sabato 5 novembre 2011

Come aderire online al Movimento.

Cari Amici




È da tempo che tutti noi nei diversi settori e con diverse competenze denunciamo il diffuso malcontento nel rapporto medico–paziente , medico–istituzioni , paziente-istituzione , oggi a maggior ragione, in un momento di vacche magre, dove la razionalizzazione delle risorse economiche diventa prioritaria al mantenimento in vita dello stesso servizio sanitario verso i cittadini. Nulla da obbiettare quindi verso l’atteggiamento di maggiore attenzione e rigore sull’uso dei soldi pubblici e al controllo della reale utilità dei servizi resi ai cittadini da parte della Pubblica Amministrazione.Ci auguriamo anzi che questo dichiarato sforzo dei nostri Amministratori si realizzi con un reale risparmio di risorse economiche e un servizio adeguato al pubblico dei fruitori, ben sapendo quanto è difficile sciogliere nodi di malcostume e interessi consolidati nel mantenere lo status quo. Si discute di costi standard e di livelli di prestazione da raggiungere in termini di rapporto efficienza- efficacia del servizio. Anche questo è giusto, perché, se certe Regioni riescono ad organizzare servizi efficienti a dati costi, si devono prendere da esempio e cercare di imitare.

Fin qui parliamo di buon governo, di buona fede,di buona organizzazione delle risorse.

Ma non basta. Perché l’organizzazione delle cose è prioritaria insieme ai valori che ne dettano la realizzazione,anzi devono camminare di pari passo. Organizzare un buon servizio al pubblico non è solo questione logistica,( luogo fisico, personale medico specializzato, personale paramedico, strutture varie, apparecchiature tecnologiche, tempi di lavoro e turni di presenza,approvvigionamenti vari, appalti con le ditte fornitrici, ecc….) ma anche questione di accoglienza al malato. Cosa si intende con la generica locuzione - accoglienza al malato? Un principio fondamentale : riconoscere che lo scopo prioritario e imprescindibile del servizio che si fornisce è dato ad un Essere Umano , nella sua totale integrità di persona intesa come corpo mente e spiritualità. Questo porta da sé moltissime risultanze come, appunto, il rispetto, il diritto alla informazione verso il paziente, non solamente formale e legale ma partecipativa, opponendosi alla pratica spesso attuata di mercificazione, alienazione e di difesa verso il malato.

Porsi la semplice domanda : questa struttura a cosa serve? E’ organizzata in funzione della persona, dell’individuo che fruisce del servizio? Spesso nei miei studi di ricerca sociale mi sono trovata di fronte ad “organizzazioni” che teoricamente erano create per uno scopo, ma ne perseguivano un altro. Al primo posto si è scoperto che l’organizzazione mette se stessa e la propria sopravvivenza , quasi fosse dotata di vita autonoma. Contano prima le risorse umane e no, le loro esigenze e poi il servizio da rendere. “ - La burocratizzazione del rapporto medico-paziente ha reso entrambi, non più soggetti centrali di un sistema, non più protagonisti attivi di un percorso di cure e di assistenza, ma oggetti intercambiabili, in uno scenario che pone in secondo piano il diritto del paziente, privilegiando scelte economicistiche e di interesse e ciò ha portato alla degenerazione conosciuta col nome di “medicina difensiva”. -


Chi voglia partecipare al Movimento e firmare la Petizione o far parte attiva alla creazione di un nuovo paradigma culturale riguardante appunto l'Umanizzazione può prendere contatto direttamente con me.

Per firmare la petizione online :

http://www.petizionionline.it/petizione/dichiarazione-per-il-diritto-alla-cura-alla-persona-e-per-l-umanizzazione-delle-cure-mediche-chirurgiche-e-psicologiche/5335


Per prendere contatto con me:
daniela.degiorgi@hotmail.it










Il nostro obiettivo è quello di suscitare intorno a questi temi il massimo di consensi possibile, di alimentarlo favorendo un esteso e approfondito dibattito che consenta il manifestarsi di ogni opinione. Intendiamo infatti promuovere, tutte le iniziative possibili per fondare un Sistema Sanitario più umano ed al tempo stesso più efficace, più giusto ed anche più economico e razionale-“

E’ nato proprio da queste ed altre considerazioni il - MOVIMENTO PER IL DIRITTO ALLA CURA DELLA PERSONA E PER L’UMANIZZAZIONE DELLE CURE MEDICHE , CHIRURGHICHE E PSICOLOGICHE.

Sono particolarmente lieta di informarvi sulla nuova iniziativa.

Invito tutti voi, come presidente della Associazione Inos –Il noi sociale- a partecipar, ad aderire e firmare la Petizione online, primo gesto ufficiale del Movimento. Sono sicura che tutto questo desterà in tutti voi interesse e vivace partecipazione.



Grazie.

Il Presidente

E' nato il Movimento per il diritto alla cura alla persona e per l'UMANIZZAZIONE delle cure mediche, chirurgiche e psicologiche.

DICHIARAZIONE PER IL DIRITTO ALLA CURA ALLA PERSONA E PER L’UMANIZZAZIONE DELLE CURE MEDICHE, CHIRURGICHE E PSICOLOGICHE

Premessa


In un’epoca caratterizzata dalla progressiva riduzione della centralità dell’uomo, sentiamo il bisogno di affermare che prima di essere medici e cittadini liberi, indipendenti e democratici, siamo esseri umani, ovvero, “persone”, e come tali aspiriamo a dare e ricevere le cure.

Noi riteniamo che la Medicina attuale, proprio nel momento in cui raggiunge importanti progressi nella diagnosi precoce e nella conoscenza scientifico-terapeutica della malattia, stia correndo il grave rischio di trasformarsi in qualcosa che non ha più l’affidabilità, l’autorevolezza e la credibilità che le derivano dall’avere come unico oggetto il benessere e la salute della persona.

Il processo di disumanizzazione del rapporto medico-paziente è responsabile di aver ridotto la complessità della persona umana intesa come individuo alla sua dimensione esclusivamente fisiopatologica e statistica, finendo per costituire la causa di molti casi di “malasanità”.

La burocratizzazione del rapporto medico-paziente ha reso entrambi, non più soggetti centrali di un sistema, non più protagonisti attivi di un percorso di cure e di assistenza, ma oggetti intercambiabili, in uno scenario che pone in secondo piano il diritto del paziente, privilegiando scelte economicistiche e di interesse e ciò ha portato alla degenerazione conosciuta col nome di “medicina difensiva”.

È per questo che intendiamo combattere la distinzione culturale e scientifica tra mente e corpo, riaffermando che la specificità dell’essere umano è contenuta proprio nella integrazione che la sua personalità opera tra corpo, mente e valori spirituali.

Il nostro obiettivo è quindi quello di suscitare intorno a questi temi il massimo di consensi possibile, di alimentarlo favorendo un esteso e approfondito dibattito che consenta il manifestarsi di ogni opinione.

Intendiamo infatti promuovere, sulla base di queste idee, un movimento cosciente che raggruppi tutti coloro che intendono opporsi alla mercificazione, umiliazione e alienazione della persona e che vogliono invece stimolare tutte le iniziative possibili per fondare un Sistema Sanitario più umano ed al tempo stesso più efficace, più giusto ed anche più economico e razionale.



Per queste ragioni intendiamo chiamare tutti i colleghi, gli uomini di cultura ed i cittadini interessati a discutere, condividere e promuovere con noi i seguenti punti:



Articolato



1. Il primo requisito umano delle cure sta nel diritto inalienabile e uguale per tutti a riceverle. Ognuno, senza nessuna distinzione, per sesso, età, razza, ceto sociale, religione, nazionalità, valori morali, culturali e politici, scelte comportamentali, ha diritto a ricevere tutte le cure di cui ha bisogno e lo Stato deve garantirne la disponibilità. Ciò si sostanzia con il principio generale del diritto all'integrità fisica e mentale ed alla sicurezza della persona, da cui deriva la necessità di ricevere l'assistenza sanitaria e le appropriate cure per ottenere il più alto livello di salute possibile e l’accesso ai servizi appropriati per la prevenzione delle malattie.



2. Gli Stati, in misura delle loro risorse finanziarie, devono impegnarsi ad assicurare tutte le cure sanitarie, di assistenza, di prevenzione e di riabilitazione, a cominciare da quelle necessarie per le patologie più gravi, garantendo precisi standard di qualità, provvedendo anche a costruire una rete di opportunità su base privata, sociale e volontaria, che possa garantire la continuità del trattamento fino all’effettiva copertura del bisogno.



3. La salute, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito, deve essere intesa non solo come “assenza di patologia”, ma anche come “presenza di benessere”, il cui raggiungimento, quindi, deve essere sempre perseguito e garantito. E' compito esclusivo del medico, e di nessun’altra autorità non medica, differenziare le condizioni normali della persona da quelle patologiche e predisporre i rimedi necessari.



4. Riteniamo che anche i portatori di quelle numerose condizioni che non appaiono chiaramente patologiche, ma che caratterizzano spesso malessere e disagio nell’età evolutiva ed involutiva, nell’infanzia e nella vecchiaia, o che caratterizzano i disturbi della personalità e del comportamento, debbano poter ricevere le eventuali cure o i trattamenti di cui hanno bisogno, per superare gli svantaggi esistenziali che esse possono determinare. Tali interventi pertanto, quando necessitano, devono essere resi fruibili dalla persona.



5. Il malato deve essere preso in cura, prima che per la patologia che lo affligge, per la sua dignità umana, per il suo stato di sofferenza soggettiva e oggettiva e per la sua disfunzionalità che gli impedisce di essere normalmente attivo. Obiettivo della cura è l’essere umano nel suo ambiente e non solo la sua malattia.



6. Ogni individuo deve poter scegliere liberamente tra i diversi trattamenti sanitari, ricevendo adeguate informazioni, mentre nessun individuo può essere obbligato a curarsi contro la sua volontà. Anche in quei casi di trattamento sanitario obbligatorio espressamente previsti dalla legge, l’interesse primario, la dignità e la volontà della persona devono essere comunque tutelati e garantiti dagli organi competenti e di garanzia prima di ogni altra considerazione.



7. Nella disponibilità delle strutture, la durata di un ricovero ospedaliero e il tipo di terapia da eseguire devono essere stabiliti caso per caso, solo in considerazione delle valutazioni e proposte dei medici, del consenso informato del paziente e del decorso clinico della malattia, valutato individualmente.

8. L’applicazione dei Protocolli più accurati non esonera i medici dal dovere responsabile di agire secondo scienza e coscienza. Il medico, nel predisporre le sue terapie, non deve tenere conto d’altro se non della loro compatibilità con le condizioni cliniche del paziente e con l’insieme delle contingenze oggettive e soggettive del momento.



9. Il consenso informato non può essere ridotto ad una firma su un elenco notarile di rischi, ma deve essere raggiunto attraverso il dialogo tra medico e paziente, fino al raggiungimento di un comune sentire. Esso deve consentire al paziente di comprendere le opzioni terapeutiche proposte dal medico e di esprimere il suo giudizio, ma anche di delegare al medico stesso quelle scelte immediate da compiersi nel suo interesse. Il consenso è un diritto, non formale ma sostanziale, che prevede comunicazione e dialogo nel tempo tra medico e paziente e soprattutto la fiducia e la convinzione che il medico opererà solo nell’interesse del paziente.



10. Il consenso informato anche di quei malati di mente, non sottoposti a limitazioni giudiziarie della loro capacità d’agire, che rifiutano negativisticamente, per effetto della propria malattia, di aver bisogno di cure, e quindi di sottoporsi ad esse, deve comunque essere raggiunto appena il paziente avrà recuperato la sua capacità di intendere e di volere.








sabato 17 settembre 2011

Nuovo anno accademico

Informo tutti gli studenti che ogni lunedì 15.30 - 18  sono disponibile ad un colloquio presso la Facoltà - stanza De Nardis.

lunedì 15 agosto 2011

BUON FERRAGOSTO!!

Un pensiero per Ferragosto...per la Festa di Maria..l'Assunta in Cielo!


- Contano i pensieri?
- Assolutamente si!! Sono i concetti che costruiscono la realtà.

-Cos'è un pensiero?
- Un pensiero è un momento congelato di un flusso di coscienza... il cervello lo processa e lo inserisce in una confezione chiamata neurone....in seguito vengono fatte delle aggiunte per mezzo della memoria associativa.

Un pensiero è la struttura in cui la realtà viene modellata. E' la vera e propria Architettura della Realtà!
...Quando crei la tua giornata, la componi nel pensiero, e mentre osservi il pensiero, lui diviene la forma stessa della realtà!!! Dunque buon pensiero...buona giornata!!!





giovedì 11 agosto 2011

COGLIAMO L' OPPORTUNITA' PER DIRLO !!


Cogliamo l'Opportunità per dirlo



Ma è proprio questo il Mondo che desideriamo ? Cogliamo l'opportunità di questa Crisi Mondiale per cambiare.
Sono, come la maggior parte degli esseri umani in questo periodo, appesa ai vari telegiornali, vari quotidiani, per avere notizie fresche sulla crisi economica che sta colpendo il nostro pianeta.

" Sotto scacco della speculazione finanziaria, Panico sul mercato" non cito altri titoli di giornale, è inutile, il tema di questi giorni è questo.
La domanda che mi faccio è la seguente - ma chi sono gli speculatori? - sotto scacco di chi siamo? - Non abbiamo una risposta al quesito, si fanno varie ipotesi, non ultima quella che vede dietro questi assalti un burattinaio islamico o semplicemente una radice emotiva degli investitori. Nessuno è in grado di porre rimedio alla situazione, c'è la sensazione netta che i potenti del mondo annaspino nel cercare le soluzioni, sembra qualcosa che sfugge alla comprensione, si parla di emotività degli investitori, volatilità del mercato, ci si riempie la bocca di termini scientifici e matematici, ma alla fine nessuno ha in tasca una soluzione ed il panico cresce.
Nell'incertezza spuntano nemici e paure le più radicate interiormente, fantasmi evocati dall'incertezza e precarietà.

Nella storia della filosofia del mondo occidentale ci si è sempre divisi nel dare la priorità o alla politica o all'economia. Sono tra quelli che ardentemente credono nella priorità della Politica, che riconoscono alla Politica il ruolo del governo dei popoli, della organizzazione e dello sviluppo. Il ruolo dell'Economia è sinergico a quello della Politica, ma non prioritario. Oggi ci troviamo con i termini invertiti, il denaro, il risultato del lavoro dell'uomo, ha preso il posto dell'uomo. Uno strumento creato da noi ci detta le regole per vivere o a questo punto per soccombere.
Una cosa è certa, è morto un mito.
Siamo tutti invitati al Funerale di un' Idea che ha governato dall'800 ai nostri giorni , dalla nascita del capitalismo ad oggi, figlia a sua volta del secolo ancora precedente ,del 700 e della sua idea del progresso.
Il funerale oggi lo facciamo all'idea politico economica dell'Infallibilità del mercato, dell'autoregolamentazione dello stesso.Termina qui, in termini concreti, realistici, anche se da moltissimo tempo teorizzata, una fase storica del Capitalismo. Non ho la palla di vetro per teorizzare la fine del Capitalismo, ma sicuramente per teorizzarne la fine di questa fase storica.
Ed ora? Difronte all' allarmismo imperante della paura della fine del mondo occidentale e alla consapevolezza che comunque un tempo è finito, che altri protagonisti ascendono alla ribalta del potere mondiale, leggi - il paese del dragone la Cina - di fronte ad anatemi e raffronti con le truppe barbariche vittoriose sull'impero romano e l'inizio del nuovo medioevo, forse una strada si può ancora percorrere.
Una strada che si delinea dalla vecchia ma che procede verso mete diverse. Uso ancora i termini dei telegiornali " Ossigeno ai mercati, le banche offrono ossigeno". Possiamo immettere un ossigeno che non sia solo dato dalle Banche e che non sia soltanto monetario. Il vero ossigeno della cultura occidentale, non è mai stato solo questo, ma è stato culturale, etico, filosofico, politico.
Una cultura, ma anche un singolo essere umano è vivo se sa cambiare. Se ha in sè la forza di riconoscere un futuro diverso per sè e comprende che il passsato è terminato ed il presente è interdetto. Nuove prospettive, nuove idee, nuove credenze, evoluzione. Questo è futuro.

Cogliamo questa opportunità di serrate comunicazioni tra Stati, tra i potenti del mondo, questo obbligato momento di priorità della Politica per ridiscutere il Futuro. Affrontiamo il Presente con consapevolezza nuova , mai,  finora siamo stati , noi esseri umani, tutti, tanto simili, tanto legati a destini comuni, tanto globali, Comprendiamone il senso storico, e teorizziamo il nuovo. Cogliamo questa opportunità.



Pubblico nuovamente un post del 1.5.2011 .  Propongo la rilettura. Grazie!



PROGETTO PER IL FUTURO.

Il mondo è ad un bivio difficile, tutti i popoli si stanno rendendo conto delle enormi difficoltà che vivono e tanti leader ed intellettuali si stanno ponendo una domanda sul possibile futuro, sul possibile sviluppo, sul possibile progetto per il domani. All’ avvio di questa nuova era , il terzo millennio, ci siamo resi conto con paura che tutto il mondo fino ad ora conosciuto stava per noi occidentali cambiando. Le premesse del nuovo assetto del governo mondiale con la caduta del muro di Berlino, col dissolversi, come in un gioco di castello di carte, della grande Russia, con tutto quello che rappresentava, la divisione del mondo in due parti, l’ideologia socialista e comunista, il pensiero economico centralistico e statalistico era all’improvviso scomparso, nebulizzato come in un sogno o come in un incubo per altri.

Sono comparse forti tendenze distruttive, il terrorismo islamico ha inferto all’altra parte del mondo restante un duro colpo. Dichiarando guerra all’America nel settembre del 2001, ha evidenziato la estrema debolezza e vulnerabilità anche del sistema capitalistico occidentale. La globalizzazione,nata all’indomani della fine del blocco, ha unificato il mondo economico e la possibilità di creare e spostare denaro e lavoro ovunque. Con i nuovi mezzi informatici, internet, il denaro si sposta alla velocità del presente, le comunicazioni fanno sì che tutto è interconnesso. Le recenti crisi economiche frutto della frenesia incontrollata del gioco finanziario, tratta la finanza come fosse “non reale”, come se dietro quelle operazioni non ci fossero risultati concreti, prezzi da pagare per altri esseri umani. La finanza Americana ha quasi messo in ginocchio come al gioco del domino, una dopo l’altra le economie di tutti gli altri paesi. Per la prima volta ci si è resi conto che il problema è di tutti, non può più risolversi all’interno di una famiglia, di un paese, non è solo dell’occidente, ma investe l’oriente e gli altri continenti. Il denaro , gli affari, il nuovi idoli, nolenti o volenti ci hanno insegnato che non siamo separati, che il destino e la nostra sopravvivenza è legato gli uni agli altri. Siamo tutti dentro un sistema in cui se si modifica qualcosa, anche la più piccola, da un’altra parte se ne risente. Si è capito che buttando giù le barriere,” il vaso di Pandora si era rotto”,lo ha detto Giulio Tremonti. E’ vero! Gli equilibri si sono sbriciolati e bisogna trovarne dei nuovi .

Le risolse alimentari che prima erano suddivise all’interno di una parte del mondo, ora con la globalizzazione devono soddisfare l’intero pianeta. Alcuni paesi a grande densità di popolazione come la Cina e l’India che prima avevano economie chiuse e autoreferenti sono entrate nella suddivisione delle risorse alimentari. I prezzi sono saliti risultato della salita della domanda di cibo. Ora alcune economie nuove stanno marciando verso il progresso, altre sono quasi ferme e altre ancora non riescono a decollare e il continente africano fra tutti sta pagando il prezzo più alto: la fame. Tutti questi problemi stanno provocando nuovi conflitti, contraddizioni laceranti nel tessuto nei vari popoli e nazioni con relativi focolai di rivolta e guerra a cui si associano grandi spostamenti migratori di popoli alla ricerca di cibo e lavoro.

Abbiamo la responsabilità di agire per trovare nuove vie da percorrere. Dalla nostra abbiamo l’esperienza del passato e il desiderio di futuro. La consapevolezza che siamo tutti nello stesso sistema, che se il sistema non ritrova il suo equilibrio tutti indistintamente ne avremo a soffrire. Non siamo separati dagli Americani, dagli Europei, dagli Orientali, dai Sud Americani, dagli Africani.

Siamo filosoficamente alla fine del pensiero dualistico che finora si è nutrito di contrapposizioni Nord-Sud, Est-Ovest, Occidente-Oriente, destra-sinistra,comunismo-fascismo.

Dal passato bisogna cogliere il messaggio. Chiedersi, ad esempio, il perché del tracollo del mondo socialista, la fine di quel sogno tanto ambito trasformato per tanti esseri umani in un incubo. Un mondo dove doveva essere tutto per tutti, tutto in comune. Economia di stato, piani quinquennali di realizzazione. Probabilmente si è trattato di una organizzazione umana troppo integralista, dove all’uomo si era sostituito il controllo sull’uomo. Anche se a fini teorici ipoteticamente giusti, niente può essere messo al primo posto se non l’uomo stesso. Quando una qual si voglia organizzazione diviene autoreferente tenta di dettare leggi proprie. L’uomo dei paesi socialisti era un uomo chinato, obbediente, un uomo privo di desiderio. Se all’uomo si toglie il desiderio, l’autonomia, l’arbitrio di se stesso, gli si toglie praticamente tutto quello che lo fa uomo e lo si rende schiavo.

Il desiderio è la fonte ,il pozzo dove l’uomo attinge le energie per sollevarsi e camminare. Un uomo desiderante con libero arbitrio è quindi il primo requisito per un futuro.

Dall’altra parte del mondo quello capitalistico, la realtà che si apre ai nostri occhi offre una lettura diversa. Qui troviamo una organizzazione politico economica senza ideali. Individualismo e denaro, espansione, idea di progresso illimitato a scapito degli altri. Tutti contro tutti per acquisire beni spesso inutili in vite spese spesso inutilmente. Individualismo sfrenato.

Questo è il panorama del primo decennio del Terzo Millennio.

. Si propone un nuovo Progetto Globale. Si chiede che i rappresentanti dei Popoli del Pianeta si siedano in assise attorno ad un tavolo per una soluzione migliore.
.Si propone che il tavolo raccolga la Politica e l’Economia, privilegiando però la politica.
.Si propone una diversa organizzazione del mondo,la nascita di un nuovo Liberalismo Umanitario. ll presupposto è sapere di essere un’assise di uguali, alla base di questo c’è la determinazione del rispetto della vita umana e della sopravvivenza della nostra specie.
.Si propone una sorta di Welfare globale. Ci si impegna ad assicurare l’utilizzo delle risorse per la sopravvivenza alimentare, siano esso grano , cereali, acqua, energia . . .
Altro diritto assicurato dal Welfare globale è il diritto all’alfabetizzazione, all’istruzione. L’uomo ha bisogno i cibo per il corpo per crescere e cibo per la mente per evolvere. Su questi beni primari non si può lucrare. Sono beni necessari alla nostra evoluzione, allo sviluppo dei Popoli che sono in difficoltà.
Tutte le altre merci sono in modalità di libero mercato, in piena espansione e desiderio.
Questi dovrebbero essere dichiarati con una frase tanto di moda oggi “ Valori non negoziabili “


I dettagli saranno elaborati dai tanti economisti e imprenditori, politici, organizzazioni politiche e sindacali che si possono trovare d’accordo con questi pochi ma essenziali principi. Alcuni strumenti operativi già esistono e sono efficaci.

Penso già al fiume di aiuti organizzati e spontanei basati sulla buona volontà dei tanti, organizzazioni mondiali e dei singoli, che cercano già di intervenire in aiuto di questa difficile situazione mondiale. Forse sarebbe necessaria una maggiore direzione organizzativa di razionalizzazione delle risorse per individuare con precisione le aree di intervento e il tipo di bisogno per non far perdere in rivoli che si seccano presto i vari aiuti e interventi. Abbiamo visto che portare cibo e non creare le condizioni di produzione e fare pura assistenza non è stato produttivo e non ha modificato la situazione strutturale dei vari popoli e paesi. E’ necessario portare lì condizioni di lavoro e di crescita. In Europa e nel nostro Paese sono già state messe a punto legislazioni relative all’utilizzo, per esempio, di imprese sociali. Uno strumento che prende a prestito l’ idea dell’impresa capitalistica e la mette al servizio di scopi diversi. Una impresa privata con denaro privato che crea lavoro , crea reddito da lavoro e ridistribuisce l’utile per la espansione dell’impresa stessa e del lavoro che implementa. Si può in questo modo produrre cibo direttamente o indirettamente creando utile per acquisto delle materie necessarie alla sopravvivenza alimentare.

Sembra una impresa enorme, ma nulla è difficile se ci crediamo. L’uomo è riuscito a trasformare il globo, sarà sicuramente capace di correggere qualche squilibrio creato. Non è più del resto una scelta ma diviene una necessità. Stiamo entrando in una epoca in cui siamo chiamati ad un salto di maturazione e responsabilizzazione che ci renderà sicuramente migliori. Riprendiamo a desiderare.


domenica 1 maggio 2011

PROGETTO PER IL FUTURO

PROGETTO PER IL FUTURO.



Il mondo è ad un bivio difficile, tutti i popoli si stanno rendendo conto delle enormi difficoltà che vivono e tanti leader ed intellettuali si stanno ponendo una domanda sul possibile futuro, sul possibile sviluppo, sul possibile progetto per il domani. All’ avvio di questa nuova era , il terzo millennio, ci siamo resi conto con paura che tutto il mondo fino ad ora conosciuto stava per noi occidentali cambiando. Le premesse del nuovo assetto del governo mondiale con la caduta del muro di Berlino, col dissolversi, come in un gioco di castello di carte, della grande Russia, con tutto quello che rappresentava, la divisione del mondo in due parti, l’ideologia socialista e comunista, il pensiero economico centralistico e statalistico era all’improvviso scomparso, nebulizzato come in un sogno o come in un incubo per altri.

Sono comparse forti tendenze distruttive, il terrorismo islamico ha inferto all’altra parte del mondo restante un duro colpo. Dichiarando guerra all’America nel settembre del 2001, ha evidenziato la estrema debolezza e vulnerabilità anche del sistema capitalistico occidentale. La globalizzazione,nata all’indomani della fine del blocco, ha unificato il mondo economico e la possibilità di creare e spostare denaro e lavoro ovunque. Con i nuovi mezzi informatici, internet, il denaro si sposta alla velocità del presente, le comunicazioni fanno sì che tutto è interconnesso. Le recenti crisi economiche frutto della frenesia incontrollata del gioco finanziario, tratta la finanza come fosse “non reale”, come se dietro quelle operazioni non ci fossero risultati concreti, prezzi da pagare per altri esseri umani. La finanza Americana ha quasi messo in ginocchio come al gioco del domino, una dopo l’altra le economie di tutti gli altri paesi. Per la prima volta ci si è resi conto che il problema è di tutti, non può più risolversi all’interno di una famiglia, di un paese, non è solo dell’occidente, ma investe l’oriente e gli altri continenti. Il denaro , gli affari, il nuovi idoli, nolenti o volenti ci hanno insegnato che non siamo separati, che il destino e la nostra sopravvivenza è legato gli uni agli altri. Siamo tutti dentro un sistema in cui se si modifica qualcosa, anche la più piccola, da un’altra parte se ne risente. Si è capito che buttando giù le barriere,” il vaso di Pandora si era rotto”,lo ha detto Giulio Tremonti. E’ vero! Gli equilibri si sono sbriciolati e bisogna trovarne dei nuovi .

Le risolse alimentari che prima erano suddivise all’interno di una parte del mondo, ora con la globalizzazione devono soddisfare l’intero pianeta. Alcuni paesi a grande densità di popolazione come la Cina e l’India che prima avevano economie chiuse e autoreferenti sono entrate nella suddivisione delle risorse alimentari. I prezzi sono saliti risultato della salita della domanda di cibo. Ora alcune economie nuove stanno marciando verso il progresso, altre sono quasi ferme e altre ancora non riescono a decollare e il continente africano fra tutti sta pagando il prezzo più alto: la fame. Tutti questi problemi stanno provocando nuovi conflitti, contraddizioni laceranti nel tessuto nei vari popoli e nazioni con relativi focolai di rivolta e guerra a cui si associano grandi spostamenti migratori di popoli alla ricerca di cibo e lavoro.

Abbiamo la responsabilità di agire per trovare nuove vie da percorrere. Dalla nostra abbiamo l’esperienza del passato e il desiderio di futuro. La consapevolezza che siamo tutti nello stesso sistema, che se il sistema non ritrova il suo equilibrio tutti indistintamente ne avremo a soffrire. Non siamo separati dagli Americani, dagli Europei, dagli Orientali, dai Sud Americani, dagli Africani.

Siamo filosoficamente alla fine del pensiero dualistico che finora si è nutrito di contrapposizioni Nord-Sud, Est-Ovest, Occidente-Oriente, destra-sinistra,comunismo-fascismo.

Dal passato bisogna cogliere il messaggio. Chiedersi, ad esempio, il perché del tracollo del mondo socialista, la fine di quel sogno tanto ambito trasformato per tanti esseri umani in un incubo. Un mondo dove doveva essere tutto per tutti, tutto in comune. Economia di stato, piani quinquennali di realizzazione. Probabilmente si è trattato di una organizzazione umana troppo integralista, dove all’uomo si era sostituito il controllo sull’uomo. Anche se a fini teorici ipoteticamente giusti, niente può essere messo al primo posto se non l’uomo stesso. Quando una qual si voglia organizzazione diviene autoreferente tenta di dettare leggi proprie. L’uomo dei paesi socialisti era un uomo chinato, obbediente, un uomo privo di desiderio. Se all’uomo si toglie il desiderio, l’autonomia, l’arbitrio di se stesso, gli si toglie praticamente tutto quello che lo fa uomo e lo si rende schiavo.

Il desiderio è la fonte ,il pozzo dove l’uomo attinge le energie per sollevarsi e camminare. Un uomo desiderante con libero arbitrio è quindi il primo requisito per un futuro.

Dall’altra parte del mondo quello capitalistico, la realtà che si apre ai nostri occhi offre una lettura diversa. Qui troviamo una organizzazione politico economica senza ideali. Individualismo e denaro, espansione, idea di progresso illimitato a scapito degli altri. Tutti contro tutti per acquisire beni spesso inutili in vite spese spesso inutilmente. Individualismo sfrenato.

Questo è il panorama del primo decennio del Terzo Millennio.

. Si propone un nuovo Progetto Globale. Si chiede che i rappresentanti dei Popoli del Pianeta si siedano in assise attorno ad un tavolo per una soluzione migliore.


. Si propone che il tavolo raccolga la Politica e l’Economia, privilegiando però la politica.

. Si propone una diversa organizzazione del mondo,la nascita di un nuovo Liberalismo Umanitario. ll presupposto è sapere di essere un’assise di uguali, alla base di questo c’è la determinazione del rispetto della vita umana e della sopravvivenza della nostra specie.

. Si propone una sorta di Welfare globale. Ci si impegna ad assicurare l’utilizzo delle risorse per la sopravvivenza alimentare, siano esso grano , cereali, acqua, energia . . .


.Altro diritto assicurato dal Welfare globale è il diritto all’alfabetizzazione, all’istruzione. L’uomo ha bisogno i cibo per il corpo per crescere e cibo per la mente per evolvere. Su questi beni primari non si può lucrare. Sono beni necessari alla nostra evoluzione, allo sviluppo dei Popoli che sono in difficoltà.


Tutte le altre merci sono in modalità di libero mercato, in piena espansione e desiderio.


Questi dovrebbero essere dichiarati con una frase tanto di moda oggi “ Valori non negoziabili “


I dettagli saranno elaborati dai tanti economisti e imprenditori, politici, organizzazioni politiche e sindacali che si possono trovare d’accordo con questi pochi ma essenziali principi. Alcuni strumenti operativi già esistono e sono efficaci.

Penso già al fiume di aiuti organizzati e spontanei basati sulla buona volontà dei tanti, organizzazioni mondiali e dei singoli, che cercano già di intervenire in aiuto di questa difficile situazione mondiale. Forse sarebbe necessaria una maggiore direzione organizzativa di razionalizzazione delle risorse per individuare con precisione le aree di intervento e il tipo di bisogno per non far perdere in rivoli che si seccano presto i vari aiuti e interventi. Abbiamo visto che portare cibo e non creare le condizioni di produzione e fare pura assistenza non è stato produttivo e non ha modificato la situazione strutturale dei vari popoli e paesi. E’ necessario portare lì condizioni di lavoro e di crescita. In Europa e nel nostro Paese sono già state messe a punto legislazioni relative all’utilizzo, per esempio, di imprese sociali. Uno strumento che prende a prestito l’ idea dell’impresa capitalistica e la mette al servizio di scopi diversi. Una impresa privata con denaro privato che crea lavoro , crea reddito da lavoro e ridistribuisce l’utile per la espansione dell’impresa stessa e del lavoro che implementa. Si può in questo modo produrre cibo direttamente o indirettamente creando utile per acquisto delle materie necessarie alla sopravvivenza alimentare.

Sembra una impresa enorme, ma nulla è difficile se ci crediamo. L’uomo è riuscito a trasformare il globo, sarà sicuramente capace di correggere qualche squilibrio creato. Non è più del resto una scelta ma diviene una necessità. Stiamo entrando in una epoca in cui siamo chiamati ad un salto di maturazione e responsabilizzazione che ci renderà sicuramente migliori. Riprendiamo a desiderare.

mercoledì 27 aprile 2011

Iniziative per il nuovo corso di laurea

Gentile studente,


Gentile studentessa,

Ti segnalo un'importante iniziativa rivolta a tutti coloro che sono interessati ad iscriversi ad uno dei nostri corsi di laurea per l'anno prossimo.

Mercoledì 4 Maggio 2011, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso l'Aula Magna della Facoltà di Sociologia, Via Salaria 113 sarà presentata l'offerta formativa della nostro Facoltà per l'anno accademico 2011-2012.

L'incontro prevede la presentazione degli obiettivi formativi, dei piani didattici e degli sbocchi professionali previsti dalle 2 lauree triennali in SOCIOLOGIA e in SCIENZE E TECNICHE DEL SERVIZIO SOCIALE e dalle 3 lauree magistrali in SCIENZE SOCIALI APPLICATE, POLITICHE E SERVIZI SOCIALI, ANALISI E PROGETTAZIONE TERRITORIALE. Ti invito a segnalare l'iniziativa ad amici, conoscenti, colleghi e a chiunque tu ritenga interessato ad avere informazioni su i nostri corsi di laurea.

Ti ringrazio per la visibilità che saprai dare all'iniziativa.



Il responsabile dell'orientamento

Prof. Luca Salmieri

Facoltà di Sociologia

Università di Roma, La Sapienza

sabato 12 febbraio 2011

Giù le mani dalle donne!

Giu’ le mani dalle Donne!!


Quello che in questi giorni sta accadendo costringe anche chi volentieri se ne starebbe lontano dall’agone politico come me, a parlare, a scrivere sulla penosa strumentalizzazione che sta avvenendo ancora una volta sulle nostre teste .
Donne, perchè non affermiamo –Rispetto per tutte noi-? Perché diamo il fianco a questo tentativo di dividerci, di separare questo nostro genere già tanto vilipeso, usato, frantumato e negato ?
Veniamo ai fatti. Come possiamo disconoscere una situazione attuale di reale difficoltà nei rapporti di genere? Come non sentirsi costernate davanti alla volgarità, all’uso mercificante dell’essere umano, all’assenza del rispetto per il sé e il mancato riconoscimento dell’altro. Certo ,questo è il segno dei tempi . Queste sono le risultanze di processi di trasformazione complessi, indicatori di difficoltà che il genere umano sta attraversando in tutto il mondo occidentale e forse in tutto il globo. Già, perché in forme diverse e secondo percorsi evolutivi - ognuno particolare- è fuor di dubbio che la globalizzazione sta mietendo favori e dolori in tutto il globo. Le famose trasmissioni televisive tanto citate sono format venduti in tutto il mondo,le immagini pubblicitarie , la cultura e l’informazione in questo villaggio globale è indifferenziata e chiudere le porte, non essere coinvolti è impossibile, non si riesce a gestire a controllare. Internet diventa fautore di scandali, di rivoluzioni , ma anche di informazione ,di cultura, di connessione, di non separazione. Un ‘istituto come quello della famiglia ridotto a numeri sempre più esigui, la positività progettuale del mettere al mondo figli ridotta allo zero statistico,paura di amare, i sentimenti sempre più confusi e repressi, sessualità e pornografia usate come panacea del divertimento, del dio piacere. Sospetto ed uso dell’altro al posto di accoglienza e solidarietà, illusioni materiali in nome del dio danaro che indicano povertà spirituale e vuoto emotivo. Tanti sono stati i segnali e gli appelli a cambiare. Ma cambiamento è anche questo e bisogna imparare ad usarlo. Possiamo continuare a lungo ad elencare difficoltà, tutto ciò ci riguarda come donne , come esseri umani , ma stiamo bene attenti, non ci caratterizza in quanto genere. Non siamo noi donne buone o cattive, morali o immorali, Marie o Maddalene, sante o streghe da bruciare! Non siamo stupide vittime dell’orco, l’orco se non c’è a volte lo cerchiamo per scelta.
Dopo battaglie, percorsi colmi di sofferenze e crescite, dopo avanzamenti e retrocessioni su tutti i fronti dal politico al privato, questa è la nostra storia , la storia delle donne. Avanziamo a fatica verso una crescita a volte contraddittoria. Non rinneghiamo le urla del passato 1970 quando rivendicavamo la proprietà del nostro corpo, la proprietà e la discrezione nell’uso dei nostri organi sessuali. Ora le nostre figlie e le nostre nipoti a propria discrezione , come da nostra rivendicazione ottenuto, usano come vogliono la loro discrezionalità. Uso giusto, sbagliato ? Abbiamo il diritto di giudicarle, proprio noi ? Direi di no, perché se lo facessimo saremo qui a dichiarare che sono giovani irresponsabili e quindi vanno tutelate, “coperte. “ Dovremmo negarne la libertà e saremmo ad un passo dai roghi dell’Inquisizione e , quello che più mi preoccupa, saremmo ad un passo dal burca ideologico. Quello che possiamo fare è non giudicare ma parlare, dialogare, insegnare in famiglia e a scuola i valori dell’amore per la propria persona, del proprio essere corpo e spirito, liberi di scegliere sempre come anche il cristianesimo insegna, proprio perché insegnando l’amore per se stessi si insegna l’amore per l’altro. “ Non fare all’altro quello che non vorresti fosse fatto a te !” E se invece seguissimo il fascino culturale del mondo orientale con la sua millenaria spiritualità e saggezza incontrando un altro essere umano dovremmo congiungere le mani e inchinandoci salutarlo dicendo” Saluto la parte divina che è in te “! Questo dovremmo fare.
Lasciamo cantare dal cielo Fabrizio De Andrè ..che la sua dolce “ Bocca di rosa” invada queste piazze e care signore, donne italiane, lasciate le fila delle “comari del paese!” .
Le strumentalizzazioni politiche non potevano tessere tela più spregevole. Se volete un governo diverso e credete nella democrazia , fate in modo, se ci riuscite, di vincere le elezioni.
Nel frattempo Giù le mani dalle donne!! Abbiamo imparato a difenderci da sole!
Dr. Daniela de giorgi .

Contatore accessi

Lettori fissi

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

Archivio blog