteva in quello che si è poi definito “metodo orale”, che consisteva nel favorire l’uso della parola. Una&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una svolta venne con &lt;strong&gt;l’abate de l’Epée (1712-1789)&lt;/strong&gt; che arrivò a fondare, nel 1760 a Parigi, la prima scuola per sordomuti. Proprio nella sua scuola, il de l’Epée si accorse che i suoi allievi usavano tra loro dei segni spontanei. Ne rimase colpito e cominciò a codificare tali segni. Ogni anno organizzava delle pubbliche prove del livello culturale cui i suoi allievi potevano arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti d’America il metodo si radicò grazie a &lt;strong&gt;Thomas Hopkins Gallaudet&lt;/strong&gt; , religioso del Connecticut, che venne in Europa alla scuola parigina e che, grazie all’aiuto di un sordo della stessa, divenuto educatore, Laurent Clerc , fondò nel 1817 ad Hartford la prima scuola americana per sordi e suo figlio &lt;strong&gt;Edward nel 1864 fonderà il Gallaudet College a Washington&lt;/strong&gt;, destinato poi ad avere unita una università, ancora oggi unica al mondo del suo genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Europa, si ebbero alcuni sviluppi grazie a studiosi quali &lt;strong&gt;Jean-Marc Itard&lt;/strong&gt;, che può essere considerato il precursore di molte tecniche rieducative per bambini ritardati e la sua eredità sarà poi raccolta anche da &lt;strong&gt;Maria Montessori&lt;/strong&gt;. Lui, che era stato un convinto sostenitore del metodo orale, negli ultimi anni della sua vita cambiò radicalmente parere, ritenendo che ogni rieducazione al linguaggio verbale doveva essere preceduta ed accompagnata dall’uso dei segni. Nella prima metà dell’Ottocento sono noti i nomi di alcune persone sorde, spesso insegnanti loro stessi, che scrivono su problemi ed argomenti relativi ai sordi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa ebbe una battuta d’arresto nel 1880 a seguito di un Congresso internazionale tenutosi a Milano dove, contro il parere della parte favorevole alla lingua dei segni, di tutti i sordi presenti e di udenti stranieri come alcuni osservatori americani (Gallaudet e Penn), si arrivò alla conclusione di proibire in maniera assoluta negli istituti tale tecnica e di favorire esclusivamente il metodo orale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conseguenze furono nefaste per le comunità sorde europee ed ancora oggi la mentalità in proposito continua ad elaborare metodi sempre più dannosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In America invece si progredì sempre più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dagli anni ’60 del Novecento, lo studioso &lt;strong&gt;William Stokoe&lt;/strong&gt; decise di studiare questa forma di comunicazione con gli stessi strumenti linguistici degli studi sulle lingue esotiche. Egli ritrovò nella &lt;strong&gt;ASL (American Sign Language)&lt;/strong&gt; una struttura per molti versi simile a quella delle lingue vocali, soddisfacendo a bisogni cognitivi, comunicativi ed espressivi di una comunità umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stokoe fu il primo formare un dizionario della lingua dei segni americana, dimostrando che anche tra i sordi c’è cultura e tradizioni in racconti e poesie, nonché un bagaglio di conoscenze da tramandare di generazione in generazione. Col suo lavoro rese i sordi consapevoli di possedere una vera e propria lingua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1979 i ricercatori dell’Istituto di Psicologia del CNR hanno iniziato ad interessarsi al problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1995, a Trieste, si è tenuto il primo convegno nazionale della LIS, cui hanno partecipato sordi e udenti anche di altri paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a qualche anno fa la LIS non aveva nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’istituto del CNR ha scelto invece “lingua dei segni” per almeno quattro motivi: innanzitutto si tratta di una vera e propria lingua e non di un semplice linguaggio; per avere un’equivalenza con le definizioni che si usano in altri paesi del mondo; perché i termini di “mimica” e “gestuale” può perpetuare l’equivoco di confonderla coi gesti usati dagli udenti; infine non ha fatto altro che recuperare la denominazione data dal Carbonieri nel 1858, prima dell’ostracismo del congresso del 1880.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente in Italia i sordi sono circa 70 mila, compresi tutti quelli che lo sono dalla nascita, quelli che lo sono diventati prima di imparare a parlare e quelli che invece lo sono da dopo. Una risoluzione del Parlamento europeo del 1988 ha invitato tutti i paesi al riconoscimento delle lingue&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa della proibizione dell’uso di una lingua dei segni nazionale voluta nel congresso del 1880, sono nate spontaneamente lingue, o se vogliamo dialetti, nelle diverse comunità sorde, non solo regionali ma anche più di una all’interno della stessa città, a seconda dell’istituto di appartenenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esigenza moderna di una &lt;strong&gt;lingua nazionale dei sordi (L.I.S.)&lt;/strong&gt; non esclude però che sopravvivano questi dialetti, naturalmente più ricchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dei segni come lingue riconosciute tali, ma l’Italia, ancora oggi, non ha recepito l’indicazione comunitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La LIS ha sue specifiche regole, sia lessicali che grammaticali che sfruttano potenzialità spaziali, ben diverse dall’italiano vocale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le differenze derivano in parte dal diverso canale di comunicazione utilizzato: quello visivo-gestuale, diverso dunque da quello acustico-vocale. Benché si pensi sempre alla lingua dei segni come espressa unicamente con le mani, ad essa appartengono anche tutti quei movimenti non-manuali che le accompagnano, come quelli del corpo e dell’espressione, cioè degli occhi, del capo, delle spalle, della bocca. Ai segni si accompagnano le forme grammaticali specifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la Lis ha la sua fonetica. Essa è costituita da cinque parametri: la configurazione (cioè la postura delle mani), il luogo (lo spazio dove il segno si esprime), il movimento (assunto dalle mani), l’orientamento (la direzione assunta dalle mani), l’espressione (delle parti della testa e la postura del corpo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una forma di lingua dei segni è data dalla Dattilologia, che abbina un segno ad ogni lettera dell’alfabeto. Molto diffusa nella lingua dei segni americana, da noi è usata raramente, solo per parole difficili, nuove o straniere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2565805290781804406?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/2565805290781804406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/la-lingua-dei-segni-tesina-di-gabriella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2565805290781804406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2565805290781804406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/la-lingua-dei-segni-tesina-di-gabriella.html' title='La Lingua dei segni .  Tesina di Gabriella Grioli ( prima parte )'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5924816876488035258</id><published>2011-01-19T09:33:00.000+01:00</published><updated>2011-01-19T09:33:39.828+01:00</updated><title type='text'>Attendo l'invio delle tesine</title><content type='html'>Per chi ancora non ha consegnato le tesine le invii a questo indirizzo mail:&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:danieladegiorgi@hotmail.it"&gt;danieladegiorgi@hotmail.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie .Ci vediamo per gli esami il 27/1/2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5924816876488035258?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/5924816876488035258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/attendo-linvio-delle-tesine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5924816876488035258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5924816876488035258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/attendo-linvio-delle-tesine.html' title='Attendo l&apos;invio delle tesine'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5582774173571766886</id><published>2011-01-16T17:39:00.005+01:00</published><updated>2011-01-17T18:01:40.702+01:00</updated><title type='text'>Lezione n.5. Identità e comunità - Alain de Benoist</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Identità individuali e identità collettive&lt;/span&gt; sono indissolubilmente legate.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L'alterità è il necessario complemento dell'identità.&lt;/strong&gt; Le identità si costruiscono tramite l'interazione sociale, non esiste identità fuori dall'uso che se ne fà in rapporto con gli altri.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche&lt;strong&gt; una identità etnica &lt;/strong&gt;non è solo endogena, ma si costruisce tramite le categorizzazioni che fanno gli altri e l'identificazione con il proprio gruppo di appartenenza.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;strong&gt;L'identità è&amp;nbsp;dialogena.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L'etnopsicologia studia le identità collettive legate ad un radicamento sul territorio di cui l'&lt;span style="font-size: large;"&gt;etnia&lt;/span&gt; è la forma originaria. Questa tipo di identità collettiva viene denominato &lt;span style="font-size: large;"&gt;etnotipo.&lt;/span&gt; L'etnotipo "risulta" da un "&lt;span style="font-size: large;"&gt;sistema di significati&lt;/span&gt; "&amp;nbsp;(&amp;nbsp;politici,economici,ideologici), che sono in relazione dialettica con l'ambiente e con l'identità di altri gruppi.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L' etnotipo è solo un "&lt;span style="font-size: large;"&gt;idealtipo&lt;/span&gt;" che può essere studiato in maniera sistematica come "struttura in trasformazione". La propria "cultura di appartenenza" è la mediazione simbolica tra il &amp;nbsp;gruppo e gli altri, lo spazio entro cui si inseriscono le identità individuali , le prassi sociali e quindi il modo di vedere, di sentire, di agire&amp;nbsp;dei vari componenti&amp;nbsp;.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L'identità è in continua trasformazione ed ha molti risvolti perchè è multidimensionale. Max Weber parlava &amp;nbsp;di " politeismo di valori " . Ognuno di noi ha molteplici appartenenze : linguistiche,culturali,nazionali,politiche,professionali,sessuali,ecc. che a volta sono anche inconciliabili&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Identità e appartenenza non sono sinonimi, l'identità non si riduce all'appartenenza.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; Difatti le scelte di appartenenza sono paragonabili ai dilemmi morali, si propongono quando due o più componenti identitarie entrano in conflitto. Il fenomeno della doppia fedeltà, tripla... (appartenenza familiare,&amp;nbsp;appartenenza nazionale, appartenenza politica o ideologica), possono nascere dei conflitti di valore, e a quel punto quale parte della nostra identità prevarrà ?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Risoluzione del conflitto in termini di " Prossimità "&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1°&amp;nbsp; PROSSIMITA'&amp;nbsp; NATURALE&amp;nbsp; EREDITATA&amp;nbsp; : la famiglia, il popolo, la etnia, la nazione, la cittadinanza, ecc&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2°&amp;nbsp; PROSSIMITA'&amp;nbsp; IDEOLOGICA&amp;nbsp; ELETTIVA : intellettuale, politica, filosofica,relisiosa.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Es: se sono italiano e&amp;nbsp;cristiano mi sento più vivino ad un italiano non cristiano, magari ateo o ad un cristiano asiatico od africano ? E se sono donna e&amp;nbsp;comunista , mi sento più vicina ad un uomo comunista o ad una donna di destra ? La risposta dipende da quale gruppo ci sentiamo più vicini. Il quesito è : a chi mi sento più vicino?&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3°&amp;nbsp; NOZIONE DI MEMORIA :L'identità presuppone memoria, sia nell'uso individuale che collettivo.&lt;/strong&gt;( famoso tema del dovere della memoria ) &lt;strong&gt;La memoria non va confusa con la nostalgia, che idealizza il passato, non implica la memoria, perchè il passato nella nostalgia è idealizzzato e quindi visto come perfetto.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La memoria non è statica considera il presente,il passato e il futuro come continui.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Differenza tra memoria e storia &lt;/span&gt;: La memoria diventa abusiva quando, facendosi militante , pretende di render conto della verità storica tout- court, mentre è una ricostruzione assolutamente soggettiva del ricordo collettivo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ogni approccio alla storia in termini di memoria è inevitabilmente soggettivo. La memoria non è mai integrale, filtra, seleziona, sceglie quanto a suo parere merita di essere trattenuto e trasmesso. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E' tanto memoria che oblio, tanto trasmissione che occultamento.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anche la&lt;span style="font-size: large;"&gt; tradizione&lt;/span&gt; procede nello stesso modo. Anche nella tradizione sono le scelte soggettive del narratore identitario a decidere cosa si eredita.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La storia è&amp;nbsp;un tutto che la memoria passa al vaglio trattenendo quello che è conforme all'idea del passato e all'immagine che intende dare al futuro. La cernita che compie la memoria nella storia , si tratti di storia reale, idealizzata o fantomatica, è soltanto un&lt;span style="font-size: large;"&gt; rilevatore di preferenze&lt;/span&gt;.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La stessa variabilità soggettiva si ritrova nella &lt;span style="font-size: large;"&gt;ricerca delle origini&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5582774173571766886?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/5582774173571766886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n5-identita-e-comunita-alain-de.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5582774173571766886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5582774173571766886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n5-identita-e-comunita-alain-de.html' title='Lezione n.5. Identità e comunità - Alain de Benoist'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4101995084586997594</id><published>2011-01-16T16:53:00.001+01:00</published><updated>2011-01-16T16:59:51.034+01:00</updated><title type='text'>Sussidiarietà - Cosa significa ?</title><content type='html'>&lt;span class="Articolo"&gt;"Quello della sussidiarietà &lt;strong&gt;è un principio di filosofia politica&lt;/strong&gt; da tempo presente nella tradizione di pensiero della&lt;strong&gt; dottrina sociale della Chiesa cattolica,&lt;/strong&gt; di recente acquisizione nell'ambito &lt;strong&gt;dell'ordinamento comunitario e, da ultimo, nel diritto interno .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Articolo"&gt;Nasce nell'800 e viene esplicitata da un lato negli scritti di &lt;strong&gt;Proudhon ("la capacità politica della classe operaia")&lt;/strong&gt; e dall'altro, appunto,&amp;nbsp;nella &lt;strong&gt;dottrina sociale della Chiesa.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con l'enciclica di Pio XI del 1931&amp;nbsp;, nelle Encicliche successive – Mater et Magistra del 1961, Pacem in terris del 1963 e, da ultimo, Centesimus Annus del 1991 , altresì nella nota pastorale della "Commissione ecclesiale Giustizia e Pace" del 1995, il principio di sussidiarietà&amp;nbsp;riceve una sua sistemazione teorica, divenendo uno degli assi portanti dall'azione sociale della chiesa cattolica, tesa a valorizzare il ruolo delle società intermedie, quali la famiglia e le confessioni religiose rispetto allo stato, liberale e laico. &lt;br /&gt;A partire &lt;strong&gt;dalla seconda metà del XX secolo&lt;/strong&gt;, si è avuta una trasformazione del principio da un piano strettamente politico-filosofico a uno più propriamente giuridico. &lt;br /&gt;&lt;span class="Articolo"&gt;&lt;strong&gt;"Il significato essenziale della sussidiarietà risiede nell'idea che una società, un'organizzazione o un'istituzione di ordine superiore a un'altra, non debba interferire nell'attività di quest'ultima, a essa inferiore, limitandola nelle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità, e aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune."&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Articolo"&gt;Vale altresì la seguente &lt;span style="font-size: large;"&gt;definizione analitica&lt;/span&gt;: "&lt;strong&gt;Si dice principio di sussidiarietà quel criterio in base al quale un tipo di azione (o una specifica azione) spetta prioritariamente ad un determinato soggetto di livello inferiore rispetto ad un altro e può essere svolto in tutto o in parte da un altro soggetto, al posto o ad integrazione del primo, se e solo il risultato di tale sostituzione, è migliore (o si prevede migliore) di quello che si avrebbe o si è avuto senza tale sostituzione".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Articolo"&gt;Da questa definizione si ricava un'ulteriore caratteristica della &lt;strong&gt;sussidiarietà&lt;/strong&gt;, e cioè &lt;strong&gt;che essa ha un significato procedurale e non sostanziale,&lt;/strong&gt; nel senso che &lt;strong&gt;non si può dire una volta per tutte che cos'è la sussidiarietà&lt;/strong&gt;, ma si possono semplicemente predisporre delle regole che ne guidino, di volta in volta, l'accertamento. &lt;strong&gt;Si può altresì qualificare il principio di sussidiarietà come principio relazionale&lt;/strong&gt;, in quanto avente a oggetto i rapporti tra entità diverse: tra i diversi livelli territoriali di Governo; tra gli enti territoriali e gli enti funzionali; tra la statualità e la società civile. I rapporti, poi, si vengono a caratterizzare sulla base della "decisione di preferenza", che agisce in favore dell'ambito più vicino agli interessati; salvo questo non si rivelasse inadeguato e allora verrebbe a giustificarsi l'intervento dell'ambito meno vicino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il principio di sussidiarietà può promanare dal basso verso l'alto.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Consiste nel fare svolgere all'ente gerarchicamente inferiore tutte le funzioni e i compiti di cui esso è capace, lasciando all'ente sovraordinato la possibilità di intervenire per surrogarne l'attività, laddove le risorse e le capacità dell'ente sottordinato non consentano di raggiungere pienamente e con efficacia ed efficienza la soddisfazione di un interesse o l'effettuazione di un servizio. &lt;br /&gt;E' questo il caso del rapporto che può intercorrere tra comuni, province, regioni e Stato nazionale ad esempio in un &lt;strong&gt;ordinamento federale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E' il tipo di sussidiarietà che caratterizza la legge Bassanini e quella che riforma gli ordinamenti locali. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ma il principio di sussidiarietà viene applicato anche quando si verifica la supplenza dello Stato sovranazionale, (esempio &lt;strong&gt;Unione Europea&lt;/strong&gt;). Ovvero l'intervento di un organismo più importante quando agisce, in caso di carenza di quello a più diretto contatto con la comunità, quale lo Stato nazionale. Oppure nel caso delle regioni, per supplire alla debolezza di quello inferiore ( province e comuni )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4101995084586997594?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/4101995084586997594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/sussidiarieta-cosa-significa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4101995084586997594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4101995084586997594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/sussidiarieta-cosa-significa.html' title='Sussidiarietà - Cosa significa ?'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-3429724062337252735</id><published>2011-01-11T21:30:00.128+01:00</published><updated>2011-01-16T14:27:24.575+01:00</updated><title type='text'>lezione n.4 " Identità e Comunità"  di Alain de Benoist</title><content type='html'>&lt;strong&gt;GRUPPI IDENTITARI&amp;nbsp; E MARCATORI SOCIALI : NUOVI PARADIGMI SOCIOLOGICI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I gruppi identitari si suddividono in 4 grandi categorie:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1°&amp;nbsp; GRUPPI CULTURALI&lt;/strong&gt; : regionalismi, autonomismi vari, popolazioni a rischio, minoranze religiose, etniche, gruppi di attribuzione, gruppi volontari, lobbies, gruppi religiosi&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2°&amp;nbsp;&amp;nbsp;GRUPPI DI ATTRIBUZIONE O DI IMPUTAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3°&amp;nbsp; GRUPPI VOLONTARI O LOBBIES&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4°&amp;nbsp; GRUPPI RELIGIOSI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il fattore centrale dell'esistenza di questi gruppi è &lt;span style="color: black; font-size: large;"&gt;l'Identificazione reciproca&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si caratterizzano difatti intorno a dei &lt;span style="font-size: large;"&gt;marcatori sociali&lt;/span&gt; che li definiscono, in cui si riconoscono e che&amp;nbsp;rappresentano la motivazione stessa&amp;nbsp; del loro essere raggruppati insieme.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;I MARCATORI SOCIALI DI QUESTI GRUPPI&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; : li possiamo riconoscere dalle &lt;strong&gt;attese sociali&lt;/strong&gt; rispetto ai&lt;strong&gt; comportamenti degli appartenenti al gruppo&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;la presunzione di sapere come&amp;nbsp;gli individui legati al gruppo uniformemente&amp;nbsp;pensano, agiscono, si comportano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I marcatori sociali&lt;/strong&gt; hanno una dimensione &lt;strong&gt;soggettiva e oggettiva&lt;/strong&gt;. Creati dal gruppo stesso o attribuiti dall’esterno in modo ostile o benevolo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'atteggiamento del gruppo è cercare di trasformare i marcatori sociali ostili in positivi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo tenderà a egemonizzare anche i marcatori sociali ostili e a trasformarli in marcatori positivi.( vedi : gli &lt;strong&gt;omosessuali&lt;/strong&gt; con "&amp;nbsp;&lt;strong&gt;orgoglio gay&lt;/strong&gt;," &lt;strong&gt;i neri americani&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;"nero è bello&lt;/strong&gt;", &lt;strong&gt;anoressia&lt;/strong&gt; resa desiderabile con "&lt;strong&gt;ano è bello&lt;/strong&gt;", ecc)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;strong&gt; marcatori sociali non variano&lt;/strong&gt;, varia &amp;nbsp;&lt;strong&gt;IL SIGNIFICATO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che il gruppo attribuisce ai valori a &amp;nbsp;loro attribuiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Etnico&lt;/strong&gt; "ora" &lt;strong&gt;&amp;nbsp;è" bello e interessante"&lt;/strong&gt;, questo&amp;nbsp;è un &lt;strong&gt;marcatore sociale&lt;/strong&gt;, in passato l’etnicità non aveva un&amp;nbsp;valore politico o esistenziale,ma&amp;nbsp;squisitamente bio-antropologico. &lt;strong&gt;Oggi è anche "culturale",&amp;nbsp;diviene fattore di differenziazione sociale e di categorie legate all’azione politica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo questa osservazione si è arrivati a valutare un&lt;span style="font-size: large;"&gt; nuovo&lt;strong&gt; paradigma sociale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; secondo cui :&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;1°&lt;/strong&gt; nelle società moderne &lt;strong&gt;sopravvivono&amp;nbsp;fedeltà alle comunità di origine&lt;/strong&gt;,&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2°&lt;/strong&gt; le società tradizionali sono &lt;strong&gt;eterogenee.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Queste due acquisizioni portano a rettificare due idee tramandate nel tempo: quella secondo cui i gruppi etnici costituiscono comunità omogenee e quella secondo cui i gruppi etnici sono destinati a scomparire con la modernizzazione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quindi le comunità etniche non costituiscono comunità omogenee,e non tendono a scomparire con la modernizzazione. &lt;br /&gt;Si svela un&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;nuovo paradigma per le scienze sociali&lt;/span&gt; che consiste nelle fedeltà comunitarie all’interno delle società moderne e sulla eterogeneità delle società tradizionali.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2°&amp;nbsp; GRUPPI DI INTERESSE: I gruppi di interesse si possono costituire senza che ci sia tra i membri un’identificazione reciproca, basta condividere lo stesso interesse strumentale insieme.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I gruppi di interesse non vanno confusi con i gruppi identitari&lt;/strong&gt;. Questi si possono creare senza che tra i membri vi sia una sorta di identificazione reciproca. Basta condividere un interesse strumentale&amp;nbsp;con gli altri membri del gruppo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La differenza tra i gruppi identitari e i gruppi di interesse è grande&lt;/strong&gt;, anche i gruppi identitari cercheranno di difendere i loro interessi, e lo fanno il più delle volte, ma questa attività è conseguenza dell’esistenza del gruppo, non è il suo motivo d’essere &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;I paradigmi di differenza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; :La politica dei gruppi identitari si lega a quello che le persone sono , mentre nei gruppi di interesse a quello che le persone vogliono.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;strong&gt;democrazie liberali contemporanee&lt;/strong&gt; vivono la presenza e il riapparire dei gruppi identitari come una &lt;strong&gt;sorta di minaccia&lt;/strong&gt;, pensavano di aver superato le fasi comunitarie, le relazioni organiche, viste come si è detto prima, " limitanti" rispetto alla libertà individuale.Vivono spesso in maniera ostile questi gruppi, mentre ammettono e a volte favoriscono, senza difficoltà , i gruppi di interesse.Avvertono la natura dei gruppi di interesse pacifica,mentre quella dei gruppi identitari come conflittuale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ricordano che gli interessi sono sempre negoziabili, i valori no. Per questo viene posto maggiormente l'accenno sui difetti, a volte anche reali di queste comunità, e ne presentano spesso solo&amp;nbsp;l'immagine patologica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le domande identitarie sono quindi trattate come fenomeno “reazionario” irrazionale&lt;/strong&gt;, una forma di ritorno al passato. Tentativi di sottrarsi ad una legge comune,tentativi di creare uno &lt;strong&gt;Stato nello Stato&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si danno per legittime le identità elettive a scapito delle identità ereditate.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il rifiuto di riconoscere le identità è stato molto marcato&amp;nbsp; nella tradizione "&amp;nbsp;Repubblicana " del giacobismo francese,&amp;nbsp;le differenze collettive&amp;nbsp;venivano tutte collocate nella sfera del privato. La Nazione è stata ridefinita come uno spazio postcomunitario, ossia uno spazio politico fondato sul principio normativo&amp;nbsp;dell'omogeneità culturale ed etnica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nello stesso momento, la nozione di cittadinanza viene portata ad un livello universale (privata quindi del sbstrato specifico)&amp;nbsp; . Implica una tabula rasa, ogni particolarismo equivale ad un tentativo di secessione. Essere repubblicano significa rifiutare le differenze,o rifiutare, se esistono, il loro riconoscimento pubblico. Si antepongono&amp;nbsp; le somiglianze alle differenze.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Montesquieu :&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;quello che definisco virtù nella Repubblica è l’amore della patria, cioè l’amore dell’uguaglianza!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tocqueville:la libertà presuppone anzitutto la possibilità e l’accettazione della differenza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le accuse attuali contro la nostra società, denunciano lo stesso problema, la problematica è sempre stata posta.&lt;strong&gt; Si può conciliare parità di diritti e diritto alla libertà&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;?&lt;/strong&gt; Spesso sotto le sembianze dell’uguaglianza, dissimuliamo un profondo desiderio di uniformità, che non è senza pericoli. Si resiste difficilmente alla tentazione di voler cancellare le differenze tra la nostra cultura e tutte le altre, ridurre l’altro ad essere una parte di noi. La denuncia attuale della rivendicazione identitaria, fatta in nome della Repubblica o dalle esigenze della globalizzazione , non fa che riprendere il discorso &lt;strong&gt;assimilazionista giacobino&lt;/strong&gt;, che considerava la volontà di salvaguardare le differenze e le identità tradizionali come un rifiuto del “progresso” L’appartenza ai valori repubblicani deve prevalere sulle altre appartenenze. Si tratta di eliminare le differenze e le identità sociali e culturali reali per porre al di sopra di tutto un’appartenenza alla nazione, assimilando i valori repubblicani a valori universali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea ricorrente secondo cui le differenze e il riconoscimento delle stesse costituirebbero fonte di conflitto, fa il palio con quella che anche le somiglianze possono produrre conflitto. ( rivalità mimetica ) La somiglianza acuisce le differenze (voglia di distinguersi,di opporsi, di essere se stessi )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storicamente si è notato che il rifiuto del riconoscimento provoca aggressività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I fautori dell’idea repubblicana sostengono che se una società riconosce le differenze non può più mettere in pratica la nozione di interesse generale o di bene comune&lt;/strong&gt;. Un esempio opposto: gli Stati Uniti che pur&amp;nbsp;avendo riconosciuto comunità diverse non ha visto&amp;nbsp;intaccarsi il patriottismo americano.. E’ la neutralità delle società liberali a spingere i gruppi ad affermarsi e a non riconoscere altro al di fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci vuole una politica di riconoscimento delle differenze , associata ad una estensione della partecipazione democratica e alla rinascita della nozione di cittadinanza fondata sul principio della sussidiarietà.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’esistenza di gruppi identitari non è incompatibile con la democrazia. La democrazia riconosce l’uguaglianza POLITICA dei cittadini, non nega le loro particolarietà, fino a che le differenze restano compatibili con la legge comune. La diversità non è estranea alla cittadinanza, e la cittadinanza non è sinonimo di uniformità.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-3429724062337252735?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/3429724062337252735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n4-identita-e-comunita-di-alain.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3429724062337252735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3429724062337252735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n4-identita-e-comunita-di-alain.html' title='lezione n.4 &quot; Identità e Comunità&quot;  di Alain de Benoist'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1421352295862350118</id><published>2011-01-11T16:29:00.001+01:00</published><updated>2011-01-11T21:11:37.019+01:00</updated><title type='text'>Lezione n.3 - Identità e comunità - di Alain de Benoist</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;strong&gt;Sull' &lt;span style="font-size: large;"&gt;Identità&lt;/span&gt; due punti di vista :&amp;nbsp; &lt;span style="font-size: large;"&gt;Il Liberalismo e il Comunitarismo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Il liberalismo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;mette al&lt;strong&gt; primo posto l’individuo&lt;/strong&gt; che viene considerato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;una monade libera&lt;/strong&gt;. I fatti sociali nascono dalla interazione tra individui.&lt;strong&gt;Il liberalismo attribuisce diritti uguali agli individui&lt;/strong&gt; che sono rappresentanti di una umanità indifferenziata. &lt;strong&gt;L’individuo in quanto tale è titolare di diritti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In opposizione al liberalismo si colloca il punto di vista del&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;comunitarismo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;.secondo cui l’uomo è un animale sociale, l’individuo non può esistere se non in società. E’ un essere-in-relazione,membro di una comunità particolare,politica,culturale,religiosa.&lt;br /&gt;Esiste per ogni individuo un orizzonte di valori in cui è sempre inserito, in un campo culturale e storico-sociale.&amp;nbsp;E' dentro questo contesto che l'uomo&amp;nbsp;giudica se stesso. Sin dalla nascita siamo situati, siamo obbligati a tenerne conto anche solo per allontanarcene. Questo ci porta ad una coscienza riflessiva e ci fa interrogare sul valore delle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sinonimi di questa condizione le cosidette&amp;nbsp;&lt;strong&gt;comunità costitutive&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;significati condivisi, orizzonti di significati, comunità di memoria&lt;/strong&gt;. L’uomo parte da dei valori precostituiti che rappresentano la storia e i valori di una cultura particolare che gli permettono di formulare desideri e fare scelte.&lt;strong&gt; La cultura è l’orizzonte interno nel quale si è capaci di prendere posizione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quindi cultura non è un semplice strumento al servizio del benessere individuale o uno spettacolo di consumo. La cultura non è associativa, è preesistente, è la tela in cui si iscrive l’identità personale. La comunità culturale è luogo di riconoscimento reciproco, della stima di sé. E’ comunità di senso, di significato. Le comunità costitutive sono un modo di essere al mondo, forniscono un modo di pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Al principio liberale atomistico disimpegnato, il pensiero comunitaristico oppone i limiti, l’orizzonte ,entro cui si vive con le relative discriminazioni qualitative.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’uomo non è un soggetto solo nel mondo e non lo puoi astrarre senza mutilarlo , l’uomo da solo non è più libero, ma più solo, più vulnerabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo scontro tra le due posizioni avviene sul discorso della libertà : per i liberali la libertà di scelta è indipendente da ogni contesto culturale, padrone delle sue scelte l’uomo colloca il suo io a monte dei suoi stessi fini.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per i comunitaristi questa visione ideale di un mondo dove individui autonomi scelgono di liberamente forgiare i propri legami o di romperli senza la minima costrizione è una falsa utopia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per la&lt;strong&gt; filosofia liberale&lt;/strong&gt; l’uomo ha la capacità e quindi la libertà di revocare le sue appartenenze e quindi l’io preesiste sempre ai suoi fini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per i comunitaristi&lt;/strong&gt; noi definiamo i nostri fini in funzione di ciò che ci ha costruito e quindi la comunità a cui apparteniamo è costitutiva del nostro io. Sia se si aderisca o si rompa con le tradizioni , le nostre scelte avvengono sempre su uno sfondo culturale già esistente. L’uomo scopre i suoi fini, costruisce la sua identità all’interno dei valori e delle finalità che circoscrivono la sua esistenza e che dipendono dallo spazio culturale e storico sociale specifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per i liberali il valore che ricercano nelle proprie azioni è il giusto, (quello che è giusto fare, o morale deontologica )&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per i comunitaristi è legata a valori morali e quindi al bene, ciò che è bene essere o morale aretica )&lt;/strong&gt;Il primato del bene sul giusto equivale al primato di una morale fondata su valori intrinseci, quindi ad una procedura comportamentale che privilegia l’obbligo. E’ soltanto partendo da un contesto culturale e storico sociale e non dal soggetto isolato e dal ragionamento astratto che si pone una questione morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per i liberali&lt;/strong&gt; la comunità politica non è altro che la somma dei beni di cui si permette il godimento a tutti. Il bene ha sempre e solo una finalità individuale, ossia costituisce un bene per ogni cittadino preso individualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per i comunitaristi&lt;/strong&gt; la comunità implica il comune e la condivisione del comune e del condivisibile.&lt;br /&gt;Le comunità fondate sul valori condivisi sono più solide e stabili di quelle fondate su interessi, perché i valori uniscono e si condividono senza difficoltà, mentre gli interessi dividono e si non si condividono facilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La moderna concezione liberale&lt;/strong&gt; volendo assicurare l’autonomia agli individui spesso si è trovata in contraddizione. Si è sforzata di consentire agli individui di liberarsi da ruoli sociali fissi e dalle identità tradizionali, incoraggiando un ideale di autonomia individuale. In qualche modo libertà e cultura sono state poste dialetticamente, si era più liberi nella misura in cui ci si staccava dalle determinazioni legate alla nascita.&lt;br /&gt;L’attaccamento alla cultura di origine valutato come alienante e irrazionale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma questo desiderio di modernità invece che indebolire le identità culturali collettive, non ha fatto altro che rafforzarle, stimolarle. &lt;/strong&gt;La loro autonomia è compresa all’interno della loro cultura nazionale che costituisce il contesto nel quale si esercita al meglio la loro autonomia.&lt;br /&gt;Anche una critica radicale alla propria cultura di appartenenza, non può che partire proprio che da questa stessa appartenenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ADORNO : bisogna avere in se stessi una tradizione per poterla odiare bene !&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IDENTITA’ E RICONOSCIMENTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fu Hegel il primo a sottolineate nel 1807 l’importanza del concetto di “riconoscimento “ : la coscienza di sé passa attraverso il riconoscimento dell’altro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ importante sia dal punto di vista individuale che collettivo. &lt;strong&gt;Non esiste prima una identità che dopo viene riconosciuta, ma il riconoscimento “ realizza “ l’identità. “ E’ la condizione dell’identità riuscita&lt;/strong&gt; .Riconoscere il diverso da noi significa che ci assomigliamo in ciò che ci rende diversi, quindi non si riconosce privando della sua differenza e cercando di assimilarlo, bensì nel riconoscere l’alterità . L’universale non è ciò che resta dopo aver abolito le differenze , ma ciò che si nutre delle differenze e delle particolarità. La natura umana ha modalità molteplici, non è unitaria, ma differenziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Problema del riconoscimento delle identità nell’ottica della crisi dello Stato- Nazione occidentale. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;BAUMAN&lt;/strong&gt;: La produzione di identità, alla stregua del resto dell’industria si è deregolamentata e privatizzata, lo stato nazione non riesce più ad integrare i gruppi né a produrre il legame sociale. I membri dello comunità- stato non avvertono più un sentimento di unità, una ragione per vivere o morire, una ragione per sacrificare il proprio interesse personale , la propria vita per una nozione che travalichi la loro individualità..&lt;br /&gt;Le identità nazionali si disgregano, a beneficio di altre forme di identità. Fondamentale è la sfera pubblica è la politica il terreno in cui si svolge la contesa per il riconoscimento della identità (culturale,linguistica,religiosa, sessuale,) il diritto di restare se stessi, svolge un ruolo essenziale nei conflitti sociali e politici attuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’egualitarismo di vecchio stampo ostile alle differenze come portatore di una visione uniformante del mondo, non è altro che un principio culturale travestito in principio universale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La rivendicazione identitaria ha smascherato un universalismo morale e politico che mascherava spesso pratiche di dominio (culturale politico economico)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bisogna inventarsi una politica di riconoscimento. Di RECIPROCO RICONOSCIMENTO.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La reciprocità del riconoscimento è un punto essenziale.. &lt;span style="color: blue;"&gt;Politica del riconoscimento non significa teoria del relativismo. Rispettare la differenza non significa non avere un giudizio morale sulla differenza. . Dire che tutti i valori sono uguali equivale a dire che nulla vale, ma usare cautela nell’universalizzare il giudizio e nel porre norme al suo riguardo dal punto di vista del diritto.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1421352295862350118?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/1421352295862350118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n3-identita-e-comunita-di-alain.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1421352295862350118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1421352295862350118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n3-identita-e-comunita-di-alain.html' title='Lezione n.3 - Identità e comunità - di Alain de Benoist'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-3635929637682796633</id><published>2011-01-10T19:50:00.001+01:00</published><updated>2011-01-10T20:53:10.509+01:00</updated><title type='text'>lezione n. 2 su " Comunità e identità" di Alain de Benoist</title><content type='html'>A partire dal XVII sec. e nel XVIII &amp;nbsp;&lt;strong&gt;la nozione di libertà si confonde con quella dell’indipendenza&lt;/strong&gt; del soggetto. Si ritiene che l’individuo possa determinare liberamente il suo bene attraverso la volontà e la ragione.&lt;br /&gt;La modernità da sempre combatte le comunità organiche che sono sottoposte alle tradizioni e al passato e impediscono l’emancipazione. L’ideale di” autonomia” fatto convergere con quello di “ indipendenza” rifiuta radici e legami sociali ereditati.&lt;br /&gt;A partire dall&lt;strong&gt;’Illuminismo &lt;/strong&gt;l’emancipazione dell’individuo, la liberazione del potenziale umano passa attraverso il rifiuto del passato, esige la rottura dei legami delle comunità, esige l’affrancamento dalle condizioni di nascita individuale.&lt;br /&gt;La modernità si costruisce sulla svalutazione radicale del passato in nome di una visione ottimistica del futuro &lt;strong&gt;( ideologia del progresso&lt;/strong&gt; ). Le&lt;strong&gt; appartenenze&lt;/strong&gt; limitano le libertà individuali e non sono costitutive del proprio io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma è anche vero che lo stesso individuo sradicato dal proprio contesto di appartenenza diviene simile a qualsiasi altro e quindi facilmente inseribile nel mercato del lavoro . Quindi il progresso produce la scomparsa delle comunità, l’emancipazione umana non passa attraverso il riconoscimento delle identità singole, ma attraverso l’assimilazione di tutti ad un modello dominante.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello&lt;strong&gt; Stato-nazione "&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;l’altro" è posto come &lt;strong&gt;Medesimo&lt;/strong&gt;, tutti gli esseri umani sono dotati degli stessi diritti, sono uguali in quanto esseri umani. Si promuove la somiglianza, riducendo la differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ideale liberale moderno&lt;/strong&gt; libera l’individuo dai legami naturali, l’uomo per essere libero deve staccarsi dai propri costumi ancestrali. La concezione è atomistica e non comunitaria, siamo una serie di individui uguali, liberi e razionali, che scelgono liberamente i fini e i valori del proprio agire. Tutte le&lt;strong&gt; ideologie liberali&lt;/strong&gt; inseguono un &lt;strong&gt;postulato universalista&lt;/strong&gt;, liberi da legami a priori e quindi liberi delle proprie scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;concezione liberale&lt;/strong&gt; pone l’uomo nella condizione di scelta dei propri fini, l’uomo non è la scelta che fa, il soggetto è indipendente dalle scelte che fa. L’uomo liberale moderno mette l’io al primo posto davanti alle finalità e all’appartenenza ereditaria, sceglie il giusto sul bene.&lt;strong&gt; Distingue identità singola da identità collettiva&lt;/strong&gt;, la prima fondata sulla filiazione e sull’origine, la seconda indistinta fondata sull’appartenenza e a forme di aggregazione sociale. &lt;strong&gt;In questo passaggio ideologico l’identità corrisponde all’individualità liberale borghese,&lt;/strong&gt; a partire da questo momento&lt;strong&gt; la filiazione viene rimandata alla sfera privata&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; il modello istituzionale si fonda sull’indistinto. Si separa l’ordine biologico dall’ordine istituzionale. ,&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per Hegel&lt;/strong&gt; l’essenza umana risiede nella coscienza di sé, ne deriva come disse &lt;strong&gt;Carlo Marx nel 1844&lt;/strong&gt; che &lt;strong&gt;ogni alienazione della coscienza umana non è altro che alienazione della coscienza del sé. L’alienazione quindi riguarda la propria identità, personale, chi non ha identità non può avere coscienza di se stesso. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia le grandi &lt;strong&gt;ideologie del 900&lt;/strong&gt; hanno di rado dato spazio al concetto di identità, lo stesso &lt;strong&gt;Marx &lt;/strong&gt;resta fermo ad una &lt;strong&gt;visione utilitaristica&lt;/strong&gt; che gli fa vedere le classi sociali come portatrici di un interesse collettivo . Gli individui non sono attori morali portatori di rivendicazioni normative che tendono alla giusta soppressione di ingiustizie e torti subiti in vari ambiti , non studia i fatti dal punto di vista normativo .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso&lt;strong&gt; Freud&lt;/strong&gt; si colloca &lt;strong&gt;al di là del concetto di identità&lt;/strong&gt; , &lt;strong&gt;l’inconscio è il suo sito informativo&lt;/strong&gt; da cui il sintomo, estraneo all’io. Si interessa non all’identità , ma alle &lt;strong&gt;identificazioni,&lt;/strong&gt; interpretate alla luce del transfert o della proiezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La modernità&lt;/strong&gt; : rifiuta le relazioni naturali, organiche, i valori gerarchici, discredita le comunità tradizionali, elimina le caste, e la stratificazione sociale con la Rivoluzione. Omogeneizza le regole del linguaggio e del diritto, sdradica modi di vita legati all’habitat, al mestiere, all’ambiente sociale, alle credenze, omogeneizza i ruoli di genere femminile-maschile.( esempi eclatanti dati dalla Rivoluzione in Cina )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nasce la ideologia dell’Identico. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La modernità quindi si afferma con i valori dell ’indistinzione, dell’ uguaglianza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Indistinzione anche sul genere femminile-maschile ,&lt;/strong&gt; tutto va verso la similitudine. Questo processo ha il suo culmine nella&lt;strong&gt; globalizzazione&lt;/strong&gt;, la modernizzazione ha fatto sparire i diversi modelli e modi di vivere, i legami organici primordiali dissolti. La differenza di genere attenuata e in certi casi è nata una terza via, al genere indefinito &lt;strong&gt;transessuale, alla sessualità indistinta (bisessualità).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente i ruoli nella &lt;strong&gt;famiglia&lt;/strong&gt; sono sconvolti, esiste solo una differenza: quella del potere di acquisto. Ma nella misura in cui cresce la società dell’indistinto con la relativa omogeneizzazione culturale vengono a crearsi forze contrapposte e spinte alla disomogeneità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima spinta fu data proprio dalla &lt;strong&gt;rivoluzione espressivista&lt;/strong&gt;, con la relativa domanda di autenticità (&lt;strong&gt; romanticismo )&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro, la produttività è stata la prima &lt;strong&gt;risposta identitaria borghese e liberale&lt;/strong&gt;, di contro ad una nobiltà gratuita familiare, improduttiva. La realizzazione personale passa da un riconoscimento fondato su avere un lavoro, un impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realizzazione individuale che passa attraverso il lavoro, giustifica moralmente ed economicamente la disuguale ripartizione dei beni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La stessa lotta di classe diviene sostituto di identità collettiva&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Le classi si dotano di una cultura specifica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche&lt;strong&gt; la vita politica&lt;/strong&gt; , permette in quanto cittadini una &lt;strong&gt;identità di ricambio.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Le identità politiche fanno nascere culture politiche. Lo stesso suffragio universale risponde ad una esigenza identitaria.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le identità di classe sono settoriali, accanto a loro sorgono le identità nazionali.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il nazionalismo è frutto della modernità.&lt;/strong&gt; Il nazionalismo non è fenomeno solo politico, si nutre di un immaginario dove coesistono storia, cultura, religione, leggende popolari, ecc. Fattori rivisitati fino a fornire una narrazione coerente e legittimante. Ogni popolo si incarna nella propria storia di valori e modelli caratteristici. Se questi valori o modelli crollano, le stesse identità individuali ne sono minacciate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valori e modelli svolgono un ruolo di dispensatori di identità, insieme ai grandi racconti, ai &lt;strong&gt;miti.&lt;/strong&gt; &amp;lt; racconto dello stato-nazione, racconto dell’emancipazione del popolo lavoratore, racconto della religione del progresso,.. &amp;gt;&lt;strong&gt; I miti popolari sono stati sempre a supporto di ogni collettività perché tutte le società umane sono società culturali. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le identità nazionali&lt;/strong&gt; si costruiscono in un miscuglio di verità storiche e leggende, epopee, racconti. A volte figure storiche mitizzate si scopre nella realtà abbiano avuto poi “ non tanta importanza”, molte sono le critiche alle identità nazionali che vogliono ristabilire la verità storica. Non si comprende in questo atteggiamento che l’identità nazionale spesso scaturisce &lt;strong&gt;dall’immaginifico, l’immaginario è indispensabile alla vita di gruppo. Il mito è trasversale alla storia dell’uomo. Non importa quanto attendibile sia il mito, ma quanto la comunità ci creda.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Durkheim parla di “ coscienza collettiva “ , dovremo arrivare a Jung che teorizzerà “l’inconscio collettivo “&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’immaginario collettivo è una realtà: il gruppo si struttura attraverso delle rappresentazioni e delle immagini comuni. Tutti i popoli hanno le proprie, e non importa se siano reali o no. (fantasma storico, stereotipo).Lo stereotipo è una generalizzazione abusiva, non corretta e come tutti i pregiudizi, sfavorevoli e favorevoli, ai quali si dà vita gioca il ruolo di idealtipo a cui ci si riferisce. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-3635929637682796633?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/3635929637682796633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n-2-su-comunita-e-identita-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3635929637682796633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3635929637682796633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/lezione-n-2-su-comunita-e-identita-di.html' title='lezione n. 2 su &quot; Comunità e identità&quot; di Alain de Benoist'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5235366535362273888</id><published>2011-01-09T18:30:00.000+01:00</published><updated>2011-01-09T18:30:01.686+01:00</updated><title type='text'>Dal testo di Alain de Benoist " Identità e Comunità" Guida editore</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;u&gt;ALAIN de BENOIST&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Identità e Comunità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La nozione di Identità è intrinsecamente problematica…. &lt;strong&gt;Così esordisce De Benoist&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;La domanda sottesa alla nozione di identità è… “&lt;strong&gt; Chi sono io&lt;/strong&gt; ? ” &lt;br /&gt;Di questa domanda è colma sia la ricerca che la letteratura dei tempi moderni, legate entrambe alla soluzione di un quesito &lt;strong&gt;che sul nascere è un problema. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La questione dell’identità è un problema tipicamente moderno collocabile in un terreno culturale posto tra psicologia, sociologia e antropologia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difatti nelle società tradizionali, antiche, il problema dell’identità non si pone. Almeno, non nei termini riflessivi sulla persona come si pone oggi. L’identità individuale non è nemmeno “concettualizzabile” per l’individuo pre moderno che non riesce a pensarsi fuori dal gruppo, come fonte sufficiente di determinazione del sé. Nelle società pre moderne l’identità era essenzialmente un’identità di filiazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In Grecia&lt;/strong&gt; ad esempio ogni individuo possiede una doppia identità, una personale, espressa dal nome seguito da un patronimico, l’altra comunitaria, comparsa con la città, che rinvia all’appartenenza familiare , sociale o politica attraverso un elemento gentilizio, demotico, filetico o etnico. L’identità comunitaria è molto più importante di quella individuale e di questa spesso non se ne ha neanche traccia storica. L’identità personale non viene negata ma semplicemente è posta a partire da quella comunitaria.&lt;br /&gt;La realizzazione dell’io consiste nel ricercare l’eccellenza conformemente all’ordine delle cose. &lt;br /&gt;Quanto all’identità degli altri, risulta dalle descrizioni degli altri popoli e si individua dalle differenze dei costumi e dalle consuetudini che si incontrano viaggiando e conoscendo popoli diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Durante il Medioevo&lt;/strong&gt; la domanda che si poneva non era “ chi sono “? Ma.. “verso chi devo essere leale, a chi devo fedeltà.? L’identità è legata alla fedeltà. Questa frammentarietà che lega alcuni individui e ne separa altri limita l’ostilità tra caste, tra Stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Solo quando lo Stato Nazione&lt;/strong&gt; prenderà corpo inizierà ad omogeneizzare queste diversità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E’ verso il 1700&lt;/strong&gt; che “persona “ assume il significato dei nostri giorni, cioè di un individuo che possiede una libertà individuale e che può essere preso in considerazione al di là della sua appartenenza &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E’ un concetto occidentale l’ identità&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Toqueville &lt;/strong&gt;fa risalire al&lt;strong&gt; Cristianesimo&lt;/strong&gt; l’idea sostanziale di identità, gli uomini sono uguali e si distinguono per i casi della nascita e della storia, differenze che agli occhi di Dio non esistono. .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel III e IV sec&lt;/strong&gt;. L’uomo è già un essere il cui valore è riferito a se stesso,e &lt;strong&gt;con il cristianesimo la morale non è più ciò che è bene essere, ma diviene ciò che è giusto fare.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dal connubio tra cristianesimo e cultura greca Michel Foucault vede la definizione di identità che si focalizza come non solo come entità giuridico e civile, ma essere morale portatore di un’anima individuale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Charles Taylor&lt;/strong&gt; : con il cristianesimo appare la prima fonte morale della modernità : la nozione di interiorità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sant’Agostino &lt;/strong&gt;afferma che il cammino verso Dio non passa attraverso contatti esterni,ma attraverso la nostra coscienza .Rientra in te stesso! Il foro interiore diviene luogo di incontro con Dio. L’individuo è un affare privato, con libero arbitrio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cartesio&lt;/strong&gt; compie un passo ulteriore : l’anima non è solo uno sguardo interiore, ma diviene costruzione interiore, conoscenza costruita nel proprio interno dal giuoco della ragione. La conoscenza procedurale che ritroveremo nel pensiero liberale, il tema della dignità della persona umana si sviluppa a partire dalla valorizzazione della interiorità come luogo di autosufficienza e di valorizzazione del potere autonomo della ragione. Cartesio confina l’identità nell’interiorità ,il soggetto è indipendente e libero, in quanto deve trovare in se stesso le essenziali ragioni del suo essere, senza farsi più comandare da un ordine più vasto a cui appartiene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nasce così l’atomismo politico del XVII&lt;/strong&gt; sec. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le teorie del contratto sociale di &lt;strong&gt;Grozio e Locke&lt;/strong&gt; siamo ai prodromi dell’ideologia del progresso : il passato non ha nulla da dirci perché l’avvenire sarà necessariamente migliore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra tappa decisiva nella formazione del concetto di identità si concretizza con &lt;strong&gt;la Riforma calvinista&lt;/strong&gt; con la valorizzazione della “ vita ordinaria “ Valorizzare la vita ordinaria significa valorizzare il lavoro personale e il rifiuto delle mediazioni nel campo della produzione e riproduzione. Ormai l’individuo è capace di decidere da solo i propri orientamenti . La scienza deve servire ai bisogni della vita quotidiana e l’orientamento è verso l’efficienza produttiva e l’accumulazione senza fine di beni materiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Riforma calvinista mette al primo posto la vita pratica e la vita ordinaria, i legami affettivi e sentimentali, insiste sulle virtù del lavoro e della famiglia, crea la base della morale borghese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti i campi culturali : anche il romanzo si allontana dalle epopee collettive e racconta le fortune e sfortune individuali, lo spazio domestico e della sfera privata. Ogni esperienza umana non è riducibile ad un’altra. L’amore acquista un nuovo valore. Le relazioni intime, lo spazio domestico e la vita privata vengono privilegiati. Si entra nell’era dei sentimenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nascita del concetto di identità&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ecco dunque il percorso che fa il concetto di identità , fenomeno ripetiamo moderno: si sviluppa a partire dal XVIII sec. sulla base del nascente individualismo, e deriva dalla valorizzazione cristiana del foro interiore, dal razionalismo cartesiano, dalla valorizzazione della vita ordinaria e della sfera privata, e dalla teoria di Locke, che dà alla libera volontà degli individui la priorità rispetto agli obblighi sociali. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nasce una metafisica della soggettività. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il romanticismo&lt;/strong&gt; ottocentesco eredita quindi l’idea dell’interiorità e della vita ordinaria ma si opporrà all’ideale meccanicistico del settecento illuminista e valorizzerà i sentimenti ben al di sopra della sola produzione materiale. I sentimenti acquistano potere creativo. La spontaneità e la creatività divengono virtù. Si dà importanza all’immaginazione in contrapposizione al concetto. La ragione viene criticata per la sua freddezza logica, il suo carattere analitico ostile al carattere inglobante, i romantici oppongono l’organico al meccanico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema dell’identità con i romantici si pone in un modo nuovo : come realizzazione dell’io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo alla &lt;strong&gt;teoria espressivista tedesca&lt;/strong&gt; nel pieno del &lt;strong&gt;romanticismo tedesco e della filosofia di Herder:&lt;/strong&gt; l’uomo per conoscere se stesso deve ascoltare la propria natura interiore dotata di originalità , nessuno è uguale ad un altro. L’azione morale è quella che realizza la nostra voce interna, l’impulso, lo slancio interiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’espressivismo&lt;/strong&gt; sviluppa la ricerca della propria autenticità e valorizza le differenze individuali. Attraverso la differenza dall’altro che io trovo il mio spazio realizzativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni individuo ha il suo modo di vivere e così ogni gruppo umano. Il concetto di originalità vale sia per i popoli che per le comunità storiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Herder formula la nozione di cultura nazionale e di spirito popolare. ( Volksgeist) E’ fonte sia del nazionalismo che dell’anticolonialismo moderno.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“ L’uomo esprime la sua umanità universale accettando di far parte consapevolmente di una umanità particolare. Non deve imitare il modo di essere di un altro, è in sè che può trovare un modello di vita accettabile”. La cultura assume da questo momento un’importanza fondamentale, si diventa uomini all ‘interno delle proprie radici di tradizione culturale ( o nazionale ). La cultura diventa un “ meta-bene” un bene collettivo , senza la quale la nostra identità perderebbe i suoi riferimenti , agganci, significati.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La valorizzazione delle differenze porta all’idea che “ ciascuno deve seguire la propria via. “ L’ Esaltazione delle differenze quindi. Parallelamente a questa posizione nasce il tema del riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un’identità nel momento in cui l’altro mi riconosce come tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hegel&lt;/strong&gt; dichiara che l’uomo aspira al riconoscimento della propria identità e quindi è in accordo con la modernità. Noi ci definiamo da soli, ma abbiamo bisogno del riconoscimento degli altri. E’ l’etica dell’autenticità. L’etica dell’autenticità è all’inizio profondamente individualista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’&lt;strong&gt;espressionismo&lt;/strong&gt; rappresenta una chiara reazione dell’illuminismo ma anche quando lo critica si rifà comunque alle stesse fonti, cioè all’individuo, anche quando proclamano il “ nuovo medioevo”, mettono sottoaccusa la modernità e la religione del progresso, i romantici restano dei moderni. L’individuo deve cercare la sua natura autentica , realizzare se stesso in modo originale e non conformarsi ad uno schema imposto. E’ a partire dall’espressionismo che l’identità diviene oggetto di una ricerca : per realizzarmi mi devo trovare e per trovarmi devo sapere in cosa consiste la mia identità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5235366535362273888?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/5235366535362273888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/dal-testo-di-alain-de-benoist-identita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5235366535362273888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5235366535362273888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/dal-testo-di-alain-de-benoist-identita.html' title='Dal testo di Alain de Benoist &quot; Identità e Comunità&quot; Guida editore'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8277835271509795612</id><published>2011-01-09T09:49:00.140+01:00</published><updated>2011-01-09T11:16:36.207+01:00</updated><title type='text'>Argomenti dell' esame</title><content type='html'>Come eravamo rimasti d'accordo nell'ultima lezione pubblico del materiale informativo didattico su argomenti che saranno trattati durante l'esame.&lt;br /&gt;Purtroppo nessuno di voi mi ha ancora contattato per le tesine da portare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo materiale è relativo all'organizzazione della Comunità Europea, nozioni elementari per la conoscenza dell'argomento. Sono presi dai siti ufficiali della Comunità. Ovviamente la conoscenza del tipo di organizzazione comunitaria è essenziale per parlare poi dei problemi che ci stanno a cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Istituzioni e organi dell'Unione&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;europea&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Parlamento europeo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I membri del Parlamento europeo (eurodeputati) sono scelti direttamente dagli elettori europei ogni cinque anni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; Consiglio dell'Unione europea &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I ministri dei paesi membri si incontrano per discutere e adottare (insieme al Parlamento europeo) la legislazione dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Commissione europea &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I commissari e la "pubblica amministrazione" dell'UE: è qui che viene proposta la legislazione e che se ne controlla la corretta applicazione in tutta l'Unione. La Commissione lavora nell'interesse dell'intera UE. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Corte di giustizia dell'Unione europea &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La giurisprudenza dell'UE &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Corte dei conti europea &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esegue il controllo finanziario delle attività dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Banca centrale europea &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È responsabile della politica monetaria europea &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Mediatore europeo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indaga sulle denunce relative a casi di cattiva amministrazione da parte degli organi e delle istituzioni dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Garante europeo della protezione dei dati &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Soprintende alla protezione dei dati personali nelle istituzioni e negli organi dell'UE e fornisce indicazioni sulla legislazione in materia di protezione dei dati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Organismi finanziari&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Banca europea per gli investimenti &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Finanzia i progetti d'investimento dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Fondo europeo per gli investimenti &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Offre sostegno alle piccole imprese &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="color: black; font-size: large;"&gt;Organi consultivi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; Comitato economico e sociale europeo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La voce della società civile, dei lavoratori e dei datori di lavoro &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Comitato delle regioni &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rappresenta le autorità locali e regionali &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;span style="font-size: large;"&gt; Organismi interistituzionali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Servizio europeo per l’azione esterna &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Pubblica la documentazione dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; Ufficio europeo di selezione del personale &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Seleziona il personale delle istituzioni e degli altri organi dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Eurostat &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Statistiche ufficiali dell'UE: pagina iniziale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; Scuola europea di amministrazione &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Formazione di base per il personale dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Agenzie dell’UE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Politica estera e di sicurezza comune &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agenzie istituite per svolgere specifiche funzioni tecniche, scientifiche e di gestione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Aiuta i paesi membri dell'UE a combattere la criminalità organizzata internazionale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;• Altri settori di attività &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le agenzie comunitarie &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;strong&gt;Le agenzie esecutive &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istituite per gestire i programmi dell'UE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;strong&gt; Agenzie e organismi di EURATOM &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contribuiscono a realizzare gli obiettivi della Comunità europea dell'energia atomica &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Concentra le migliori risorse scientifiche, aziendali ed educative per aumentare la capacità di innovazione dell'Unione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;• Il processo legislativo nell'UE &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il ruolo svolto dalle principali istituzioni nel processo legislativo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Istituzioni e altri organi dell'Unione europea&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Unione europea (UE) non è una federazione come gli Stati Uniti, né un semplice organismo per la cooperazione tra i governi, come le Nazioni Unite. È, infatti, un organismo unico nel suo genere. I paesi che costituiscono l’UE (gli “Stati membri”) uniscono le loro sovranità per guadagnare una forza e un’influenza mondiale che nessuno di essi potrebbe acquisire da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella pratica, mettere insieme le sovranità significa che gli Stati membri delegano alcuni dei loro poteri decisionali alle istituzioni comuni da loro stessi create in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo decisionale dell’UE, in generale, e la procedura di codecisione, in particolare, implicano la partecipazione di tre istituzioni principali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;il Parlamento europeo&lt;/strong&gt; (PE), che rappresenta i cittadini ed è eletto direttamente da questi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; il &lt;strong&gt;Consiglio dell’Unione europea&lt;/strong&gt;, che rappresenta i singoli Stati membri;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; la &lt;strong&gt;Commissione europea&lt;/strong&gt;, che ha il compito di difendere gli interessi generali dell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo “triangolo istituzionale” hanno origine le politiche e le leggi applicate in tutta l’UE. Di norma, è la Commissione a proporre nuove leggi mentre spetta al Parlamento e al Consiglio adottarle. La Commissione e gli Stati membri applicano poi le leggi, e la Commissione le fa rispettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di vitale importanza è il ruolo svolto da altre due istituzioni: la&lt;strong&gt; Corte di giustizia&lt;/strong&gt; che vigila sullo stato di diritto comunitario e la &lt;strong&gt;Corte dei conti&lt;/strong&gt; che ha una funzione di controllo sul finanziamento delle attività dell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I poteri e le responsabilità di queste istituzioni sono sanciti dai trattati, che sono la base di tutte le attività dell’UE. I trattati stabiliscono anche le regole e le procedure le regole e le procedure che le istituzioni dell’UE sono tenute a seguire. I trattati sono approvati dai presidenti e/o dai primi ministri di tutti i paesi dell’UE e ratificati dai loro parlamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oltre a tali istituzioni, l’UE possiede una serie di altri organismi che svolgono funzioni specializzate&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; il &lt;strong&gt;Comitato economico e sociale europeo&lt;/strong&gt; rappresenta la società civile, i datori di lavoro e i lavoratori;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; il&lt;strong&gt; Comitato delle regioni&lt;/strong&gt; rappresenta gli enti regionali e locali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; la &lt;strong&gt;Banca europea per gli investimenti&lt;/strong&gt; finanzia i progetti d’investimento dell’UE e sostiene le piccole e medie imprese attraverso il Fondo europeo per gli investimenti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; la&lt;strong&gt; Banca centrale&lt;/strong&gt; europea è responsabile della politica monetaria europea;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; il &lt;strong&gt;Mediatore europeo&lt;/strong&gt;: prende in esame i reclami inerenti a cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi dell’UE;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; il &lt;strong&gt;Garante europeo&lt;/strong&gt; per la protezione dei dati ha funzioni di salvaguardia della riservatezza dei dati personali dei cittadini;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;l’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee&lt;/strong&gt; pubblica informazioni in merito all’UE;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;l’Ufficio di selezione del personale delle Comunità europee&lt;/strong&gt; assume personale destinato alle istituzioni e ad altri organismi dell’UE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; la &lt;strong&gt;Scuola europea di amministrazione&lt;/strong&gt; ha il compito di offrire al personale dell’UE una formazione in settori specifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono state inoltre istituite agenzie specializzate con la funzione di svolgere determinati compiti a carattere tecnico, scientifico o direzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Il Parlamento Europeo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Parlamento europeo è l'unico organo dell'Unione europea eletto direttamente dai cittadini. I suoi &lt;strong&gt;736 &lt;/strong&gt;deputati sono i vostri rappresentanti, &lt;strong&gt;scelti ogni cinque anni&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;agli elettori dei 27 Stati membri dell'Unione europea quali portavoce di 500 milioni di cittadini.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Parlamento svolge un ruolo attivo nell'elaborazione di provvedimenti legislativi che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini, ad esempio in materia di protezione dell'ambiente, diritti dei consumatori, pari opportunità, trasporti e libera circolazione dei lavoratori, dei capitali, dei servizi e delle merci. Inoltre il Parlamento condivide con il Consiglio il potere di adottare il bilancio annuale dell'Unione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.europarl.europa.eu/pdf/welcome_brochures/faces/QA3009197ITC.pdf"&gt;http://www.europarl.europa.eu/pdf/welcome_brochures/faces/QA3009197ITC.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In questo sito troverete aggiornate tutte le notizie relative all’organizzazione e attualità istituzionale del Parlamento Europeo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Consiglio dell’Unione europea&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio è il principale organo decisionale dell’Unione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ministri degli Stati membri si riuniscono nel Consiglio dell’Unione europea. A seconda della questione all’ordine del giorno, ciascuno Stato membro sarà rappresentato dal ministro responsabile di quell’argomento (affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura, ecc.). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio è presieduto a turno da ciascuno Stato membro per un periodo di sei mesi, in base ad un ordine prestabilito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio è responsabile delle decisioni e della coordinazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il Consiglio dell’Unione europea adotta le leggi, solitamente congiuntamente al Parlamento europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il Consiglio coordina le politiche economiche generali degli Stati membri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il Consiglio definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune della UE, in base agli orientamenti generali stabiliti dal Consiglio europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il Consiglio conclude, a nome della Comunità e dell’Unione, accordi internazionali tra la UE e uno o più Stati ovvero organizzazioni internazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il Consiglio coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Il Consiglio e il Parlamento europeo approvano il bilancio della Comunità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli atti del Consiglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli atti del Consiglio possono assumere la forma di regolamenti, direttive, decisioni, azioni comuni o posizioni comuni, raccomandazioni oppure pareri. Il Consiglio può inoltre adottare conclusioni, dichiarazioni e risoluzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il Consiglio agisce in qualità di legislatore, l’iniziativa spetta alla Commissione europea che presenta una proposta al Consiglio, la quale viene esaminata da quest’ultimo che, prima di adottarla, può apporvi modifiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Parlamento europeo partecipa attivamente al processo legislativo. Per un gran numero di temi, gli atti legislativi comunitari sono adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio secondo la procedura denominata «codecisione». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il numero dei voti che ciascuno Stato membro può esprimere è stabilito dai Trattati. I trattati definiscono inoltre i casi in cui sono richieste maggioranza semplice, maggioranza qualificata oppure unanimità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 01.01.2007, verrà raggiunta la maggioranza qualificata se saranno soddisfatte le due seguenti condizioni: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• La maggioranza degli Stati membri approva (in alcuni casi una maggioranza di due terzi); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Vengono espressi come minimo 255 voti a favore della proposta, cioè il 73,9 % del totale (approssimativamente la stessa percentuale prevista dal sistema precedente). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, ogni Stato membro potrà chiedere la conferma che i voti a favore rappresentino almeno il 62% della popolazione totale dell’Unione. Se così non dovesse essere, la decisione non verrà adottata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distribuzione dei voti per Stato membro &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Germania, Francia, Italia, Regno Unito 29 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spagna, Polonia 27 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Romania 14&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paesi Bassi 13 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Belgio, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Portogallo 12 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Austria, Bulgaria, Svezia 10 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Danimarca, Irlanda, Lituania, Repubblica slovacca,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finlandia 7 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo, Slovenia 4 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malta 3 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TOTALE 345 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è presieduta a turno da ciascuno Stato membro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio è presieduto a turno da ciascuno Stato membro per un periodo di sei mesi (da gennaio a giugno e da luglio a dicembre), secondo un ordine prestabilito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Presidenza del Consiglio svolge un ruolo essenziale nell’organizzazione dei lavori dell’istituzione, in particolare nella promozione di decisioni legislative e politiche. Essa ha la responsabilità di organizzare e presiedere tutte le riunioni, comprese quelle di molti gruppi di lavoro, e di elaborare compromessi atti a risolvere i problemi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ordine di rotazione della Presidenza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DECISIONE DEL CONSIGLIO del 1o gennaio 2007 relativa all'ordine dell'esercizio della presidenza del Consiglio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Commissione Europea&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione europea rappresenta e sostiene l'interesse generale dell'Unione ed è il motore del sistema istituzionale dell'Unione. I suoi quattro compiti principali sono: proporre iniziative legislative al Parlamento e al Consiglio; gestire ed attuare le politiche comunitarie; far rispettare il diritto comunitario (insieme alla Corte di giustizia) e negoziare accordi internazionali, principalmente quelli relativi al commercio ed alla cooperazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le principali caratteristiche del sito web della Commissione sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• i più recenti comunicati stampa ufficiali, foto e servizi televisivi in diretta relativi agli eventi europei &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• informazioni sugli eventi a venire &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• presentazione delle politiche gestite ed attuate dalla Commissione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• possibilità di influenzare il processo decisionale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• facile accesso all'organizzazione della Commissione (riunioni, programma di lavoro, punti di contatto...) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• collegamenti diretti con i suoi servizi di informazione fondamentali &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I siti internet della Commissione sono stati sviluppati dalle diverse Direzioni Generali e Servizi della Commissione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Direzione generale Comunicazione è responsabile per la coordinazione editoriale, tecnica e grafica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ELENCO DELLE COMMISSIONI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Agricoltura e sviluppo rurale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Bilancio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Azione per il clima &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Concorrenza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Affari economici e finanziari &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Istruzione e cultura &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Occupazione, affari sociali e pari opportunità &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Energia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Imprese e industria &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ambiente &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Agenzie esecutive &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Affari interni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Affari marittimi e pesca &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Mobilità e tranporti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Salute e consumatori &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Società dell'informazione e mezzi di comunicazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Mercato interno e servizi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Giustizia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Politica regionale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ricerca &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Fiscalità e unione doganale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Sviluppo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relazioni esterne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Allargamento &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• EuropeAid - Ufficio di Cooperazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Relazioni esterne &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Aiuti umanitari &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Commercio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Servizi generali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Biblioteca centrale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Comunicazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ufficio europeo per la lotta antifrode &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Istituto statistico - Eurostat &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Archivi storici &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Centro comune di ricerca &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ufficio delle pubblicazioni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Segretariato generale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Servizi interni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ufficio dei consiglieri per le politiche europee &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Responsabile per la protezione dei dati della Commissione europea &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Risorse umane e sicurezza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Informatica &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Infrastrutture e logistica - Bruxelles &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Infrastrutture e logistica - Lussemburgo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Servizio di audit interno &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Interpretazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Servizio giuridico &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Ufficio gestione e liquidazione dei diritti individuali &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Traduzione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;LA CORTE DI GIUSTIZIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dalla sua creazione nel 1952, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha il compito di assicurare "il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione" dei trattati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ambito di tale compito la Corte di giustizia dell'Unione europea:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;controlla la legittimità degli atti delle istituzioni dell'Unione europea,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vigila sull'osservanza da parte degli Stati membri degli obblighi derivanti dai trattati, e &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;interpreta il diritto dell'Unione su domanda dei giudici nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa è quindi l'autorità giudiziaria dell'Unione europea e vigila, in collaborazione con gli organi giurisdizionali degli Stati membri, sull'applicazione e interpretazione uniforme del diritto dell'Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte di giustizia dell'Unione europea, la cui sede è fissata a Lussemburgo, comprende tre organi giurisdizionali: la Corte di giustizia, il Tribunale (creato nel 1988), e il Tribunale della funzione pubblica (creato nel 2004). Dall'origine ad oggi, sono state pronunciate da questi tre organi giurisdizionali circa 15 000 sentenze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché ogni Stato membro ha una propria lingua e un sistema giuridico specifico, la Corte di giustizia dell'Unione europea è un'istituzione plurilingue. Il suo regime linguistico non conosce esempi analoghi in nessun altro organo giurisdizionale al mondo, poiché ciascuna delle lingue ufficiali dell'Unione europea può essere lingua processuale. La Corte è in effetti tenuta ad osservare un plurilinguismo integrale a motivo della necessità di comunicare con le parti nella lingua processuale e di garantire la diffusione della sua giurisprudenza in tutti gli Stati membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;La Corte dei Conti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Missione, visione e valori&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Missione &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La Corte dei conti europea è un'istituzione dell'UE creata dal trattato con il compito di controllare le finanze comunitarie. Quale revisore esterno dell'UE contribuisce a migliorarne la gestione finanziaria e funge da custode indipendente degli interessi finanziari dei cittadini dell'Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte espleta servizi di audit nell'ambito dei quali valuta l'acquisizione e l'erogazione dei fondi comunitari. Esamina le operazioni finanziarie per accertare che siano state adeguatamente registrate e presentate, eseguite in maniera legittima e regolare e gestite conformemente ai criteri di economia, efficienza ed efficacia. La Corte espone i risultati dei propri audit in relazioni chiare, pertinenti ed obiettive, formulando inoltre pareri su questioni inerenti alla gestione finanziaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte promuove il rispetto dell'obbligo di rendiconto e la trasparenza, assiste il Parlamento europeo e il Consiglio nella supervisione dell'esecuzione del bilancio comunitario, in particolare durante la procedura di discarico. La Corte si impegna ad essere un'organizzazione efficiente, all'avanguardia dell'evoluzione nel campo dell'audit e dell'amministrazione del settore pubblico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mediatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Mediatore sono rivolte le denunce relative ai casi di cattiva amministrazione che coinvolgono istituzioni e organismi dell'Unione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possono sporgere denuncia al Mediatore europeo i cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea e le persone residenti in uno Stato membro. Possono anche sporgere denuncia al Mediatore le imprese, le associazioni e altri soggetti che abbiano sede nell'Unione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Organismi finanziari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Banca europea per gli investimenti &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Finanzia i progetti d'investimento dell'UE &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato economico e sociale europeo (CESE)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;CESE&lt;/strong&gt; è un organo consultivo dell'Unione europea. Istituito nel 1957, esso fornisce consulenza qualificata alle maggiori istituzioni dell'UE (Commissione, Consiglio e Parlamento europeo) attraverso l'elaborazione di pareri sulle proposte di leggi europee, e si esprime inoltre con pareri elaborati di propria iniziativa su altre problematiche che a suo giudizio meritano una riflessione. Uno dei compiti principali del CESE è fungere da ponte tra le istituzioni dell'UE e la cosiddetta "società civile organizzata": a tal fine contribuisce a rafforzare il ruolo delle organizzazioni della società civile stabilendo un dialogo strutturato con tali organizzazioni negli Stati membri dell'UE e in altri paesi del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I membri del &lt;strong&gt;CESE &lt;/strong&gt;rappresentano un ampio ventaglio di interessi economici, sociali e culturali nei rispettivi paesi. All'interno del Comitato sono divisi in tre gruppi: "Datori di lavoro", "Lavoratori" e "Attività diverse" (agricoltori, consumatori, ambientalisti, associazioni delle famiglie, ONG ecc.). In questo modo costituiscono un vero e proprio ponte tra l'UE e le organizzazioni della società civile degli Stati membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8277835271509795612?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/8277835271509795612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/argomenti-dell-esame.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8277835271509795612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8277835271509795612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2011/01/argomenti-dell-esame.html' title='Argomenti dell&apos; esame'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1734866451303810191</id><published>2010-12-13T11:36:00.000+01:00</published><updated>2010-12-13T11:36:25.726+01:00</updated><title type='text'>Le lezioni riprenderanno il 12 Gennaio 2011</title><content type='html'>Il nostro Seminario riprenderà Mercoledì 12 Gennaio 2011 solita ora, 10 - 12 . &lt;br /&gt;Auguro a tutti voi delle festività serene , occasione di riflessione e crescita. Buon Natale!&lt;br /&gt;In questo periodo pubblicherò sul blog alcuni temi e argomenti che vi saranno&amp;nbsp;&amp;nbsp; richiesti in sede di esame.&lt;br /&gt;Vi invito a scrivermi alla email : &lt;a href="mailto:daniela.degiorgi@hotmail.it"&gt;daniela.degiorgi@hotmail.it&lt;/a&gt; se avete già in mente il tema della tesina da portare . Vi ricordo di collegarla al tema europeo.&lt;br /&gt;Ancora BUONE FESTE&amp;nbsp; e continute a frequentare il blog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1734866451303810191?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/1734866451303810191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/12/le-lezioni-riprenderanno-il-12-gennaio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1734866451303810191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1734866451303810191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/12/le-lezioni-riprenderanno-il-12-gennaio.html' title='Le lezioni riprenderanno il 12 Gennaio 2011'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-678470528480028929</id><published>2010-11-25T10:44:00.001+01:00</published><updated>2010-11-25T10:47:15.667+01:00</updated><title type='text'>INTERESSANTE CONVEGNO IN CAMPIDOGLIO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;CONSIGLIO LA PARTECIPAZIONE &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PER GLI INTERESSANTI ARGOMENTI CHE ATTENGONO&amp;nbsp;AL IL NOSTRO SEMINARIO DI QUEST'ANNO.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Martedì&amp;nbsp; 30&amp;nbsp; Novembre 2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cliccare per&amp;nbsp;l'invito all'indirizzo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/SandanoProgr2010_europa051110_2.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/SandanoProgr2010_europa051110_2.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-678470528480028929?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/678470528480028929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/interessante-convegno-in-campidoglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/678470528480028929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/678470528480028929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/interessante-convegno-in-campidoglio.html' title='INTERESSANTE CONVEGNO IN CAMPIDOGLIO'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6031243504736121749</id><published>2010-11-25T10:37:00.000+01:00</published><updated>2010-11-25T10:37:47.490+01:00</updated><title type='text'>L'EUROPA A UN ANNO DAL TRATTATO DI LISBONA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;LUNEDI'&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt; 29 NOVEMBRE 2010&amp;nbsp; 15.30&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 17.30&amp;nbsp;&amp;nbsp; AULA MAGMA UNIVERSITA'&amp;nbsp; ROMA TRE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MARTEDI'&amp;nbsp; 30&amp;nbsp; NOVEMBRE&amp;nbsp;&amp;nbsp; -&amp;nbsp;ESEDRA DEL MARCO AURELIO&amp;nbsp;-&amp;nbsp; CAMPIDOGLIO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ORE 9&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/SandanoProgr2010_europa051110_2.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/SandanoProgr2010_europa051110_2.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6031243504736121749?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/6031243504736121749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/leuropa-un-anno-dal-trattato-di-lisbona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6031243504736121749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6031243504736121749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/leuropa-un-anno-dal-trattato-di-lisbona.html' title='L&apos;EUROPA A UN ANNO DAL TRATTATO DI LISBONA'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1679468831476114151</id><published>2010-11-09T17:27:00.003+01:00</published><updated>2010-11-09T17:44:42.162+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Come vi annunciavo durante il Seminario pubblico i corsi la cui partecipazione è gratuita previa Iscrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FOLLIA &amp;nbsp;AGGRESSIVITA' E&amp;nbsp; RAPPRESENTAZIONI SOCIALI.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;12 Novembre 2010 ore&amp;nbsp; 15.30 - 20&amp;nbsp; Università&amp;nbsp; Gregoriana di Roma P.za della Pilotta 4&amp;nbsp; Roma&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;°&amp;nbsp; &lt;strong&gt;Tavola Rotonda ore 16-17.30&amp;nbsp; " Psicopatologia e aggressività&amp;nbsp;: stigma e pregiudizi a oltre 30 anni dalla legge Basaglia 180&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;interverranno: On.Carlo Ciccioli, Alberto Siracusano, Rosanna Cerbo,Paolo Bonarrio, Luigi Janiri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2° Tavola Rotonda ore 18- 20 " Media, psiche e sofferenza: tra spettacolo e informazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;interverranno:Francesco Bruno, Federico Bianchi di Castelbianco, Maria Rita Parsi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;prenota convegno:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.toninocantelmi.i/tprenotazioni/"&gt;http://www.toninocantelmi.i/tprenotazioni/&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sabato 13 Novembre 2010 Via Anicia 12 Roma ( Trastevere -Palazzo dei Genovesi ) ore 9&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;organizzato dall'APRE( associazione psicoanalitica della relazione educativa)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;argomento che verrà trattato : Pedofilia e abusi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Invito Seminario "Pedofilia. Psicodinamica dellabuso sessuale sui minori"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1679468831476114151?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/1679468831476114151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/come-vi-annunciavo-durante-il-seminario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1679468831476114151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1679468831476114151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/come-vi-annunciavo-durante-il-seminario.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4462907733523831575</id><published>2010-11-03T17:32:00.001+01:00</published><updated>2010-11-03T17:34:09.707+01:00</updated><title type='text'>Ringraziamento</title><content type='html'>Grazie per il suo invito a partecipare al suo blog prof.ssa De Giorgi, e soprattutto grazie per le preziose esperienze, e conoscenze, che condivide con noi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4462907733523831575?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/4462907733523831575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/ringraziamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4462907733523831575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4462907733523831575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/ringraziamento.html' title='Ringraziamento'/><author><name>marta86</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03294199372545792919</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1543239252202659158</id><published>2010-11-02T22:05:00.000+01:00</published><updated>2010-11-02T22:05:42.846+01:00</updated><title type='text'>lezione mercoledì 3 Novembre 2010  ore 10 -12</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1543239252202659158?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/1543239252202659158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/lezione-mercoledi-3-novembre-2010-ore.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1543239252202659158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1543239252202659158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/11/lezione-mercoledi-3-novembre-2010-ore.html' title='lezione mercoledì 3 Novembre 2010  ore 10 -12'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-996550326057728189</id><published>2010-10-19T15:27:00.004+02:00</published><updated>2010-10-19T15:30:35.477+02:00</updated><title type='text'>RIPRENDONO LE LEZIONI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Domani Mercoledì 21 Ottobre ci sarà il 1° Appuntamento per il&amp;nbsp;nuovo anno&amp;nbsp;di Sociologia corso Avanzato con il Prof. De Nardis. Aula C/4 o C/2&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Presenteremo&amp;nbsp; il Seminario di quest'anno&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Invito&amp;nbsp;gli studenti degli anni precendenti a partecipare, anche perchè è con quest'anno che termineremo il ciclo di argomenti prefissati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-996550326057728189?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/996550326057728189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/10/riprendono-le-lezioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/996550326057728189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/996550326057728189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/10/riprendono-le-lezioni.html' title='RIPRENDONO LE LEZIONI'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8865048639830582631</id><published>2010-09-26T14:45:00.004+02:00</published><updated>2010-09-26T15:56:20.397+02:00</updated><title type='text'>Riprende il Seminario.</title><content type='html'>Ad ottobre riprende il Seminario di " &lt;strong&gt;Sociologi allo specchio&lt;/strong&gt; "&lt;br /&gt;Questo è il &lt;strong&gt;terzo anno&lt;/strong&gt; e gli argomenti di quest'anno completeranno il percorso intrapreso.&lt;br /&gt;Siamo partiti chiedendoci:&lt;br /&gt;&amp;nbsp;"&lt;strong&gt;chi siamo , come siamo nati.? La nascita della facoltà di Sociologia di Trento e Roma , il clima culturale e politico degli anni 70. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci siamo a lungo dilungati sull'influsso ideologico subìto dalla comunità sociologi&lt;/strong&gt;ca. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo cercato di individuare le parole chiave che stanno caratterizzando la nostra epoca , il III° Millennio.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce dei cambiamenti storico culturali abbiamo rivisitato ed analizzato la realtà del nostro paese: &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;sotto l'ottica della Globalizzazione analizzato i cambiamenti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;.Quest'anno il tema sarà &lt;strong&gt;L'Europa e la&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Globalizzazione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tratteremo &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;strong&gt;dell'Europa e della sua unità politica, economica, amministrativa&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La porremo all'interno della nostra ricerca &lt;strong&gt;rispetto alla Globalizzazione, analizzeremo problemi e possibili soluzioni.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Entreremo nel dettaglio dei grandi problemi che la coinvolgono e dividono sotto il peso &lt;strong&gt;dell'immigrazione,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;della concorrenza economica , politica e culturale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lavoreremo a fondo sul tema della&lt;strong&gt; seconda generazione di immigrati&lt;/strong&gt; per trovare alla luce delle tematiche &lt;strong&gt;sull'identità e comunità&lt;/strong&gt; possibili interpretazioni del problema ancora con lacerante attualità aperto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8865048639830582631?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/8865048639830582631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/09/riprende-il-seminario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8865048639830582631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8865048639830582631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/09/riprende-il-seminario.html' title='Riprende il Seminario.'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-134919287562039433</id><published>2010-08-16T22:58:00.000+02:00</published><updated>2010-08-16T22:58:32.039+02:00</updated><title type='text'>testo di Madre Teresa</title><content type='html'>NON IMPORTA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico.Non importa, amalo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fai il bene ti attribuiscono secondi fini egoistici.Non importa, fa il bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se realizzi i tuoi obbiettivi trovi falsi amici e veri nemici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non importa, realizzali!Il bene che fai verrà domani dimenticato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non importa, fai il bene!L’ onestà e la sincerità ti rendo vulnerabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non importa, sii franco e onesto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non importa, costruisci!Se aiuti la gente, se ne risentirà.Non importa, aiutala!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non importa, dai il meglio di te! Agnese Ganxhe Bojaxhin (Madre Teresa)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-134919287562039433?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/134919287562039433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/08/testo-di-madre-teresa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/134919287562039433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/134919287562039433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/08/testo-di-madre-teresa.html' title='testo di Madre Teresa'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6396496714435440103</id><published>2010-06-25T08:46:00.002+02:00</published><updated>2010-06-25T08:50:07.162+02:00</updated><title type='text'>informazioni su corsi di criminologia</title><content type='html'>Salve Professoressa, sono al secondo anno di sociologia. Le volevo chiedere se esistono corsi di criminologia? Mi è veramente dispiaciuto non assistere all'incontro tenutosi il 21 e il 22 di Giugno. Grazie, Veronica Gaglianò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6396496714435440103?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/6396496714435440103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/06/informazioni-su-corsi-di-criminologia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6396496714435440103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6396496714435440103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/06/informazioni-su-corsi-di-criminologia.html' title='informazioni su corsi di criminologia'/><author><name>veronica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03964334107772815997</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2789284658753733038</id><published>2010-06-21T19:04:00.000+02:00</published><updated>2010-06-21T19:04:22.737+02:00</updated><title type='text'>INVITO  -  LUNEDì E MARTEDì  21 - 22  GIUGNO 2010</title><content type='html'>PRESSO "&amp;nbsp; lA SAPIENZA "&amp;nbsp; CONVEGNO SULLA CRIMINOLOGIA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VI&amp;nbsp; SAPEVO IN MOLTI INTERESSATI ALLA CRIMINOLOGIA. &lt;br /&gt;DOMANI PRESSO LE&amp;nbsp;AULE 1 - 2 - 3 DIPARTIMENTO SCIENZE PSICHIATRICHE E MEDICINA PSICOLOGICA - INGRESSO VLE REGINA ELENA 334&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SI SVOLGONO INTERESSANTI INCONTRI.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;ALLE 15&amp;nbsp; IN PARTICOLARE IL PROF . DE NARDIS PRESIEDE. INTERVENTI DI&amp;nbsp; FRANCESCO BRUNO, ALESSANDRO MELUZZI TRECCA, PROVVISIONATO, PANNITTERI, PARSI.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2789284658753733038?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/2789284658753733038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/06/invito-lunedi-e-martedi-21-22-giugno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2789284658753733038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2789284658753733038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/06/invito-lunedi-e-martedi-21-22-giugno.html' title='INVITO  -  LUNEDì E MARTEDì  21 - 22  GIUGNO 2010'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6029158913820164783</id><published>2010-05-26T18:18:00.000+02:00</published><updated>2010-05-26T18:18:09.396+02:00</updated><title type='text'>INVITO  - MERCOLEDI'  9 Giugno 2010 - Centro Congressi Capranica  ROMA</title><content type='html'>Convegno sulla "&amp;nbsp; RIFORMA ASSISTENZA PSICHIATRICA "&lt;br /&gt;Andare oltre la 180 nella direzione dei pazienti e delle loro famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;interverranno&amp;nbsp;&amp;nbsp; -&amp;nbsp;On: C. Ciccioli - On. G: Palumbo - On. M. Polledri -On. P.Binetti - On. C.Porcu - On. L. Barani - O. D.Di Virgilio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On. F. Martini (Sottosegretario Ministero della Salute)&lt;br /&gt;Prof. Ferruccio Fazio ( Ministro della Salute )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERCOLEDI&amp;nbsp; 9&amp;nbsp; GIUGNO&amp;nbsp; ORE 16.30&amp;nbsp; - PIAZZA&amp;nbsp; CAPRANICA -&amp;nbsp; ROMA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6029158913820164783?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/6029158913820164783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/05/invito-mercoledi-9-giugno-2010-centro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6029158913820164783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6029158913820164783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/05/invito-mercoledi-9-giugno-2010-centro.html' title='INVITO  - MERCOLEDI&apos;  9 Giugno 2010 - Centro Congressi Capranica  ROMA'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2596766115508108753</id><published>2010-05-07T10:22:00.015+02:00</published><updated>2010-05-09T17:21:40.568+02:00</updated><title type='text'>Identità psicoanalitica e identità sociale.</title><content type='html'>&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Il sè psicanalitico e il sè sociale.&amp;nbsp;Come cercare la propria identità?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per un nuovo concetto di &lt;strong&gt;&amp;nbsp;identità&lt;/strong&gt; che raccolga in sè e faccia&amp;nbsp;tesoro del patrimonio culturale dell&lt;strong&gt;a &lt;/strong&gt;psicoanalisi,&lt;strong&gt;&amp;nbsp;il sè psicoanalitico (l'io ideale),&lt;/strong&gt; ma che&amp;nbsp;non trascuri &amp;nbsp;&lt;strong&gt;l'identità intesa come&amp;nbsp;identificazione sociale, ruolo, all'interno di una propria particolarità , cifra identificativa&amp;nbsp; nella comunità locale e&amp;nbsp; ovviamente nazionale.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il tema dell'identità&lt;/strong&gt; , secondo me, sarà fondamentale nei prossimi anni, perchè è elemento di analisi per &lt;strong&gt;quel cambiamento di valori culturali e sociali&lt;/strong&gt; che "&lt;strong&gt;soli"&lt;/strong&gt; possono modificare ,sia a livello&amp;nbsp; individuale che di gruppo sociale, il comportamento delle persone. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;Per superare &lt;strong&gt;il vuoto psichico&lt;/strong&gt; che la cultura egemone ha lasciato, sotto il peso dei concetti di &lt;strong&gt;internazionalismo, imperialismo&amp;nbsp;e globalizzazione&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;L'internazionalismo socialista&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;concetto aulico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;di tanta cultura del secolo&amp;nbsp;precedente fa il palio con &lt;span style="color: red;"&gt;l'imperialismo americano&lt;/span&gt; , nel giuoco dei due schieramenti di potere che vedeva il mondo diviso in due blocchi contrapposti, quello&amp;nbsp;occidentale con il "&amp;nbsp;Patto Nato" e quello dell'est con &amp;nbsp;l'Unione Sovietica&amp;nbsp;e il "Patto di Varsavia"&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Le ideologie contrapposte nel tentativo di egemonizzare i paesi e le genti dei due schieramenti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;. Politicamente, economicamente e culturalmente.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;La Globalizzazione&lt;/span&gt;&amp;nbsp;moderna&amp;nbsp; è&amp;nbsp; l'unificazione realizzata sul piano economico e culturale da tutte le parti.&amp;nbsp; All'indomani&amp;nbsp;del dissolvimento dell' Unione Sovietica e del Patto di Varsavia, con la fontamentale&amp;nbsp;nuova presenza di&amp;nbsp;forze in giuoco&amp;nbsp;rappresentate dalla Cina, dall' India , dai Paesi orientali e&amp;nbsp; sud Americani, non ultimo il Brasile,&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;ha contribuito alla condizione umana attuale.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;L'economia globale&amp;nbsp;che "detta " le leggi del vivere , dell'uomo moderno, di un uomo uguale a tanti altri, che pensa,vive ,produce.&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;in modo simile , che spende nei &amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;nuovi TEMPLI&amp;nbsp; dell'oggi : i villaggi virtuali delle merci, i nuovi Centri Commerciali, che non a caso diventano Cattedrali nel Deserto anche nella struttura architettonica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Il Federalismo&lt;/strong&gt; è immancabile che per non essere tentativo vuoto di reali contenuti e &amp;nbsp;valori, per non rimanere solo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Federalismo fiscale&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;deve prendersi carico di queste tematiche culturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.....Aspetto i vostri contributi.....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2596766115508108753?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/2596766115508108753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/05/identita-psicoanalitica-e-identita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2596766115508108753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2596766115508108753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/05/identita-psicoanalitica-e-identita.html' title='Identità psicoanalitica e identità sociale.'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6674072658655208004</id><published>2010-04-24T14:34:00.000+02:00</published><updated>2010-04-24T14:34:19.899+02:00</updated><title type='text'>Associazione " Il noi sociale "</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Si è costituita l' Associazione IL NOI SOCIALE .&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL NOI SOCIALE o INOS è&amp;nbsp;un ente non lucrativo di&amp;nbsp;promozione sociale a carattere scientifico culturale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ha scopo di ricerca e di intervento al fine di risolvere problematiche sociali.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I suoi riferimenti primi sono la famiglia e &amp;nbsp;i gruppi sociali.&amp;nbsp;Nel link troverete sia gli scopi che i principi ispiratori. Chiunque&amp;nbsp;sia interessato ad associarsi invii un'email a:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="mailto:ilnoisociale@hotmail.it"&gt;ilnoisociale@hotmail.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Presidente&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Daniela De Giorgi&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Mia_Associazione_Inos.pdf"&gt;tp://sociologi.altervista.org/Mia_Associazione_Inos.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6674072658655208004?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/6674072658655208004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/04/associazione-il-noi-sociale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6674072658655208004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6674072658655208004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/04/associazione-il-noi-sociale.html' title='Associazione &quot; Il noi sociale &quot;'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5084566257821316684</id><published>2010-04-03T21:14:00.000+02:00</published><updated>2010-04-03T21:14:43.337+02:00</updated><title type='text'>Buona Pasqua!!</title><content type='html'>Se la Pasqua ha come significato simbolico la rinascita.....Bene.!!.. Auguro a tutti voi...&lt;br /&gt;...&amp;nbsp;di rinascere al nuovo, e quindi di liberarvi di quello che vi crea sofferenza e peso inutile....&lt;br /&gt;.....auguro di trovare sempre strade nuove e stimoli nuovi per una vita che sia veramente piena e degna di essere vissuta fino in fondo..senza paure..!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5084566257821316684?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/5084566257821316684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/04/buona-pasqua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5084566257821316684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5084566257821316684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/04/buona-pasqua.html' title='Buona Pasqua!!'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8558732102188206105</id><published>2010-03-30T17:36:00.001+02:00</published><updated>2010-03-30T17:40:14.325+02:00</updated><title type='text'>Convegno - FACOLTA'  DI  SOCIOLOGIA  -  8  Aprile  2010  ore  9 - 18</title><content type='html'>&lt;strong&gt;FACOLTA' DI SOCIOLOGIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CENTRO CONGRESSI DI ATENEO -&amp;nbsp; VIA&amp;nbsp; SALARIA 113&amp;nbsp; -&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;ORIZZONTI&amp;nbsp; E&amp;nbsp; CONFINI&amp;nbsp; NELLA&amp;nbsp; RICERCA&amp;nbsp; EPISTEMOLOGICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;una&amp;nbsp; storia&amp;nbsp; delle&amp;nbsp; scienze&amp;nbsp; per i nuovi&amp;nbsp; saperi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;interverranno :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paola Bornia&amp;nbsp;&amp;nbsp; Paolo De Nardis&amp;nbsp; &amp;nbsp;Luigi Frudà&amp;nbsp;&amp;nbsp; Paolo Parrini&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Fabio Sciarrini&amp;nbsp;&amp;nbsp; Leonardo Cannavò&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Federico Di Trocchio&amp;nbsp;&amp;nbsp; Roberta Lanfredini&amp;nbsp;&amp;nbsp; Guglielmo Rinzivillo&amp;nbsp;&amp;nbsp; Luciano Zani&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8558732102188206105?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/8558732102188206105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/03/convegno-facolta-di-sociologia-8-aprile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8558732102188206105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8558732102188206105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/03/convegno-facolta-di-sociologia-8-aprile.html' title='Convegno - FACOLTA&apos;  DI  SOCIOLOGIA  -  8  Aprile  2010  ore  9 - 18'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4180758148031415822</id><published>2010-03-07T16:14:00.000+01:00</published><updated>2010-03-07T16:14:16.370+01:00</updated><title type='text'>INCONTRO A  ROMA  SULLA PSICHIATRIA</title><content type='html'>Volevo invitarvi al Convegno che si terrà a&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Roma&amp;nbsp;-&amp;nbsp; Martedì 9 Marzo&amp;nbsp;-&amp;nbsp; hotel Exedra &amp;nbsp;P.za della Repubblica 47&amp;nbsp; &amp;nbsp;ore&amp;nbsp; 16.30.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si parlerà della legge sulla psichiatria in discussione ora in Commissione Parlamentare&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;al convegno interverrà la candidata alla regione Lazio per il PDL&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Renata Polverini .&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci saranno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;l'On. Carlo Ciccioli - promotore della legge -&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prof. Tonino Cantelmi -presidente AIPPC&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D.sa Rosalba Trabalzini - Psicologa - &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Varie associazioni delle famiglie e delegazioni sul territorio&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4180758148031415822?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/4180758148031415822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/03/incontro-roma-sulla-psichiatria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4180758148031415822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4180758148031415822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/03/incontro-roma-sulla-psichiatria.html' title='INCONTRO A  ROMA  SULLA PSICHIATRIA'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7081487548136754147</id><published>2010-02-28T13:09:00.001+01:00</published><updated>2010-02-28T13:09:57.996+01:00</updated><title type='text'>Esami il 5 Marzo - COMUNICAZIONE AGLI STUDENTI</title><content type='html'>Per chi deve sostenere l'esame il 5 Marzo : &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PORTATE IL LAVORO EFFETTUATO DURANTE IL SEMINARIO IN FORMA CARTACEA.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Consiglio : non sottovalutate lo studio del testo del prof. De Santis. Aver seguito il Seminario non comporta" l'assoluzione per&amp;nbsp;ignoranza" sugli&amp;nbsp; argomenti teorici dell'esame.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A presto!&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7081487548136754147?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/7081487548136754147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/esami-il-5-marzo-comunicazione-agli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7081487548136754147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7081487548136754147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/esami-il-5-marzo-comunicazione-agli.html' title='Esami il 5 Marzo - COMUNICAZIONE AGLI STUDENTI'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4781433969797073421</id><published>2010-02-17T17:54:00.000+01:00</published><updated>2010-02-17T17:54:35.238+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Pubblico un articolo da me preparato in appoggio al movivento&amp;nbsp;per la &amp;nbsp;riforma della legge Basaglia, che vedrà la stampa presso riviste specializzate.Ho piacere di condividerlo con voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4781433969797073421?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4781433969797073421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4781433969797073421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/pubblico-un-articolo-da-me-preparato-in.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7159787772912337415</id><published>2010-02-17T17:45:00.000+01:00</published><updated>2010-02-17T17:45:58.107+01:00</updated><title type='text'>METTIAMO ORDINE AI RICORDI .Per una revisione della Legge Basaglia</title><content type='html'>Mettiamo ordine ai ricordi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una revisione della Legge Basaglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni è iniziato l’esame in XII Commissione Parlamentare (Affari Sociali ) della proposta di legge Cicciòli sulla riforma psichiatrica. Dopo trent’anni dall’entrata in vigore della legge Basaglia del 1978, è nata l’esigenza di una nuova normativa in proposito. Con una tempistica ad “orologeria“, RAIUNO ha mandato in onda in due puntate il programma “La città dei matti”, che ci ha narrato la coraggiosa vita di Franco Basaglia e le vicissitudini della lotta che portò alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici in Italia. E’ stato un buon prodotto televisivo, ottima la regia e le interpretazioni. Le emozioni provocate dalla visione del filmato hanno riaperto la finestra del passato. Come eravamo a quei tempi? Riconosco che in questo tentativo sto mettendo mano a qualcosa di poco obiettivo come il vissuto personale, il ricordo. C’era nel filmato un romanticismo ed una leggerezza sconosciuta a quei tempi. Capita, ai prodotti culturali di tipo commemorativo, il rischio di cadere nella mitizzazione della storia raccontata! Sì, perché tutto erano quei tempi fuorchè romantici!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia stava vivendo uno dei momenti più difficili e conflittuali della sua breve vita democratica. Per collocare nel ricordo gli avvenimenti la legge Basaglia viene promulgata il 13 maggio del 1978, una settimana dopo il 6 Maggio, giorno dell’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. La battaglia per la chiusura dei manicomi si svolge tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni settanta, in un paese completamente in balìa culturalmente e politicamente dell’ideologia di sinistra. Il movimento “ antiistituzionale basagliano” si è, fin dagli esordi, legato ai vari movimenti di contestazione. La questione psichiatrica uscendo dall’ambito prettamente specialistico, fu collegata alla lotta di classe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vero è che l’ospedale psichiatrico in Italia, come in altre parti nel mondo, rispondeva alla metà degli anni ’50 a un paradigma psichiatrico costruito nell’800. La legge manicomiale italiana del 1904, voluta da Giolitti, confermò e reiterò la realizzazione di luoghi di forte controllo sociale generalizzato. Durante il fascismo, con il codice Rocco si istituì la iscrizione dei ricoverati nel casellario giudiziale, omologando i pazienti ai pregiudicati. Questo influenzerà il futuro delle istituzioni e la loro gestione. Metodi repressivi, trattamenti fortemente invasivi. L’elettroshock fu un’ invenzione italiana (Cerletti e Bini, 1938), si praticava lo shock insulinico ed altri metodi che provocavano la demolizione di aree cerebrali. I pazienti psichiatrici erano depauperati di ogni diritto, e sulla base di un “giudizio legale di non cittadinanza” fu possibile realizzare, all’interno del potere nazista, lo sterminio di circa 200.000 pazienti e “ l’eutanasia dolce” di altre decine di migliaia di ricoverati in Italia ed in Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel clima di contestazione degli anni ’68-‘78 l’istituzione psichiatrica diviene uno dei riferimenti principali nella lotta all’antiautoritarismo, al rifiuto del mito della scienza naturale. Una “Lotta Simbolo“ diremo, proprio per il suo legame con i problemi di ordine pubblico, per la definizione del concetto e dei limiti della norma, per quei processi di mantenimento dell’assetto sociale su cui la norma si fondava. All’interno della lettura in chiave di ”lotta di classe“, fu denunciata la natura classista della segregazione manicomiale, ci fu la presa di coscienza, e quindi il rifiuto del ruolo repressivo e segregante che la società delegava ai medici psichiatri e ai diversi operatori del settore rispetto ai malati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa era l’atmosfera politico culturale di quegli anni. Sull’onda emotiva dei ricordi, e per giustificare la mia scesa in campo rispetto al tema, vorrei testimoniare la mia esperienza. Nel 1976, arrivata alla conclusione del mio iter di esami presso la facoltà di Sociologia, chiesi di poter effettuare la mia tesi di Laurea sperimentale presso l’Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà di Roma. C’era grande necessità conoscitiva rispetto ai problemi psichiatrici nel territorio e partirono due ricerche grazie al lavoro di studenti, operatori del CIM, dell’Istituto di Psicologia, dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’’Istituto di Psicometria. La ricerca a cui partecipai durò 6 mesi e fu effettuata al S. Maria della Pietà di Roma. La seconda fu svolta presso tutte le Cliniche Private Psichiatriche della Provincia di Roma. Questi lavori furono pubblicati nell’anno 1977 dalla rivista “ Il lavoro neuropsichiatrico” edito dall’Amm. Prov. di Roma. Presumo siano quindi gli ultimi dati, scientificamente rilevati, sul territorio della Provincia di Roma, prima dello smantellamento dell’O.P. Le finalità della ricerca erano quelle di effettuare una sorta di mappa territoriale dei ricoverati ed evidenziare i gruppi sociali più a rischio. Individuare attraverso quali canali si arrivava al ricovero, quanta richiesta di ospedalizzazione c’era e di che tipo. Quanto il tempo di permanenza, considerate diverse varianti. Non intendo ovviamente dilungarmi su una ricerca di trenta anni fa, ma è importante ricordare che i posti letto psichiatrici tra i due O.P (S.Maria della Pieta’ e Ceccano) i due Istituti per cronici (Guidonia e Genzano ) e le diciotto Cliniche psichiatriche convenzionate, erano 5858. Alcune delle ipotesi da cui eravamo partiti ebbero conferma, altre no. Complessivamente dalle diagnosi di dimissione di evinceva che il 43% dei ricoveri erano casi non prettamente psichiatrici che potevano essere gestiti dai servizi territoriali (handicap, epilessia, alcolismo, tossicodipendenza, arteriosclerosi, nevrosi, caratteropatie). Il 57% risultavano essere casi psichiatrici conclamati con diagnosi di psicosi, schizofrenia, sindrome maniaco depressiva. Non fu dimostrato l’utilizzo dell’ O.P come parcheggio-deposito del malato da parte della famiglia nei mesi estivi, anche rispetto agli anziani le percentuali dei ricoveri rimasero costanti. Fu dimostrato il rapporto di dipendenza che si creava tra Istituzione e paziente, sia nei malati cronici, sia nei non cronici (si pensi alle entrate e uscite continuative degli alcoolisti). L’O.P era vissuto come luogo protettivo dove il malato era accettato. Fu dimostrato il ruolo repressivo dell’Istituzione specialmente nei ricoveri effettuati tramite gli Ospedali Generali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sguardo verso il passato serve per storicizzare gli avvenimenti, collocarli nella giusta prospettiva politico culturale in cui sono avvenuti. Chiudere per sempre quel “tipo” di Ospedale Psichiatrico, con le caratteristiche che gli erano state demandate di assistenza, coercizione, repressione dei fenomeni devianti, è stata cosa giusta, come lo è stata la battaglia di quegli anni. Giusta ma ideologica. Con questo voglio dire che si buttò con un unico gesto l’acqua sporca e il bambino. Non si pensò ad un nuovo modello, un intervento terapeutico moderno, rispettoso dei diritti dell’individuo. Non si mise al primo posto il malato e quindi non si ripartì da questo. Si ripartì dal voler dimostrare che la malattia mentale non esisteva, che era il frutto delle contraddizioni della società capitalistica. In questa ottica la prematura morte di Franco Basaglia nel 1980 non semplificò la realizzazione della legge 180. Il gruppo dei basagliani rifiutò tutti i possibili progetti di modernizzazione che furono letti solo in chiave di riformismo politico volti a neutralizzare i conflitti sociali. Affermarono che la malattia mentale non si poteva diagnosticare sul piano organico in maniera precisa (vedi gli esperimenti di Rosenhan di cui Jervis nel 1975 riferisce nel suo “Manuale critico di psichiatria”) e quindi la follia rimaneva sempre una ipotesi, e quindi, un giudizio. Seguendo questa logica di negazione della malattia, anche nello sceneggiato “La città dei matti” ambientato a Trieste non c’era traccia dei malati gravi, di quel 57% che a Roma erano conclamatamente riconosciuti tali. Trieste città immune da psicosi ?! La malattia mentale è caratterizzata dalla non consapevolezza dello star male e da questo deriva la grande difficoltà della gestione del paziente. Il paziente non ha coscienza dei suoi problemi e quindi rifiuta le cure. Il guru teorico della rivoluzione psichiatrica Giovanni Jervis, che aveva voluto con sé Basaglia all’ Einaudi, che fu l’artefice del libro che rivelò Basaglia e le sue battaglie, dagli anni ‘80 in poi, quando si trattò di trasformare in realtà la legge 180, fu molto critico della sua realizzazione. Denunciò le migliaia di persone che furono abbandonate a se stesse e il dilagare degli ospedali privati sovvenzionati e non migliori di quelli pubblici. Si dissociò, quindi, e fece un percorso di profonda autocritica. Prima della sua scomparsa, nell’ultimo libro “La razionalità negata”, riflettè sulle speranze e le passioni ideologiche degli anni ‘70, ne prese le distanze e criticò l’antipsichiatria come atteggiamento antirazionalista e velleitario, che vede la follia come qualcosa di rivoluzionario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo bel polverone di ideologia ed interessi, dove pullulano, oggi, tanti nuovi Istituti Psichiatrici privati ma convenzionati, dove i soldi pubblici vengono spesi senza i controlli che meriterebbero, senza bilanci sociali a testimoniare trasparenza ed efficienza, soli restano loro: i malati e le loro famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea basagliana fondata sul già citato testo sacro dell’epoca “il Manuale Critico Di Psichiatria” di Jervis, vedeva la famiglia non solo come una struttura di riproduzione della forza lavoro ma come la fabbrica del fascismo quotidiano, della oppressione della donna, del terrorismo psicologico nei confronti dei bambini e dei giovani, dei valori dell’egoismo, della chiusura piccolo borghese nella dimensione del privato in contrapposizione ai valori del pubblico e del politico. La famiglia era, per i basagliani, depositaria naturale di un modello sociale borghese, di quelle norme sociali che il movimento anti-istituzionalista combatteva. Questa è la cultura responsabile delle scelte che furono fatte. Le famiglie sono state abbandonate e colpevolizzate. Generalizzando si perse di vista le tante sfaccettature dei problemi, dei bisogni e delle risposte. La famiglia fu vista come centro, nucleo del problema del disagio. Non si è creato un movimento di aiuto e solidarietà, anzi, gli si è negato tutto. La si è lasciata pericolosamente sola nella gestione dei propri malati, come testimoniano i tanti casi drammatici di violenza e morte, nella storia di questi anni. Gli si è negata persino l’informazione sul percorso terapeutico dei loro cari. In trent’anni anche l’istituto della famiglia italiana si è modificato profondamente. Una famiglia in difficoltà, quella di oggi, ripiegata su se stessa e in grave crisi rispetto alla trasmettibilità, nei confronti dei figli, di regole e valori. Anzi, da tutte le parti non si fa che puntare il dito sulla manchevolezza normativa della famiglia, della scuola e delle istituzioni in genere. Questo per testimoniare il bisogno urgente, inderogabile di una rivisitazione, di una riforma che tenga conto del clima culturale diverso, dei cambiamenti scientifici realizzati, delle nuove cure farmacologiche e psicoterapeutiche di cui dispone oggi la classe medica. Bisogna rivedere le normative riguardanti la malattia mentale. La “questione psichiatrica“ non riguarda solo una fascia di cittadini disperati e basta, ma tutti noi. Tutti noi cittadini italiani, elettori, che attendiamo di veder finalmente realizzata nel nostro amato Paese quella ”rivoluzione liberale” che ci è stata promessa. Impresa ardua, piena di ostacoli, che una cultura illiberale tenta in ogni momento di far cadere nel dimenticatoio. E’ una “ questione” non di principio ma di sostanza, legata alla vita, alla sopravvivenza di migliaia di famiglie che per troppo tempo, in nome di valori ideologici, hanno sofferto nel loro più “solitario privato”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott. Daniela de giorgi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7159787772912337415?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7159787772912337415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7159787772912337415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/mettiamo-ordine-ai-ricordi-per-una.html' title='METTIAMO ORDINE AI RICORDI .Per una revisione della Legge Basaglia'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5715648115081397270</id><published>2010-02-10T19:37:00.002+01:00</published><updated>2010-02-10T19:52:12.922+01:00</updated><title type='text'>Charles-Louis de Secondat, baron de La Brède et de Montesquieu</title><content type='html'>«pour qu’on ne puisse pas abuser du pouvoir, il faut que, par la disposition de choses, le pouvoir arrête le pouvoir» L’Espirit des lois, capitolo VI del libro XI, La Constitution d’Angleterre, 1748.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un potere che si può contrapporre ad un potere prevaricatore può evitare le descriminazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5715648115081397270?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5715648115081397270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5715648115081397270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/charles-louis-de-secondat-baron-de-la.html' title='Charles-Louis de Secondat, baron de La Brède et de Montesquieu'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5250116003638224625</id><published>2010-02-09T14:37:00.012+01:00</published><updated>2010-02-09T15:47:34.748+01:00</updated><title type='text'>Un linguaggio di genere : il Nu Shu- Il linguaggio segreto.</title><content type='html'>La condizione della donna cinese&amp;nbsp;fu, come quasi dovunque nei secoli, una condizione di assoggettamento e spesso di schiavitù.&amp;nbsp;Considerata essere inferiore atta solo all'assistenza e alla procreazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia&amp;nbsp; "al femminile " che, ancora non è stata pienamente letta e scritta ,e che spesso, preferiamo buttarci alle spalle ,nel cercare&amp;nbsp;di andare avanti nell'emancipazione dell'oggi.&lt;br /&gt;Un'emancipazione che ci pone difronte ai vari questiti del "come" realizzarla , specialmente nel rispetto delle "nostre" diversità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il passato siamo comunque noi...e.. il" &lt;strong&gt;filo rosa della storia&lt;/strong&gt;"....a volte ci riprende e ci commuove..: &lt;strong&gt;il Nu Shu.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un linguaggio segreto solo femminile. All'oggi &lt;strong&gt;l'unica lingua di genere&lt;/strong&gt; della storia dell'umanità.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Spesso solo cantato, solo "ricamato" sulle vesti delle povere bambine che andavano "spose schiave" a uomini e alle loro famiglie.&lt;br /&gt;Donne, ovviamente, analfabete, che si tramandano vocalmente un linguaggio segreto , un linguaggio di ribellione, di conforto, di aiuto e di rassegnazione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Un linguaggio sicuramente di " &lt;strong&gt;sorellanza&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;":&amp;nbsp; era difatti&amp;nbsp;un&amp;nbsp; linguaggio che univa solo le donne, solo le sorelle, le figlie con le madri e le nonne.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Spesso frasi scritte , ricamate come dei disegni sul corredo delle disgraziate.&lt;br /&gt;Sapevano bene le donne a quale&amp;nbsp;solitudine di vita&amp;nbsp; le "spose bambine" sarebbero andate incontro, quanto dolore e sofferenza, e i loro messaggi sul corredo&amp;nbsp;sarebbero stati&amp;nbsp; l'unico momento di conforto, l'unico lembo su cui far cadere le loro disperate lacrime, la loro soffocata ribellione.&lt;br /&gt;Frasi e canti con cui la comunità di donne piangeva la sorella che sarebbe a breve mancata , persa, forse mai più riabbracciata.&lt;br /&gt;Un mondo solidale&amp;nbsp; ed emotivo , il mondo dei sentimenti , il mondo delle donne.&lt;br /&gt;Nessun uomo è mai entrato in questo mondo&amp;nbsp; di donna cinese fatto di suoni e grafici .Ancora oggi c'è una sola scuola che tramanda il linguaggio&amp;nbsp; e&amp;nbsp; solo a donne. &lt;br /&gt;Durante la Rivoluzione Culturale, &amp;nbsp;Mao&amp;nbsp;Zedong , pensando che fosse un linguaggio utilizzato per lo spionaggio interno ed internazionale&amp;nbsp;, lo ha "fortemente &amp;nbsp;contrastato" &amp;nbsp;vietandone l'uso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Non oso&amp;nbsp;neppure immaginare quanto sangue femminile fu versato...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5250116003638224625?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5250116003638224625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5250116003638224625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/un-linguaggio-di-genere-il-nu-shu-il.html' title='Un linguaggio di genere : il Nu Shu- Il linguaggio segreto.'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1669544798317252760</id><published>2010-02-07T19:29:00.002+01:00</published><updated>2010-02-07T19:34:08.118+01:00</updated><title type='text'>Democrazia?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono diverse le spiegazioni sull’assenza di democrazia in oriente.&lt;br /&gt;Nel pensiero degli antichi si usava fare una comparazione tra occidente libero e oriente schiavo!&lt;br /&gt;Già all’epoca dei Greci in occidente i cittadini erano assoggettati alla legge anche se questa era una legge di privilegiati perché esisteva la schiavitù si andava ad affermare per la prima volta nella storia il dominio della legge e dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge,mentre in oriente vi era il despota padrone assoluto della vita e dei beni dei sudditi.&lt;br /&gt;La nascita della democrazia in occidente è frutto non solo di un particolare ethos religioso che ha permesso lo sviluppo del capitalismo “…..il guadagno deve servire a produrre altro guadagno e la concezione della propria professione come beruf …” ma anche dell’affermarsi di alcuni diritti tra i quali il diritto di proprietà. Proprio la mancanza di diritti di proprietà è la causa della rovina economica dei popoli orientali e della loro condanna a vivere, sotto il dispotismo, in una condizione di miseria. Nel medioevo in Europa vi era una società senza stato e anarchica che permise la nascita dei primi liberi comuni, chiamati da Weber “le crisalidi del capitalismo”, in grado di opporsi al potere centrale,  questa loro autonomia è alla base della nascita e dello sviluppo di una società civile intesa come società distributrice di diritti. L’ethos religioso dell’oriente contrastava lo sviluppo economico del razionalismo tipico del capitalismo ed i popoli si trovavano di fronte un potere troppo forte in grado di sopprimere ogni diritto e libertà. “Nel 1184 il viaggiatore Jubar, giunto in Palestina, noto che i suoi correligiosi preferivano vivere sotto il dominio degli infedeli”.&lt;br /&gt;Successivamente, in occidente, nascono gli stati nazioni e si andava ad affermare quello che il Machiavelli chiama il “libero vivere”, abbiamo la Magna Charta inglese del 1215, la Gloriosa rivoluzione del 1689, la Dichiarazione d’Indipendenza del 1776, la Rivoluzione Francese del 1789 ecc., tutto ciò accade in occidente. &lt;strong&gt;Abbiamo la Democrazia perchè abbiamo una storia diversa e non perchè siamo diversi&lt;/strong&gt;. La nostra è una democrazia anche se Schmitt la definisce negli anni 30 un grande falsità dovuta ad una scelta politica che fa di essa una tirannia mascherata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1669544798317252760?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1669544798317252760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1669544798317252760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/democrazia.html' title='Democrazia?'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5113942410301789126</id><published>2010-02-07T18:34:00.006+01:00</published><updated>2010-02-07T18:48:14.961+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Sono pienamente d'accordo. Infatti ogni popolo come ogni singolo individuo ha un suo relativismo culturale. Il problema forse è legato al fatto che in molte culture ci sono delle forti disuguaglianze sociali che vengono condivise perchè viste come idonee per il patrimonio valoriale.Per diversi motivi è difficile infatti combattere certe problematiche. Uno è appunto lo stesso relativismo culturale.&lt;br /&gt;All'interno di alcune popolazioni però potrebbero anche esserci delle forme di ribellione che combattano contro quel relativismo per una nuova forma di sistema sociale che possa escludere le disuguaglianze.&lt;br /&gt;In pratica bisognerebbe capire chi vuole essere aiutato, come e perchè.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5113942410301789126?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5113942410301789126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5113942410301789126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/sono-pienamente-daccordo.html' title=''/><author><name>Silvia Di Giuseppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10630007292798549308</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4993224746724338944</id><published>2010-02-06T23:28:00.004+01:00</published><updated>2010-02-06T23:40:17.003+01:00</updated><title type='text'>Contributo al lavoro del settimo gruppo sul mobbing</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La violenza psicologica sul lavoro o, come si preferisce dire oggi con un termine di forte appeal massmediatico, mobbing, rappresenta un fenomeno antico quanto le organizzazioni. Da sempre legato alla sfera delle relazioni interpersonali, in genere non investiva formalmente l'intero management dell'impresa, si consumava piuttosto nel rapporto capo/collaboratore, progressivamente estromesso dal ciclo produttivo e depauperato della sua immagine professionale e personale. Il cambiamento organizzativo che ha attraversato l'Italia nel decennio scorso con il suo carico di "esuberi", costosi da ri-collocare e di "risorse umane" che sono diventate un peso, ha fatto crescere geometricamente i numeri del mobbing che d'improvviso si è configurato come un'emergenza sociale. La presente brochure si colloca nell'ambito del Progetto Strategico (2000) che il Ministero della Salute ha voluto dedicare alla prevenzione dei rischi per la salute negli ambienti di vita e di lavoro e intende richiamare l'attenzione degli operatori sanitari (medico di famiglia, psichiatra, psicologo, ecc.), in quanto interlocutori privilegiati di coloro che si trovano a soffrire personalmente le costrittività di una struttura organizzativa, per diversi motivi (cambiamento organizzativo, mancanza di una politica del personale, stili di leadership inadeguati, ecc.), disfunzionale. Un richiamo particolare lo rivolgiamo al medico del lavoro, perché è nell'ambiente di lavoro che nascono e si mantengono le azioni stressogene mobbizzanti e perché qualsiasi sostegno alle vittime è destinato a vanificarsi, se il soggetto è costretto a rimanere (o a tornare) in una condizione di lavoro dove nulla cambia. Se non in peggio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Presentazione della broshure Ispesl sui disagi psicosociali&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ispesl.it/informazione/stressmobbing.asp"&gt;http://www.ispesl.it/informazione/stressmobbing.asp&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ispesl.it/networkmobbing/"&gt;http://www.ispesl.it/networkmobbing/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4993224746724338944?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4993224746724338944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4993224746724338944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/contributo-al-lavoro-del-settimo-gruppo.html' title='Contributo al lavoro del settimo gruppo sul mobbing'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1030540162831709355</id><published>2010-02-06T22:57:00.002+01:00</published><updated>2010-02-06T23:03:59.611+01:00</updated><title type='text'>Spunto dal lavoro dell'ottavo gruppo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tra le tante definizioni di Globalizzazione è molto interessante quella economica con l’immagine dell’uomo che andando a lavoro non facendo nulla di particolare viene a contatto con i prodotti di tantissimi paesi diversi per cultura e storia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1030540162831709355?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1030540162831709355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1030540162831709355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/spunto-dal-lavoro-dellottavo-gruppo.html' title='Spunto dal lavoro dell&apos;ottavo gruppo'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2651258541501858883</id><published>2010-02-06T15:57:00.004+01:00</published><updated>2010-02-06T16:10:50.023+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Proseguendo la mia ricerca sul Medio Oriente ho trovato alcuni documenti che parlano degli stupri e delle torture sulle donne e sui bambini in Iraq da parte di alcuni soldati dell'esercito americano.&lt;br /&gt;Vi assicuro che non è stato facile trovare delle notizie su questo argomento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.globalwomenstrike.net/Italian04/IraqRapeStatement.htm"&gt;http://www.globalwomenstrike.net/Italian04/IraqRapeStatement.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/reds/donne/mondo/mondo0406stupriIraq.html"&gt;http://www.ecn.org/reds/donne/mondo/mondo0406stupriIraq.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglio a tutti di vedere il film di Brian De Palma :"Redacted" del 2007.&lt;br /&gt;Iraq. Durante la guerra, quattro soldati del contingente americano, prima stuprano, poi ammazzano una ragazza irachena e tre suoi familiari.&lt;br /&gt;Tratto da un fatto realmente accaduto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2651258541501858883?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2651258541501858883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2651258541501858883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/proseguendo-la-mia-ricerca-sul-medio.html' title=''/><author><name>Silvia Di Giuseppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10630007292798549308</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-831687482755261805</id><published>2010-02-06T15:38:00.004+01:00</published><updated>2010-02-06T15:57:21.685+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Credo che il concetto di democrazia non abbia lo stesso significato per tutti i popoli ed è proprio questo il problema.&lt;br /&gt;Le popolazioni occidentali hanno un'immagine di democrazia completamente differente da quella orientale, che ancora oggi sembra inesistente.&lt;br /&gt;Il punto è che non si può definire un perfetto concetto di democrazia. Essa può esistere anche laddove sembra che non ci sia.&lt;br /&gt;Vorrei precisare...Non credo che il rifiuto dei popoli orientali sia legato all'affermazione della sovranità popolare ma ad una visione occidentale della stessa democrazia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-831687482755261805?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/831687482755261805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/831687482755261805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/credo-che-il-concetto-di-democrazia-non.html' title=''/><author><name>Silvia Di Giuseppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10630007292798549308</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7474881933021861999</id><published>2010-02-06T13:22:00.001+01:00</published><updated>2010-02-07T18:29:55.744+01:00</updated><title type='text'>IL SENSO DEL CAMMINO...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Un percorso è proprio questo&lt;/strong&gt;!!&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E' un cammino lastricato&lt;strong&gt; ora&lt;/strong&gt; di cose buone ,&lt;strong&gt;ora&lt;/strong&gt; purtroppo di cose cattive, &lt;strong&gt;come la vita di ognuno di noi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Camminando &lt;strong&gt;l'umanità sbaglia e valuta, e... cresce...&lt;/strong&gt;come noi!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi di noi non si è chiesto da dove è uscito fuori l'orrore dei forni nazisti...possibile che fossero esseri umani, con famiglie, bambini, madri, padri ??!! E le foibe? E i massacri e le violenze di massa&amp;nbsp;etniche !?? Quanti cattivi esempi!! Questa civiltà occidentale!!!.. Ma accanto a questo ...quanti sacrifici, quanto amore e quanta cultura!&lt;br /&gt;Come per un individuo ,.. la crescita di una civiltà e' nel sapersi guardare dentro, analizzare e essere capace di trasformarsi in qualcosa di diverso che superi e si evolva dal passato. Solo con la libertà e la democrazia dei partecipanti è possibile la trasformazione e la crescita.&lt;br /&gt;....Ma i concetti di libertà e democrazia di uomini e donne,la sua realizzazione vera,&amp;nbsp;non è un regalo che piove dal cielo...è un arrivo...difficile..da difendere..!!.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7474881933021861999?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7474881933021861999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7474881933021861999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/un-percorso-e-proprio-questo-e-un.html' title='IL SENSO DEL CAMMINO...'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4901605010812294146</id><published>2010-02-06T12:13:00.001+01:00</published><updated>2010-02-06T12:16:13.925+01:00</updated><title type='text'>Relativismo culturale?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Negli ultimi decenni si è affermata una versione estrema di  quello che chiamiamo “relativismo culturale”  ossia quell’approccio filosofico per cui tutti i fenomeni culturali sono uguali e che rischia di dare validità ad una cultura solo entro i propri confini facendo di essa un mondo chiuso e non comunicante con l’esterno. Inoltre questo relativismo che non ha consentito di esprimere un giudizio di valore sulle diverse istituzioni ha portato a non condannare gli orrori commessi per secoli dalla nostra civiltà la cui definizioni sui generis è quella di una civiltà dei diritti e delle libertà, quest’ultimi testimoniano la superiorità della nostra civiltà sulle altre. Ma il non aver condannato ad esempio il rogo di eretici ed omosessuali praticato per secoli dalla nostra civiltà ha impedito di apprezzare i progressi materiali e morali da essa compiuti.  Se non riconosciamo i nostri sbagli come possiamo migliorare e comprendere gli altri?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4901605010812294146?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4901605010812294146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4901605010812294146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/relativismo-culturale.html' title='Relativismo culturale?'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1076612783580424068</id><published>2010-02-06T10:14:00.008+01:00</published><updated>2010-02-09T19:38:31.424+01:00</updated><title type='text'>informazione sul 4° Gruppo -  IL PERCORSO DELL'UMANITA'</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il Quarto Gruppo è l'unico che non ha portato a termine il suo impegno.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Gruppo aveva preso il lavoro su : Rapporto su Identità e Comunità rispetto alla Globalizzazione. Gli immigrati di seconda Generazione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Devo dire che l'argomento era il più " Nuovo " degli altri. Anzi spero che sia il mio prossimo impegno professionale!! &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'unico elemento del gruppo che, da sola, ha portato avanti il suo lavoro, quindi non più come gruppo, ma isolatamente, è Francesca Ferrante. Che quindi farà l'esame con tutti&amp;nbsp;gli altri frequentatori del Seminario,quando riterrà opportuno.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ovviamente il tema ,che non è stato trattato, sarà ripreso alla ripresa del Seminario, anche perchè è proprio il "tema" la sfida verso il futuro.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Riuscire a capire il nesso tra identità personale - nazionale e Comunità nazionale e comunità globale, sarà proprio "il problema " da risolvere. Problema che implica rapporti culturali, religiosi,&amp;nbsp;ma non dimentichiamolo, anche, tornando alle origini, un&amp;nbsp;approccio all'&amp;nbsp; inconscio collettivo junghiano.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;COMUNITA' NAZIONALE&amp;nbsp; E GLOBALIZZAZIONE&amp;nbsp; - IL PERCORSO -&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Del resto più andiamo avanti nel percorso come " Umanità "&amp;nbsp; quindi come "Esseri Umani abitanti lo spazio terra" e più si fà viva l'esigenza , nei più illuminati ,di considerare questo nostro pianeta come un luogo dove sperimentare, sempre di più, un comune &amp;nbsp;impegno verso atteggiamenti di non "Separazione" pur nel rispetto delle tante diversità. I nodi culturali legati quindi all' integrazione e&amp;nbsp;al confronto tra le&amp;nbsp;varie identità&amp;nbsp;locali, nazionali, e il "nuovo" rappresentato dalla globalizzazione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Il rispetto delle diversità, ma anche la determinazione di&amp;nbsp; non voler&amp;nbsp;tornare indietro, rispetto a percorsi che alcune comunità rispetto ad altre , hanno già compiuto. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La messa in discussione di quel " relativismo culturale " che tende a lasciare le cose come sono, in nome di un rispetto che sa più o di impotenza o di complesso di colpa inespresso.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La soluzione nessuno ancora la conosce, ma sicuramente non passa attraverso l'indifferenza, il rispetto dei "grandi principi teorici" delle " belle costruzioni teoriche e intellettuali "&amp;nbsp;che soddisfano tanto&amp;nbsp;il nostro ego, ma che spesso ci lasciano fermi, inermi, rispetto&amp;nbsp;al fare di tutti i giorni.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pubblico comunque il lavoro singolo di Francesca Ferrante.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Gli_immigrati_di_seconda_generazione_francesca_ferrante_1_.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Gli_immigrati_di_seconda_generazione_francesca_ferrante_1_.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1076612783580424068?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1076612783580424068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1076612783580424068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/informazione-sul-4-gruppo.html' title='informazione sul 4° Gruppo -  IL PERCORSO DELL&apos;UMANITA&apos;'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2843576732390015255</id><published>2010-02-06T00:54:00.002+01:00</published><updated>2010-02-06T00:58:45.829+01:00</updated><title type='text'>Commento a Luigi Fattorini</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Caro Luigi di seguito il Link sulle agevolazioni doganali e di sicuro non mi riferivo ai paesi africani ma asiatici che credo che siano la causa principale della disoccupazione in settori storici dell'industria italiana come il tessile. Agevolazioni che avvengono anche attraverso accordi bilaterali per favorire le nostre esportazioni verso quei mercati che di sicuro non creano occupazione ma la delocalizzazione delle nostre aziende.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.esteri.it/coordinamentocina/statoaccordi.asp"&gt;http://www.esteri.it/coordinamentocina/statoaccordi.asp&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.esteri.it/coordinamentocina/pdf/MOU_investinitaly.pdf"&gt;http://www.esteri.it/coordinamentocina/pdf/MOU_investinitaly.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://europa.eu/legislation_summaries/external_trade/r11020_it.htm"&gt;http://europa.eu/legislation_summaries/external_trade/r11020_it.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2843576732390015255?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2843576732390015255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2843576732390015255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/commento-luigi-fattorini.html' title='Commento a Luigi Fattorini'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2444489518620739368</id><published>2010-02-06T00:40:00.002+01:00</published><updated>2010-02-06T00:48:23.355+01:00</updated><title type='text'>Contributo al lavoro del Quinto Gruppo “globalizzazione e famiglia - evoluzione dell'istituzione ,dei valori, leggi a tutela.-famiglia e socializzazio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per socializzazione primaria si intende l’apprendimento, l’interiorizzazione di competenze del bambino nei suoi primi anni di vita nel rapporto madre/bambino. Per Froid si tratta dell’apprendimento degli oggetti, per Parsons si tratta dell’apprendimento dell’insieme delle relazioni sociali che costituiscono i diversi ambienti in cui il bambino si viene a trovare nei diversi momenti della sua vita. Per socializzazione secondaria si intende l’apprendimento dei ruoli specializzati legati alla scuola, al lavoro ecc.&lt;br /&gt;Per risocializzazione si intende tutti quei processi della vita adulta che possono portare ad un nuovo apprendimento o al mutamento completo di quanto appreso con la socializzazione primaria come nel caso di una conversione religiosa. Circa la socializzazione primaria se per Parsons il bambino apprende dal ruolo del padre le norme universali e specializzate e dal ruolo della madre le norme diffuse e particolari, per norme intendo comportamenti approvati o disapprovati, oggi questo concetto si può ritenere ancora valido? cosa può apprendere il bambino da genitori sempre più assenti a causa del lavoro e sempre più distanti a causa dei sempre più frequenti divorzi?&lt;br /&gt;A senso una legge che tutela la concezione di una famiglia estranea ai nostri tempi?&lt;br /&gt;Oggi capita anche che una coppia divorzi solo per evitare di pagare più tasse. Il matrimonio così come lo conosciamo non ha come scopo principale l’erogazione di diritti e dunque penso che per altri casi si potrebbero trovare altre soluzioni che pur dando gli stessi diritti rappresenterebbero meglio le altre possibili situazioni, l’argomento è spinoso, con ciò voglio dire se una mela cessasse per noi di chiamarsi mela noi continueremmo a concepirla come mela? perché un simbolo deve perdere il suo nome che gli da un preciso significato anche se non dovesse più esistere.&lt;br /&gt;Leggendo comunicazione in famiglia ho l’impressione che i genitori per comunicare con i propri figli devono essere costretti a diventare degli psicologi anche se si afferma il contrario nel testo, ognuno è figlio del suo tempo e le responsabilità al massimo sono al 50% in condizioni normali, per me i giovani comunicano o meglio esprimono sempre meno i loro sentimenti perché deviati dai falsi messaggi della tv e della società, perché privi di ideali in cui credere.&lt;br /&gt;Il matrimonio misto è l’espressione di una società sempre più interculturale favorita dalla globalizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2444489518620739368?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2444489518620739368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2444489518620739368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/contributo-al-lavoro-del-quinto-gruppo.html' title='Contributo al lavoro del Quinto Gruppo “globalizzazione e famiglia - evoluzione dell&apos;istituzione ,dei valori, leggi a tutela.-famiglia e socializzazio'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-9042345378501863013</id><published>2010-02-05T22:44:00.002+01:00</published><updated>2010-02-05T22:56:58.421+01:00</updated><title type='text'>criminalità disoccupazione mondializzazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Intendo rispondere al post di Salvatore sul tema “criminalità e disoccupazione” cercando di cogliere lo spirito di una “sana cultura della discussione” che sollecita la Dott.ssa De Giorgi.&lt;br /&gt;Ritengo che la disoccupazione ed il lavoro precario in Italia sono fenomeni spiegabili da una molteplicità di fattori di difficile “generalizzabilità” poiché talvolta si spiegano dalla globalizzazione del mercato che non distingue le merci dalla forza lavoro, talaltra da fenomeni locali, primo fra tutti la criminalità organizzata. E’ indubbio che lasciare il controllo del territorio ad organizzazioni criminali che impongono le loro tasse sotto forma di “pizzo” e le loro leggi che prevedono sentenze di morte nei confronti di chi non si adegua, determina una forte depressione economica con conseguenti alti tassi di disoccupazione. La forza lavoro sottopagata che viene dai paesi del terzo mondo esiste quasi esclusivamente nei territori del sud Italia dove è la mafia che regolamenta il mercato del lavoro. Sono emblematici i recenti fatti di Rosarno dove, secondo fonti giornalistiche ben informate, sembra sia stata decisa la sostituzione della manodopera sottopagata dei neri africani con quella dei “comunitari” romeni ai quali si può più facilmente fare dei contratti a progetto di 3 ore di lavoro al giorno facendogliene poi lavorare 12-14. In uno stato di diritto questo non sarebbe possibile in quanto gli enti preposti al controllo non lo consentirebbero, ma chi fa questi controlli in Calabria? Non si può certo delegare tutto alla magistratura ed alle forze dell’ordine, le regole della civile convivenza sono prima di tutto una questione culturale che si forma con la buona politica e con l’efficienza di tutte le istituzioni pubbliche, prime fra tutte quelle scolastiche.&lt;br /&gt;Ho appena finito di leggere la ricerca di Salvatore nella parte in cui spiega il funzionamento della banca mondiale. I paesi sottosviluppati vengono finanziati purchè adeguino le loro leggi statali ai principi del liberismo, gli si richiede la massima fiducia alle leggi del mercato che finiranno per migliorare la vita di tutti. Io ricordo molto bene ciò che veniva prospettato nel Novembre del 1996 al congresso mondiale della Fao a Roma:”riduzione del 50% delle persone sottoalimentate nel mondo”. Qualcuno già allora non credeva alla possibilità di realizzazione di questi propositi ed in effetti oggi ci ritroviamo con un mondo più affamato e disperato di allora. E’ evidente che le ricette della banca mondiale improntate sul liberismo più integralista non hanno giovato a nessuno, nemmeno al benessere della maggioranza delle persone nei paesi occidentali sviluppati. Io non sono a conoscenza delle agevolazioni doganali dei paesi sottosviluppati di cui parla Salvatore ma mi sembra un po’ paradossale indicarle come la causa della disoccupazione italiana. Come dicevo in principio, probabilmente le cause della crisi sono più complesse, vanno ricercate nel sistema che forse ha fatto il suo tempo ed è destinato a riformarsi se vuole sopravvivere.&lt;br /&gt;La condizione di disoccupato non necessariamente determina un atteggiamento di devianza sociale ma non è un mistero che i livelli di criminalità sono più elevati nelle aree ove vi è più emarginazione inclusa quella dal mondo del lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-9042345378501863013?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/9042345378501863013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/criminalita-disoccupazione.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/9042345378501863013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/9042345378501863013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/criminalita-disoccupazione.html' title='criminalità disoccupazione mondializzazione'/><author><name>luigi fattorini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10627731425198326518</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8922353658122086843</id><published>2010-02-05T21:10:00.000+01:00</published><updated>2010-02-05T21:14:38.643+01:00</updated><title type='text'>“Le Donne delle donne” di Sabrina Marchetti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chiedo alla Prof.ssa Daniela se il lavoro del quarto gruppo “Rapporto tra identità e comunità rispetto alla globalizzazione. Gli immigrati di seconda generazione” deve essere ancora pubblicato.&lt;br /&gt;In alternativa ho letto il lavoro “Le Donne delle donne” di Sabrina Marchetti e ne consiglio vivamente la lettura a coloro che non l’avessero fatto. Senza svelare nulla del contenuto posso dire che l’oggetto della ricerca, per me, sono le differenze tra le donne dal punto di vista delle donne ciò spiega il titolo “ledonnedelledonne”. Per me questo lavoro è utile per completare i nostri studi sociologici in tema di pluralismo culturale e molto attinente con il lavoro del quarto gruppo. Questo lavoro descrive soprattutto una realtà socio-culturale dell’Italia dove necessità primarie si combinano con stereotipi nuovi ed antichi e dove si evidenzia la natura contrattuale della nostra società. Ma l’emancipazione della donna ha portato più vantaggi o svantaggi alla donna stessa? Penso che le conquiste sociali delle donne, tutt’ora in atto, abbiano portato la donna a confrontarsi con nuove problematiche che mi fanno pensare ad un eterna competizione con l’uomo e mi domando quando le donne si sentiranno finalmente soddisfatte? Spero che la soluzione non sia l’eliminazione o la riduzione in schiavitù del sesso maschile! La mia è una provocazione anche perché sono convinto che l’uomo e la donna sono le due metà di un unico corpo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8922353658122086843?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/8922353658122086843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/le-donne-delle-donne-di-sabrina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8922353658122086843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8922353658122086843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/le-donne-delle-donne-di-sabrina.html' title='“Le Donne delle donne” di Sabrina Marchetti'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5799810882004528461</id><published>2010-02-05T09:02:00.000+01:00</published><updated>2010-02-05T09:02:40.380+01:00</updated><title type='text'>Risposta a vari vostri messaggi</title><content type='html'>Molti di voi&amp;nbsp; mi hanno mandato e&amp;nbsp;mail con la domanda :&amp;nbsp; &lt;strong&gt;come studiare per l'esame&lt;/strong&gt;? I contributi dei gruppi, specie quello del terzo settore sono più di duecento pagine...ecc.....&lt;br /&gt;Bene , penserei che &lt;strong&gt;è importante la conoscenza di tutte le ricerche effettuate&lt;/strong&gt; , questo significa &lt;strong&gt;leggerle e saperne parlare&lt;/strong&gt;, ovviamente non nozionisticalmente parlando.. &lt;br /&gt;Un po' mi sta venendo in aiuto il vostro collega, che con ottima iniziativa, man mano, ci sta inviando " un motivo di riflessione personale " sulle letture delle varie ricerche.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ringrazio quindi &lt;strong&gt;Salvatore Iannello&lt;/strong&gt; per la sua iniziativa e collaborazione , a cui per altro, mi ripropongo di contribuire e rispondere attraverso il blog.( chiedo scusa della mia assensa durante la settimana, ma un problema di salute di mia sorella, mi ha allontanato dai miei impegni!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Del resto il nostro Seminario e il nostro Blog, al di là del momento in aula e il momento "esame", dovrebbe essere e diventare proprio questo: riflessioni " non da bar " ma ragionate e studiate su argomenti che sono importanti della nostra vita civile, culturale,politica , economica..... Tornando ad una sana cultura della discussione e dell'informazione&amp;nbsp;.... Le vostre ricerche devono essere considerate degli&amp;nbsp; " approfondimenti fatti da voi su gli argomenti che per altro...avete scelto di studiare..."&lt;br /&gt;Sarei proprio contenta quindi che questo strumento " il blog" trovi dopo il vostro esame , ancora "vita" e "estenzione di vita " tramite il vostro pensiero e il vostro lavoro " meditativo ed espressivo"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che i gruppi di lavoro crescano anche così, non solo per mero bisogno lucrativo...ma per spontanea necessità di lavorare, di creare idee, di saperle scambiare, in un contesto di persone che si stima e si rispetta con cui si tiene un filo di discussione e partecipazione. ...&lt;strong&gt;Anche così si cresce...con l'aiuto degli altri....e dando il nostro contributo...Quindi grazie a Salvatore !!&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5799810882004528461?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5799810882004528461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5799810882004528461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/risposta-vari-vostri-messaggi.html' title='Risposta a vari vostri messaggi'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-976291959817842395</id><published>2010-02-05T00:30:00.003+01:00</published><updated>2010-02-05T00:43:01.441+01:00</updated><title type='text'>Contributo al lavoro del Terzo Gruppo: Criminalità e Disoccuapzione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Penso che merita una considerazione importante, come causa del lavoro precario e della disoccupazione in Italia, la tassazione eccesiva sul costo del lavoro dipendente per le aziende e per i lavoratori che hanno un potere di acquisto sempre più ridotto costretti a competere con la forza lavoro sottopagata dei paesi in via di sviluppo o in espansione, paesi favoriti anche da agevolazioni doganali per l’esportazioni.&lt;br /&gt;I paesi occidentali non sono più in grado di produrre una reale ricchezza e sono prigionieri di una sovrapproduzione non più smaltibile sul mercato.&lt;br /&gt;A ciò si aggiunge un’interdipendenza economica dovuta alla globalizzazione che in realtà è la dipendenza dalla finanza che non ha interesse a diffondere il benessere e per ultimo e non meno importante il “pizzo” che non fa decollare la piccola impresa nel sud Italia che è il vero valore aggiunto della nostra economia.&lt;br /&gt;Collegare criminalità con la disoccupazione può voler dire: si diventa criminali perché si è disoccupati o perché si ha l’idea che il crimine sia un lavoro, questi due concetti apparentemente simili in realtà sono molto differenti, nel primo caso possiamo parlare di jus naturale ossia il diritto di poter usare qualsiasi mezzo per conservare la propria vita, nel secondo caso possiamo dire che l’uomo ha sempre fatto del crimine un vero e un proprio lavoro con l’unico scopo di arricchirsi facilmente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-976291959817842395?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/976291959817842395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/976291959817842395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/contributo-al-lavoro-del-terzo-gruppo.html' title='Contributo al lavoro del Terzo Gruppo: Criminalità e Disoccuapzione'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-25818031238695732</id><published>2010-02-03T23:23:00.004+01:00</published><updated>2010-02-03T23:36:34.906+01:00</updated><title type='text'>Contributo al lavoro del Primo Gruppo. Al fine di stimolare il lavoro di gruppo tra i gruppi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi preme sottolineare leggendo il lavoro del primo gruppo il fallimento e la debolezza della nostra Costituzione, poco presa in considerazione, all’ora come tutt’oggi incapace di dare stabilità all’azione politica dei vari governi che si sono succeduti sino ad oggi. Governi che presentano una sola evidente caratteristica il “consociativismo“, che fa della politica italiana una politica “particolare” basata su interessi locali e sulla fiducia ristretta alla famiglia, male endemico del nostro paese dovuto ad una carenza di “civilness” ad una storia dei diritti antropologicamente a noi estranea, in quanto non riusciamo ancora a definirci una paese unito, la nostra unità nazionale è pur sempre il frutto di una guerra civile o meglio il frutto del coraggio di un uomo che aveva per amici “1000 camice rosse”.&lt;br /&gt;Il passaggio dalla prima alla seconda repubblica non cambia la scena politica, è stato un modo per eliminare quelle persone scomode che miravano al vero cambiamento, con ciò non voglio dire che “mani pulite” non abbia agito in giustizia ma ha messo in evidenza solo alcuni brutti vizi della politica, è stata vinta una battaglia non la guerra. Il Berlusconismo è fenomeno negativo perché divide la società ma è anche un fenomeno positivo perché mette in evidenza come nel nostro paese non c’è più uno stato di diritto, dove i poteri, magistratura e politica, non difendono più la nostra Costituzione ma sono al servizio di particolari interessi e questa presa di coscienza, che si deve proprio a Silvio Berlusconi, dovrebbe essere maggiormente diffusa dai media (TV e Stampa) che da sempre sono stati al servizio del potere e solo in alcuni casi eccezionali al servizio della verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La protesta giovanile in Italia del 68’, e i movimenti giovanili in generale, è un fenomeno di tendenza legato a un preciso contesto storico-sociale che, nato sulla scia di quelli delle università americane e degli altri paesi europei, è l’espressione di una gioventù che non riesce più a riconoscersi nei valori tradizionali, è la prima vittima della globalizzazione culturale, è devianza che attraverso l’ideologia cerca strade diverse per la propria realizzazione individualistica, edonistica e narcisistica. Quando gli uomini credono veramente in ciò che credono gli uomini fanno le vere rivoluzioni (personalmente ne conosco solo una, iniziata circa 2000 anni fa e tutt’ora in essere”. Il tempo intergenerazionale è un tempo dove "cambiando l'ordine degli addendi....il risultato non cambia", le società storicamente cambiano idee, simboli, valori, credenze ecc. ma il risultato finale è sempre lo stesso, qualunque sia la società il mondo si dividerà sempre in “oppressori” ed “oppressi”.&lt;br /&gt;Spero di non essere stato lapalissiano.&lt;br /&gt;Salvatore Iannello&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-25818031238695732?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/feeds/25818031238695732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/contributo-al-lavoro-del-primo-gruppo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/25818031238695732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/25818031238695732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/contributo-al-lavoro-del-primo-gruppo.html' title='Contributo al lavoro del Primo Gruppo. Al fine di stimolare il lavoro di gruppo tra i gruppi'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-613165032090781681</id><published>2010-02-02T09:08:00.002+01:00</published><updated>2010-02-02T20:24:54.515+01:00</updated><title type='text'>Arriva anche il lavoro completo del 6°  Gruppo</title><content type='html'>Lavoro del 6° gruppo :&lt;strong&gt; Quattro diverse condizioni della Donna a confronto: donna occidentale, donna islamica, donna orientale,donna africana&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/LA_DONNA_NEL_TEMPO.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/LA_DONNA_NEL_TEMPO.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi dispiace che il gruppo non ha presentato per tempo il lavoro per essere discusso preventivamente in aula, perchè ci sono elementi che avrei volentieri affrontato insieme agli studenti tutti.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-613165032090781681?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/613165032090781681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/613165032090781681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/02/arriva-anche-il-lavoro-completo-del-6.html' title='Arriva anche il lavoro completo del 6°  Gruppo'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-135131261946124010</id><published>2010-01-30T12:00:00.002+01:00</published><updated>2010-01-30T12:03:04.892+01:00</updated><title type='text'>prenotazione esame</title><content type='html'>Mi sono prenotato all'esame dell'08 Febbraio tramite la bacheca elettronica, non sono riuscito a farlo tramite infostud...credo che in infostud non sia stato inserito il corso di sociologia del prof. De Nardis.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-135131261946124010?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/135131261946124010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/135131261946124010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/prenotazione-esame.html' title='prenotazione esame'/><author><name>luigi fattorini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10627731425198326518</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7326319170034072213</id><published>2010-01-29T19:06:00.000+01:00</published><updated>2010-01-29T19:06:36.805+01:00</updated><title type='text'>Pubblichiamo il lavoro del 2° gruppo in slide</title><content type='html'>&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/GRUPPO_TERZO_SETTORE.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/GRUPPO_TERZO_SETTORE.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7326319170034072213?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7326319170034072213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7326319170034072213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/pubblichiamo-il-lavoro-del-2-gruppo-in.html' title='Pubblichiamo il lavoro del 2° gruppo in slide'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2746470966305102081</id><published>2010-01-29T17:16:00.000+01:00</published><updated>2010-01-29T17:16:37.657+01:00</updated><title type='text'>Ottavo gruppo : CINA</title><content type='html'>&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/TESINA_COMPLETA_GLOBALIZZAZIONE.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/TESINA_COMPLETA_GLOBALIZZAZIONE.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E' arrivato il lavoro di Simone Cirello : 8° Gruppo - la risposta del Mondo Orientale . Versante culturale, politico, economico. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci parla della CINA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/TESINA_COMPLETA_GLOBALIZZAZIONE.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/TESINA_COMPLETA_GLOBALIZZAZIONE.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/TESINA_COMPLETA_GLOBALIZZAZIONE.pdf"&gt;COMPLETA_GLOBALIZZAZIONE.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2746470966305102081?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2746470966305102081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2746470966305102081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/ottavo-gruppo-cina.html' title='Ottavo gruppo : CINA'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-3061380670658872433</id><published>2010-01-26T19:47:00.008+01:00</published><updated>2010-01-29T19:18:43.477+01:00</updated><title type='text'>Pubblichiamo il Lavoro del Secondo Gruppo " Sviluppo economico locale, Terzo Settore,Impresa sociale"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ecco anche il Secondo gruppo al traguardo del suo bel lavoro !&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sono Anna Appolloni, Luigi Fattorini,Fiorella Fiore,Flavia Guattello, Salvatore Iannello&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/A_cura_del_Secondo_Gruppo_di_lavoro_1_.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/A_cura_del_Secondo_Gruppo_di_lavoro_1_.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-3061380670658872433?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3061380670658872433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3061380670658872433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/pubblichiamo-il-lavoro-del-secondo.html' title='Pubblichiamo il Lavoro del Secondo Gruppo &quot; Sviluppo economico locale, Terzo Settore,Impresa sociale&quot;'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6766302685710103761</id><published>2010-01-26T19:24:00.002+01:00</published><updated>2010-01-28T19:48:36.306+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;L'Ottavo gruppo mi ha fatto avere i lavori separati .&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Silvia di Giuseppe si è occupata di Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Globalizzazione_-_Medio_Oriente.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Globalizzazione_-_Medio_Oriente.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Francesca&amp;nbsp;Cubeddu ha portato un lavoro sull'India&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Lavoro_sull_india.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Lavoro_sull_india.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non ho ricevuto il lavoro di Simone Cirello sulla Cina&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6766302685710103761?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6766302685710103761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6766302685710103761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/lottavo-gruppo-mi-ha-fatto-avere-i.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1606653883672121621</id><published>2010-01-26T19:08:00.000+01:00</published><updated>2010-01-26T19:08:58.095+01:00</updated><title type='text'>Documento sull'immigrazione femminile</title><content type='html'>FENOMENO DELL'IMMIGRAZIONE AL&amp;nbsp;FEMMINILE. Proposta di una ricerca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/sabrina_ledonnedelledonne_dwf_1_.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/sabrina_ledonnedelledonne_dwf_1_.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1606653883672121621?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1606653883672121621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1606653883672121621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/documento-sullimmigrazione-femminile.html' title='Documento sull&apos;immigrazione femminile'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6264887272910528758</id><published>2010-01-26T11:54:00.006+01:00</published><updated>2010-01-26T18:44:00.164+01:00</updated><title type='text'>IMPORTANTE .: GRUPPI  SECONDO , QUARTO, SESTO E OTTAVO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;IL 2° GRUPPO&amp;nbsp; " SVIlUPPO ECONOMICO LOCALE, TERZO SETTORE, IMPRESA SOCIALE " &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;deve inviare una mail omogenea totale con i nomi dei vari autori per pubblicare il lavoro. Per ora ho solo i lavori di LUIGI FATTORINI E FIORELLA FIORE. E' importante perchè gli altri studenti ne devono prendere atto !!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL QUARTO GRUPPO " RAPPORTO TRA IDENTITA' E COMUNITA' RISPETTO ALLA GLOBALIZZAZIONE ...GLI IMMIGRATI DI SECONDA GENERAZIONE" dia notizie del lavoro!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho solo il lavoro di Francesca Ferrante " Gli immigrati di seconda generazione "&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL SESTO GRUPPO " QUATTRO DIVERSE CONDIZIONI DELLA DONNA...OCCIDENTALE,ISLAMICA,ORIENTALE,AFRICANA "&amp;nbsp; per ora ho ricevuto solo il lavoro di Veronica Gilberto ! Aspetto a pubblicarlo perchè vorrei pubblicarlo insieme a quello omogeneo del gruppo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Mandate i lavori già in pdl!!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L' OTTAVO GRUPPO " LA RISPOSTA DEL MONDO ORIENTALE ALLA GLOBALIZZAZIONE " ho i lavori solo di&amp;nbsp; Francesca Cubeddu e Di Giuseppe Silva. Parlate col resto del gruppo e inviatemi il materiale tutto insieme con i nomi relativi di chi li ha fatti !! Se no non riesco ad inserirli nel blog.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ORMAI SI DEVE PRESENTARE PERCHE' GLI ESAMI SONO VICINI.&amp;nbsp; DATEMI RISPOSTE ANCHE TRAMITE MAIL.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6264887272910528758?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6264887272910528758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6264887272910528758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/importante-gruppi-secondo-quarto-sesto.html' title='IMPORTANTE .: GRUPPI  SECONDO , QUARTO, SESTO E OTTAVO'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2132389151680171208</id><published>2010-01-26T11:10:00.000+01:00</published><updated>2010-01-26T11:10:19.617+01:00</updated><title type='text'>Pubblichiamo il lavoro del gruppo " GLOBALIZZAZIONE E FAMIGLIA "</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il gruppo ha inviato in modo unitario e sistematico il proprio lavoro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;I componenti del gruppo sono:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Danila Aurora Rizzo,Cristina Palazzo,Cristina Aquili,,Virginia Angiò,Francesco Iadecola,Simona di&lt;/strong&gt; Torrice&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Globalizzazione_e_famiglia.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Globalizzazione_e_famiglia.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2132389151680171208?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2132389151680171208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2132389151680171208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/pubblichiamo-il-lavoro-del-gruppo.html' title='Pubblichiamo il lavoro del gruppo &quot; GLOBALIZZAZIONE E FAMIGLIA &quot;'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1793341873125822368</id><published>2010-01-26T10:50:00.000+01:00</published><updated>2010-01-26T10:50:09.253+01:00</updated><title type='text'>Gruppo GLOBALIZZAZIONE</title><content type='html'>&lt;strong&gt;IL LINK&lt;/strong&gt; che segue è relativo a qualche lavoro e scritti studiati nel passato anno dal &lt;strong&gt;Gruppo Globalizzazione&lt;/strong&gt;. In attesa dei lavori coordinati di quest'anno li pubblico per chiarire ed ampliare l'argomento...in vista degli esami&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/GLOBALIZZAZIONE_E_INDUSTRIA.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/GLOBALIZZAZIONE_E_INDUSTRIA.pdf&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1793341873125822368?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1793341873125822368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1793341873125822368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/gruppo-globalizzazione.html' title='Gruppo GLOBALIZZAZIONE'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2247446273204969350</id><published>2010-01-22T22:23:00.000+01:00</published><updated>2010-01-22T22:45:53.754+01:00</updated><title type='text'>Le cheval de retour (Il cavallo di ritorno)</title><content type='html'>Il piccolo o grande sopruso che sia, la criminalità organizzatasi o da cani sciolti, tuttavia non è comunque avulsa da un contesto socio-economico in cui tali fenomeni si realizzano. &lt;div&gt;E ciò è lapalissiano. Tuttavia i protagonisti di queste angherie non sono persone dappoco in quanto a comprensione della macro e della microeconomia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da circa quarant'anni è in voga nella città del Vesuvio un commercio deviante, ma non privo di interesse sotto il profilo del pensiero economico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Immaginiamoci di aver acquistato tre anni or sono un ciclomotore che va per la maggiore, cioè è molto in voga e, quindi, molto trendly.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Immaginiamoci di averlo pagato chessò 2000€ per dirne una.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo tre anni pensavamo di abbassare la guardia e di non controllare al meglio quel ciclomotore quando lo parcheggiavamo. Proprio quella fatidica mattina qualcuno se ne appropria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Partenope è bene non è utile precipitarsi a fare denuncia alle competenti autorità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' utile attendere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tempo due giorni e qualcuno si farà sentire: come avrà fatto a rintracciarci? Miracolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche senza mediazione di qualche mediatore economico, il o i furfanti ci diranno al telefono che per 200€ potremmo avere la restituzione del bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da dove nasce quella cifra? Certamente non è casuale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riepilogando, il motorino ha tre anni e se lo avessimo assicurato contro il furto e considerato il deprezzamento dovuto all'età e la franchigia operata dalla società assicuratrice (generalmente il 20%), dopo molti mesi torneremmo in possesso e se ci va bene di soli 500€.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora ci si chiede: con 500€ cosa possiamo acquistare?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci viene incontro il furfante o i furfanti di cui sopra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Essi hanno già fatto, a mente e non su carta, tale calcolo e ci fanno risparmiare visto che con soli 200€ noi riusciamo a comprare nientemeno che il nostro stesso ciclomotore alla moda di cui sopra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci si da appuntamento in un luogo ampio, ma non assai discreto e l'affare, per tutti, si fa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il cavallo di ritorno è proprio il nostro motorino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forze dell'ordine:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;non collaborano;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;intralciano;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;vietano;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;il nostro è reato, non ultimo ricettazione di merce rubata, la nostra;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;sono al corrente perfettamente.  &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;La legge dell'economia è rispettata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Proprio quella stessa che muove il mondo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2247446273204969350?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2247446273204969350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2247446273204969350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/blog-post.html' title='Le cheval de retour (Il cavallo di ritorno)'/><author><name>Spatuzzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07853105582613305111</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_v-UQhNDSJzQ/S0SBIaOWT9I/AAAAAAAAAHM/emJssieuEwY/S220/foto+primitiva.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7032825945214993355</id><published>2010-01-22T22:22:00.000+01:00</published><updated>2010-01-22T22:22:26.729+01:00</updated><title type='text'>Preentazione del gruppo " IDEOLOGIA. GUERRA TOTALE E TERRORISMO "</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Pubblico il lavoro di Corradini anna ,&lt;/strong&gt; faceva parte del gr&lt;strong&gt;uppo Ideologia del Corso precedente. Non aveva ancora fatto l'esame.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/elaborato.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/elaborato.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;QUESTI SONO I LINK DEL LAVORO DEL GRUPPO " TERRORISMO E GUERRA TOTALE "&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/giorgia.pdf"&gt;ttp://sociologi.altervista.org/giorgia.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/lavoro_di_gruppo.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/lavoro_di_gruppo.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Da_partigiano_a_terrorista_file_word.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Da_partigiano_a_terrorista_file_word.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/il_mobbing.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/il_mobbing.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/TERRORISMO.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/TERRORISMO.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7032825945214993355?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7032825945214993355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7032825945214993355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/preentazione-del-gruppo-ideologia.html' title='Preentazione del gruppo &quot; IDEOLOGIA. GUERRA TOTALE E TERRORISMO &quot;'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1461659694033114680</id><published>2010-01-22T20:54:00.000+01:00</published><updated>2010-01-22T20:54:52.757+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Mi piace condividere con voi questo video che mia figlia mi ha mostrato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=JgqNr61hp5w"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=JgqNr61hp5w&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1461659694033114680?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1461659694033114680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1461659694033114680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/mi-piace-condividere-con-voi-questo.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7459797040341988497</id><published>2010-01-19T19:12:00.006+01:00</published><updated>2010-01-21T01:38:11.108+01:00</updated><title type='text'>Pubblichiamo " Prima e Seconda Repubblica " 1° Gruppo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ricerca completa sulla Prima e la Seconda Repubblica&lt;/strong&gt;. Abbiamo diviso la ricerca in quattro temi diversi, ognuno di noi si è occupato di un argomento (&lt;strong&gt;Flavio Maria Caligiuri per la DC, Erika De Marchis per il '68, Gabriella D'Ambrosio sul Muro di Berlino e, infine, Fabrizio Batori per quanto riguarda l'ultima parte),&lt;/strong&gt; ma il documento che Le invio è un documento unico in quanto abbiamo raccolto tutto il materiale in un solo formato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questa formula mi risulta molto gradita, perchè posso pubblicarla ,senza impazzire per capire chi ha fatto cosa.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come vedete sono ancora in attesa dei materiali relativi a Criminalità e Disoccupazione e quindi anche quelli che devono prendere atto dei lavori leggeranno la ricerca a pezzi. La qual cosa non facilita la comprensione e la rilassata lettura.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Invito ,quindi, a farmi arrivare le ricerche dei vari gruppi sotto un unico formato ,ma distinti, per argomento e autore. Così il lavoro&amp;nbsp;avrà senso di omogeneità ed organizzazione e il gruppo ne risulterà avvantaggiato e noi con loro . Complimenti al 1° Gruppo per l'organizzazione !&lt;/strong&gt; Firmato la Prof. De giorgi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Ricerca_Sociologia_De_Giorgi.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Ricerca_Sociologia_De_Giorgi.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7459797040341988497?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7459797040341988497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7459797040341988497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/pubblichiamo-prima-e-seconda-repubblica.html' title='Pubblichiamo &quot; Prima e Seconda Repubblica &quot; 1° Gruppo'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1156604135644138650</id><published>2010-01-17T01:50:00.028+01:00</published><updated>2010-01-21T22:57:02.777+01:00</updated><title type='text'>Pubblichiamo il 1°  Lavoro di quest'anno. Si tratta di "DISOCCUPAZIONE E CRIMINALITA'"</title><content type='html'>Il primo contributo , qui di seguito, da cliccare,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INTRODUZIONE GENERALE DELLA RICERCA&lt;/strong&gt;- lavoro presentato da Francesco Lustrissimi&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/PREMESSA_GENERALE_MIA-da_stampare_1_.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/PREMESSA_GENERALE_MIA-da_stampare_1_.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo secondo contributo riguarda la famosa &lt;strong&gt;Andrangheta&lt;/strong&gt; .lavoro presentato da Valerio Geracitano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NDRANGHETA HOLDING - EURISPES 2008- &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Eurispes_2008.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Eurispes_2008.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;PER UN MONDO LIBERATO DALLE &amp;nbsp;MAFIE.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/_Ndrangheta.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/_Ndrangheta.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Video su &lt;strong&gt;Rosarno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VaEYbzq7pNI"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=VaEYbzq7pNI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il&amp;nbsp;secondo contributo&amp;nbsp;è sulla camorra. Lavoro presentato da Roberta Fusco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Camorra-_Roberta_Fusco.pdf"&gt;&lt;strong&gt;http://sociologi.altervista.org/Camorra-_Roberta_Fusco.pdf&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il terzo contributo è sulla Mafia è di Paola Boscarino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/la_mafia._paola.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/la_mafia._paola.pdf&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il quarto tratta del rapporto mafia - droga - è di Drago Viviana&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/MAFIA-_DROGA.viviana.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/MAFIA-_DROGA.viviana.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1156604135644138650?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1156604135644138650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1156604135644138650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/pubblichiamo-il-lavoro-di-questanno-si.html' title='Pubblichiamo il 1°  Lavoro di quest&apos;anno. Si tratta di &quot;DISOCCUPAZIONE E CRIMINALITA&apos;&quot;'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5131619395165314279</id><published>2010-01-12T18:43:00.000+01:00</published><updated>2010-01-12T18:43:19.054+01:00</updated><title type='text'>Link del testo introduttivo del discorso del Sottosegretario Alfredo Mantovano. Ministero degli Interni</title><content type='html'>Inserisco il testo "Immigrazione e identita' nazionale. Verso un modello italiano. Roma 11 gennaio . Documento introduttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo importante fornirvi i documenti che riguardano gli ultimi convegni , per essere informati sulle prospettive su cui la politica discute. E' una lettura interesssante sia per chi si occupa di immigrazione sia per chi si occupa del terzo settore, identità nazionale, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Testo_di_Mantovani_sull_immigrazione.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Testo_di_Mantovani_sull_immigrazione.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5131619395165314279?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5131619395165314279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5131619395165314279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/link-del-testo-introduttivo-del.html' title='Link del testo introduttivo del discorso del Sottosegretario Alfredo Mantovano. Ministero degli Interni'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2835073136557831247</id><published>2010-01-11T22:17:00.000+01:00</published><updated>2010-01-11T22:17:45.894+01:00</updated><title type='text'>Convegno a Roma su " IMMIGRAZIONE E IDENTITA' NAZIONALE. Per un modello italiano.</title><content type='html'>Il convegno si è&amp;nbsp;svolto&amp;nbsp;alle ore 16, presso il Palazzo della Cooperazione in via Torino 146- Roma -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondazione Nuova Italia., presso il Palazzo della Cooperazione in via Torino 146- Roma&lt;br /&gt;All’iniziativa,&amp;nbsp;ha preso parte&amp;nbsp;Alfredo MANTOVANO, sottosegretario del ministero dell’Interno, Isabella BERTOLINI, relatrice alla Camera della legge sulla cittadinanza, Sergio CHIAMPARINO, presidente Anci e sindaco di Torino, Flavio TOSI, sindaco di Verona, Federica GUIDI, presidente Confindustria giovani, Luigi NEGRI, vescovo della diocesi San Marino - Montefeltro, Andrea RICCARDI, professore ordinario di Storia contemporanea e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Carlo PANELLA, giornalista e saggista, Giuseppe SACCO, professore ordinario di Relazioni e Sistemi economici internazionali.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;A moderare l’incontro è stato il giornalista Marco Clementi del TG 1 Esteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;archivio foto notizie »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gallery&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;archivio gallery »meteo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2835073136557831247?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2835073136557831247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2835073136557831247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/convegno-roma-su-immigrazione-e.html' title='Convegno a Roma su &quot; IMMIGRAZIONE E IDENTITA&apos; NAZIONALE. Per un modello italiano.'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-5101875420263288096</id><published>2010-01-09T21:43:00.000+01:00</published><updated>2010-01-09T21:43:21.308+01:00</updated><title type='text'>I TEMI DEI NOSTRI LAVORI DENTRO LA CRONACA DEI GIORNALI!</title><content type='html'>&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/dicembre/14/Clima_Avvelenato_co_8_091214013.shtml"&gt;http://archiviostorico.corriere.it/2009/dicembre/14/Clima_Avvelenato_co_8_091214013.shtml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;" Un clima avvelenato " di PierLuigi Battista. Corriere della Sera. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo analizza temi che riguardano l'atteggiamento nei confronti degli avversari politici.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Quello che stupisce nell'argomentazioni dell'autore è la similitudine con&amp;nbsp;i temi trattati dal&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gruppo&amp;nbsp;" Ideologia, guerra totale",quindi estremizzazione dei valori, ecc.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Articolo interessante anche per&amp;nbsp; il gruppo che si occupa di " &lt;strong&gt;Prima e seconda Repubblica " come indicatore&amp;nbsp;&amp;nbsp;del&amp;nbsp;clima politico che si respira in Italia.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-5101875420263288096?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5101875420263288096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/5101875420263288096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/i-temi-dei-nostri-lavori-dentro-la.html' title='I TEMI DEI NOSTRI LAVORI DENTRO LA CRONACA DEI GIORNALI!'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-7002138206328369679</id><published>2010-01-06T14:41:00.001+01:00</published><updated>2010-01-06T14:41:58.457+01:00</updated><title type='text'>Abbiamo una postazione osservante !</title><content type='html'>Come avrete letto ho invitato il dr. Enzo Spatuzzi,medico psichiatra,che&amp;nbsp;opera a Napoli,ad essere ,a sua discrezione,&amp;nbsp;la nostra lente di ingrandimento sul territorio&amp;nbsp; napoletano, campano.&lt;br /&gt;Ve la ricordate la lezione relativa alla ricerca sociale, dove si discuteva della ricerca partecipata?&amp;nbsp;Le domande che si pone la ricerca qualitativa?&lt;br /&gt;Provo a ricordarle :&lt;br /&gt;- Che cosa si vuole conoscere ?&lt;br /&gt;- Chi o che cosa può essere bene informato della questione ?&lt;br /&gt;- Qual'è la via migliore per conoscere queste cose ?&lt;br /&gt;- Quali altre strategie possono essere applicate ?&lt;br /&gt;E ricordate il discorso del " periscopio " sul territorio per leggere alcune realtà ? Ovviamente è una realtà&amp;nbsp; letta e partecipata anche emotivamente,è una sorte di intervista - conversazione . Abbiamo difatti sempre affermato che l'intervista qualitativa è come&amp;nbsp; il contributo di un corrispondente sul posto, con piena libertà di espressione ovviamente su un argomento legato ai fini conoscitivi che ci siamo posti.&lt;br /&gt;Benvenuto Dr. Spatuzzi !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-7002138206328369679?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7002138206328369679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/7002138206328369679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/abbiamo-una-postazione-osservante.html' title='Abbiamo una postazione osservante !'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8467612773513634802</id><published>2010-01-06T13:58:00.000+01:00</published><updated>2010-01-06T13:59:30.402+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Buongiorgio, buona Befana e buon anno a tutti&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Mi chiamo Spatuzzi, (Vinc) Enzo Spatuzzi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Svolgo una professione d’aiuto, faccio il medico-psichiatra nei servizi pubblici territoriali della salute mentale sul territorio dei quartieri di Napoli Fuorigrotta e Bagnoli.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Per giunta in uno di quei quartieri ci abito, proprio all’ombra dello stadio San Paolo che per anni è stata la reggia della monarchia campana nomata Maradonia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Ma il calcio oggi per me è tutto racchiuso e decodificato dalla foto che mi rappresenta sul profilo: quella che molti anni scattai a mio figlio che allacciava le scarpette d’un compagno della scuola calcio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;La vita con le malattie i loro segni, sintomi o sindromi non la interpreto quasi più, bensì vi faccio fronte.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Non sono schierato anche perché ne vengo da categorie del pensiero, destra e sinistra, oramai un po’ outlet, ma che ai miei tempi erano assai manichee con le esilaranti antinomie in cui ad esempio “la penetrazione” era di destra, mentre “le cosine” erano di sinistra; oppure “fare il bagno” era di destra, mentre “la doccia” era di sinistra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Certamente non sono libero, più spesso mi sento solo, non autonomo o indipendente, ma solo: è ben diverso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Mi attizza assai il confronto con i giovani capaci e intelligenti che penso esser il target di quelli che producono questo blog o semplicemente lo leggono. Non so quanto questo rapporto possa soddisfare loro, ma per lo meno iniziamo a farci dare ospitalità rispondendo all’invito della prof. De Giorgi (Daniela) che una sendipity impertinente ha messo sulla mia strada.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Come in un sporco diario di viaggio descriverò le cose che vedo, non quelle che mi riferiscono, della realtà all’interno della quale si muovono le mie operazioni esistenziali.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Del sentito dire non so che farmene. Figuratevi voi!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Penso che me lo possa permettere.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;L’importante è non bluffare, tradire i sentimenti o deprezzare le emozioni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;A presto con qualche mia inedita corrispondenza dall’Inferno&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Un abbraccio.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8467612773513634802?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8467612773513634802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8467612773513634802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/buongiorgio-buona-befana-e-buon-anno.html' title=''/><author><name>Spatuzzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07853105582613305111</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_v-UQhNDSJzQ/S0SBIaOWT9I/AAAAAAAAAHM/emJssieuEwY/S220/foto+primitiva.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-3893671853896727085</id><published>2010-01-06T10:28:00.001+01:00</published><updated>2010-01-06T10:28:53.946+01:00</updated><title type='text'>Ripresa delle lezioni il 13 .1. 2010</title><content type='html'>Salve! Buon 2010!....e Buona Befana !&lt;br /&gt;Volevo ricordare che le lezioni riprendono mercoledì 13. 1. 2010 &lt;br /&gt;Presenteranno i loro lavori il ragazzi componenti il Gruppo "Disoccupazione e criminalità" con i quali mi sono già accordata.&lt;br /&gt;Attendo notizie dagli altri gruppi per l'andamento dei loro lavori. Chi è pronto può anche attraverso il blog prenotarsi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-3893671853896727085?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3893671853896727085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3893671853896727085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2010/01/ripresa-delle-lezioni-il-13-1-2010.html' title='Ripresa delle lezioni il 13 .1. 2010'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1614459550227813113</id><published>2009-12-24T18:16:00.000+01:00</published><updated>2009-12-24T18:16:16.348+01:00</updated><title type='text'>AUGURI DI BUON NATALE !</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;Carissimi auguro a tutti voi&amp;nbsp; un sereno " Buon&amp;nbsp;Natale " esteso a tutti quelli a voi vicini e cari !!!&amp;nbsp; La prof. De giorgi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1614459550227813113?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1614459550227813113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1614459550227813113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/12/auguri-di-buon-natale.html' title='AUGURI DI BUON NATALE !'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1477815459097180180</id><published>2009-12-22T12:35:00.002+01:00</published><updated>2009-12-22T12:39:25.170+01:00</updated><title type='text'>"Gruppo Disoccupazione e criminalità" Documentario camorra</title><content type='html'>Salve a tutti faccio parte del gruppo&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Disoccupazione e criminalità&lt;/strong&gt; volevo presentarvi questo documentario molto ben fatto sulla camorra.&lt;br /&gt;Il documentario è diviso in 8 parti che troverete su youtube&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=tPzCdeCdqTQ"&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=tPzCdeCdqTQ&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona Visione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1477815459097180180?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1477815459097180180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1477815459097180180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/12/gruppo-disoccupazione-e-criminalita.html' title='&quot;Gruppo Disoccupazione e criminalità&quot; Documentario camorra'/><author><name>Roby</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03373070580453772988</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-259221471628235158</id><published>2009-12-13T12:02:00.002+01:00</published><updated>2009-12-13T12:23:35.521+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ideologia"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Ideologia&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/lemmi/203.htm"&gt;http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/lemmi/203.htm&lt;/a&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://www.atuttascuola.it/scuola/filosofia/ideologia.htm"&gt;http://www.atuttascuola.it/scuola/filosofia/ideologia.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;Questi sono alcuni dei link che sto visualizzando per l'introduzione al termine ideologia!Stampando,però,i lavori dell'anno precedente, mi sono accorta che molte nozioni coincidono e sono uguali.Sto comunque cercando di integrare i due lavori&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-259221471628235158?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/259221471628235158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/259221471628235158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/12/httpit.html' title=''/><author><name>giorgia carletti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03970869013865035180</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4762937994001744329</id><published>2009-12-08T23:23:00.002+01:00</published><updated>2009-12-08T23:28:05.167+01:00</updated><title type='text'>ANCORA  DISPENSE</title><content type='html'>Questo è il link in cui troverete gli appunti della lezione sull'ideologia dell'altro anno. &lt;strong&gt;Ideologia e sociologia della conoscenza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/PANORAMICA_STORICO_FILOSOFICA_DELLA_PAROLA__Ideologia.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/PANORAMICA_STORICO_FILOSOFICA_DELLA_PAROLA__Ideologia.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4762937994001744329?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4762937994001744329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4762937994001744329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/12/questo-e-il-link-in-cui-troverete-gli.html' title='ANCORA  DISPENSE'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-674486257761013772</id><published>2009-12-08T21:41:00.002+01:00</published><updated>2009-12-08T21:46:28.538+01:00</updated><title type='text'>La presenza al seminario è ritenuta fondamentale per continuare il lavoro insieme.</title><content type='html'>Ho notato un assottigliarsi delle presenze durante la ns. lezione, il margine di assense accettato è di tre volte durante il corso. Sappiatele utilizzare!! Del resto il lavoro diventa depauperato dal&amp;nbsp;vero senso di laboratorio continuo di ricerca.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Invito gli studenti che ancora non hanno&amp;nbsp;portato la bozza dei propri lavori a contattarmi o mandarmi un file con le&amp;nbsp;loro proposte.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dalla&amp;nbsp;prima&amp;nbsp;lezione di Gennaio inizieremo le audizioni di chi vorrà prenotarsi.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-674486257761013772?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/674486257761013772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/674486257761013772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/12/la-presenza-al-seminario-e-ritenuta.html' title='La presenza al seminario è ritenuta fondamentale per continuare il lavoro insieme.'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-1138319675601598569</id><published>2009-12-07T18:50:00.000+01:00</published><updated>2009-12-07T18:50:07.868+01:00</updated><title type='text'>Video consigliati!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il primo video riguarda il&amp;nbsp; "Gruppo Disoccupazione e criminalità." Lo abbiamo già guardato in aula, ma eravamo pochi...quindi&amp;nbsp;lo ripropongo per gli assenti...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FE_eyhCwa1E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/FE_eyhCwa1E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il secondo video riguarda l'evento " L'influenza dello Spazio sulla Psiche dell'individuo" autore lo psichiatra Enzo Spatuzzi . Spatuzzi ha un suo Blog sulla psichiatria e sul rock scritto e non suonato. Lavora a Napoli in condizioni spesso " al limite " e dire questo è un eufemismo!!!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="227" width="400"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7817751&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7817751&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="227"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/7817751"&gt;L’influenza dello Spazio sulla psiche dell’individuo&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/aipsimed"&gt;Associazione Italiana Psichiatri&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com/"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-1138319675601598569?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1138319675601598569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/1138319675601598569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/12/video-consigliati.html' title='Video consigliati!'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6649772584746864966</id><published>2009-12-02T23:11:00.000+01:00</published><updated>2009-12-02T23:11:18.525+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;EVENTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domani 3 dicembre 2009 alle ore 16.00 presso l'Aula Biblioteca del Cnel &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Viale Davide Lubin 2 - Villa Borghese) si terrà il &lt;strong&gt;Forum Nazion&lt;/strong&gt;ale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;strong&gt;Giovani quadri e professionisti Junior: formazione continua e contratti &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;per fasce di età.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6649772584746864966?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6649772584746864966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6649772584746864966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/12/evento-domani-3-dicembre-2009-alle-ore.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-6527872003450825359</id><published>2009-11-30T19:29:00.000+01:00</published><updated>2009-11-30T19:29:26.113+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Pubblichiamo di seguito i&amp;nbsp; link di nuovi capitoli delle dispense di Sociologi allo Specchio , riguardanti l'anno passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Storia_della_Sociologia.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Storia_della_Sociologia.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Ricerca_quantitativa_e_qualitativa.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Ricerca_quantitativa_e_qualitativa.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-6527872003450825359?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6527872003450825359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/6527872003450825359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/pubblichiamo-di-seguito-i-link-di-nuovi.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-3003061277872398408</id><published>2009-11-30T10:59:00.001+01:00</published><updated>2009-11-30T10:59:06.092+01:00</updated><title type='text'>Lezione del 25/11/09</title><content type='html'>Erano presenti 20 &lt;strong&gt;studenti. Tenendo presente&amp;nbsp;che ,a parte un elemento, i ragazzi del gruppo Ideologia , guerra totale, terrorismo, erano presso l'evento pubblicizzato sul blog. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per questo il loro argomento è stato spostato alla prossima lezione.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo invece ampiamente trattato l'argomento della responsabilità sociale di impresa nell'ambito del gruppo Terzo settore, ecc. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un convegno effettuatosi presso il CNEL sulla presentazione &lt;/strong&gt;dello stato dei lavori relativi ad &lt;strong&gt;ISO 26000 &lt;/strong&gt;ci ha fornito l'opportunità di presentare l'Oranizzazione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Uni ( Ente nazionale italiano di Unificazione ). Il ruolo della normazione tecnica, dei suoi valori verso un patrimonio comune e la sensibilità aumentata a causa della necessità di innovazione delle aziende, competitività delle imprese, e non ultima crescenti esigenze del consumatore in termini di qualità di prodotti e servizi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo discusso della responsabilità sociale e ed etica rispetto al terzo mondo e alla popolazioni, spesso troppo giovani, che entrano a far farte prematuramente nel mondo del lavoro. Contraddizioni tra etica e necessità, prendendo spunto da trattazioni e interventi di professionisti , sindacalisti e imprenditori.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-3003061277872398408?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3003061277872398408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3003061277872398408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/lezione-del-251109.html' title='Lezione del 25/11/09'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-2679960533339197563</id><published>2009-11-26T21:38:00.000+01:00</published><updated>2009-11-26T21:39:57.777+01:00</updated><title type='text'>La responsabilità sociale "dentro" l'impresa:un modello innovativo di sostenibilità</title><content type='html'>Le piccole e medie imprese (PMI) in Europa esigono in particolare un’organizzazione&lt;br /&gt;ed un ambiente di lavoro orientato alla qualità dei processi&lt;br /&gt;organizzativi come fattore determinante per la qualità dei prodotti.Questa&lt;br /&gt;filosofia coniuga benessere e produttività ma la sua diffusione è ancora&lt;br /&gt;limitata, in generale, ad alcune grandi aziende mentre deve, al contrario,&lt;br /&gt;diffondersi e diventare parte integrante della cultura sociale, economica e&lt;br /&gt;politica dei Paesi Europei.&lt;br /&gt;Si deve lavorare ad una cultura della promozione del benessere e della&lt;br /&gt;produttività come primo e più importante fattore di protezione dei lavoratori&lt;br /&gt;oggi in posizioni più articolate rispetto al passato.&lt;br /&gt;Questo significa ricercare una ampia convergenza tra i vari strumenti a&lt;br /&gt;disposizione: legislazione, dialogo sociale, individuazione delle migliori&lt;br /&gt;pratiche, responsabilità sociale delle imprese, promozione della salute, educazione&lt;br /&gt;alla salute e sicurezza nei più giovani attraverso idonei programmi&lt;br /&gt;scolastici, incentivi economici all’adeguamento tecnologico dei sistemi&lt;br /&gt;di produzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-2679960533339197563?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2679960533339197563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/2679960533339197563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/la-responsabilita-sociale-dentro.html' title='La responsabilità sociale &quot;dentro&quot; l&apos;impresa:un modello innovativo di sostenibilità'/><author><name>Karlsal</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01553154090322178337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8681685197688524165</id><published>2009-11-24T21:36:00.000+01:00</published><updated>2009-11-24T21:36:42.634+01:00</updated><title type='text'>Il testo "introduzione al seminario "</title><content type='html'>&lt;a href="http://sociologi.altervista.org/Introduzione_al_seminario.pdf"&gt;http://sociologi.altervista.org/Introduzione_al_seminario.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il link da cliccare per potervi scaricare il testo introduttivo delle dispense.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8681685197688524165?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8681685197688524165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8681685197688524165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/il-testo-introduzione-al-seminario.html' title='Il testo &quot;introduzione al seminario &quot;'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4923156956369694152</id><published>2009-11-22T23:32:00.000+01:00</published><updated>2009-11-22T23:32:07.829+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;Evento: Martedi 24 novembre a Roma via Manfredo Fanti 47 presso la&amp;nbsp; Casa dell'Architettura all'Acquario Romano&amp;nbsp; :&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONVEGNO&amp;nbsp; INTERNAZIONALE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ARCHITETTURA E PSICHE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'influenza dello spazio sulla psiche dell'individuo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dallo spazio della violenza allo spazio del suicidio.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4923156956369694152?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4923156956369694152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4923156956369694152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/evento-martedi-24-novembre-roma-via.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-4016335050717014404</id><published>2009-11-21T16:34:00.002+01:00</published><updated>2009-11-21T16:35:05.981+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Sono riuscita finalmente ad entrare nel Blog come autore cosi ora potrò partecipare ai dibattiti e scambiare idee con gli altri gruppi!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-4016335050717014404?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4016335050717014404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/4016335050717014404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/sono-riuscita-finalmente-ad-entrare-nel.html' title=''/><author><name>giorgia carletti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03970869013865035180</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-765660801085755548</id><published>2009-11-21T12:22:00.002+01:00</published><updated>2009-11-21T12:28:37.642+01:00</updated><title type='text'>evento:cinema,storia e terrorismi in Europa</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.saturnofilmfestival.com/index_saturno_inside.php?sez=165"&gt;http://www.saturnofilmfestival.com/index_saturno_inside.php?sez=165&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Evento che si terrà ad Alatri (Fr) da lunedi 23 /11 al 28/11&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-765660801085755548?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/765660801085755548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/765660801085755548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/eventocinemastoria-e-terrorismi-in.html' title='evento:cinema,storia e terrorismi in Europa'/><author><name>francesca chiappini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08809837776135236838</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-3055320696707625670</id><published>2009-11-19T20:41:00.000+01:00</published><updated>2009-11-19T20:41:57.402+01:00</updated><title type='text'>Lezione del 18 /11/09</title><content type='html'>&amp;nbsp;Erano presenti 30 studenti.&lt;br /&gt;Abbiamo risolto insieme il problema della pubblicazione nel blog da parte degli studenti iscritti al seminario.&lt;br /&gt;Ho difatti inviato ad ognuno di voi un invito "che dovrete cliccare" a diventare un autore. In questo modo avrete più facilità a comunicare con la cattedra e tra di voi.&lt;br /&gt;Gli argomenti trattati hanno riguardato il &lt;strong&gt;gruppo &lt;/strong&gt;" &lt;strong&gt;Globalizzazione e famiglia&lt;/strong&gt; " I rappresentanti del gruppo hanno individuato la possibilità di formulare un questionario da sottoporre a genitori della scuola materna ed elementare. Abbiamo parlato ed analizzato lo strumento che hanno proposto. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il gruppo" Terzo Settore- Assistenzialismo e meritocrazia - &lt;/strong&gt;ha presentato le linee di massima del proprio lavoro. Si è parlato di &lt;strong&gt;impresa sociale&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;bilancio sociale&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;bilancio sociale di genere&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-3055320696707625670?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3055320696707625670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3055320696707625670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/lezione-del-18-1109.html' title='Lezione del 18 /11/09'/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-3497318157117057301</id><published>2009-11-18T15:50:00.001+01:00</published><updated>2009-11-18T15:50:37.314+01:00</updated><title type='text'>prova</title><content type='html'>prova post&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-3497318157117057301?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3497318157117057301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/3497318157117057301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/prova.html' title='prova'/><author><name>ilaria</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11730781788807696004</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_OdApCx6YvRk/SwQIxb08JjI/AAAAAAAAAAM/1omXXdc90Bg/S220/SadCryingAnimeGirl.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-8197640189423691382</id><published>2009-11-18T12:30:00.001+01:00</published><updated>2009-11-18T12:30:52.567+01:00</updated><title type='text'>blog</title><content type='html'>prove tecniche di post...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-8197640189423691382?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8197640189423691382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/8197640189423691382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/blog.html' title='blog'/><author><name>luigi fattorini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10627731425198326518</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8720701807573525252.post-9032509605436444322</id><published>2009-11-13T18:30:00.001+01:00</published><updated>2009-11-17T18:43:53.003+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Ci sono ancora difficoltà per alcuni di voi di pubblicare commenti . La prossima volta a lezione cercheremo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sfatare l'arcano&lt;/strong&gt;!&lt;br /&gt;Nel frattempo è arrivato un&amp;nbsp; commento da parte di una studentessa dell'altr 'anno che ci invia dei documenti su &lt;strong&gt;Bauman .&lt;/strong&gt; Gli argomenti sono vari, alcuni non riguardano i temi di quest'anno, altri sicuramente più vicini. . Il Commento di Tina Panetta lo leggete se cliccate sul blog precedente dove ci sono 2 commenti. Li pubblicherò appena arriverà ad aiutarmi il mio collaboratore &lt;strong&gt;Simone Mieli&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo iniziate a leggervi i documenti sulla "&lt;strong&gt;Nascita della disciplina a Trento&lt;/strong&gt; " . Come vi dicevo è il materiale del Primo gruppo dell'altr'anno.Spero che li troviate interessanti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gfcom.altervista.org/SPECCHIO/Prima_Lezione.pdf"&gt;http://gfcom.altervista.org/SPECCHIO/Prima_Lezione.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8720701807573525252-9032509605436444322?l=sociologiallospecchio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/9032509605436444322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8720701807573525252/posts/default/9032509605436444322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sociologiallospecchio.blogspot.com/2009/11/ci-sono-ancora-difficolta-per-alcuni-di.html' title=''/><author><name>De Giorgi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00756779930596410711</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_qbaUh3xXQCQ/SxQSdB8VUpI/AAAAAAAAAAg/if9Yybv8hJQ/S220/profilo.jpg'/></author></entry></feed>
